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Approvato il Reddito di Inclusione, la soddisfazione di Dokita

Dokita, da sempre a fianco delle persone più bisognose, esprime soddisfazione per l’approvazione del Piano Nazionale per il contrasto alla povertà.

Finalmente l’Italia ha approvato una legge per il contrasto alla povertà. Questa mattina il Senato ha dato il via libera al cosiddetto Rei, il Reddito di inclusione. Dokita, da sempre a fianco degli ultimi e dei più bisognosi, non può che essere soddisfatta per una legge che mira ad eliminare le disuguaglianze nella nostra società. Il nostro Paese, infatti, era l’unico Stato in Europa a non avere uno strumento universale contro l’indigenza. Un “passo storico”, l’ha definito il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, “che colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito”. Ecco cosa prevede la legge.

Quali sono le novità della legge?

La legge delega approvata al Senato prevede l’introduzione del Reddito di inclusione, il riordino delle  prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto alla povertà,  delle misure a sostegno della genitorialità e per i disabili e gli invalidi.

A chi è rivolto il Reddito di inclusione?

È rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia che hanno non superano un certo livello di reddito e che sono disposti a seguire programmi di inserimento lavorativo. L’obiettivo è quello di fare uscire dalla povertà i 4,6 milioni di persone che in Italia, secondo l’Istat, sono in una condizione di indigenza assoluta. Con il Rei saranno aiutati circa 250-300mila famiglie, fino a 1,5 milioni di persone e 500mila minori. In totale saranno stanziati un miliardo e 150 milioni nel 2017, a cui vanno aggiunti i fondi non spesi lo scorso anno, per un totale di circa 1,6 miliardi.

Cosa prevede il piano di contrasto alla povertà?

Con il Piano nazionale al contrasto alla povertà lo Stato si impegna a prendere in carico il singolo o la famiglia in difficoltà attraverso l’attivazione di servizi sul territorio di residenza, l’inserimento al lavoro e la cura delle eventuali necessità soci-sanitarie. Sono previsti anche accordi con gli enti locali e con le associazioni del Terzo settore per contrastare la povertà.

Quanti soldi riceveranno le persone in difficoltà?

Le persone in condizione di miseria assoluta riceveranno da un minimo di  552 euro al mese a un massimo di 819 euro. Una famiglia di 4 persone potrà avere al mese fino a 1.534 euro. In questa prima fase, però, viste le risorse stanziate, il contributo sarà ridotto intorno a un massimo di 480 euro al mese per nucleo familiare.

Quando entrerà effettivamente in funzione?

Il Governo ha sei mesi di tempo per approvare i decreti attuativi. Tra settembre e l’inizio del 2018 il Rei sarà, dunque,  operativo.

Mani sporche

Il 2016 si apre per Dokita con interessanti novità sul fronte della progettazione in Italia. È già da diversi anni che l’associazione sta ragionando sul tipo di impegno che essa deve assumere nella società in tema di immigrazione e asilo, alla luce della propria mission basata sui valori del volontariato, della cooperazione, della solidarietà, della tolleranza, della pace e del rispetto delle diversità.

Sicuramente, il lavoro di sensibilizzazione e informazione che Dokita svolge attraverso i propri mezzi di comunicazione (in primis, con la rubrica che state leggendo) si inserisce in una visione più ampia per la quale si vuole contribuire a realizzare una società inclusiva e non esclusiva, una società aperta e attenta alle persone più fragili e vulnerabili e non chiusa su se stessa e ignorante rispetto ai drammi umanitari che la circondano e spesso la attraversano, una società certamente attenta al bene comune e alla sicurezza di tutti, nessuno escluso. Vogliamo, però, non limitare il nostro impegno a un approfondimento culturale e a uno stimolo intellettuale, ma vogliamo anche poterci sporcare le mani. Vogliamo provare, come associazione, a seguire le continue esortazioni che ci vengono da Papa Francesco che sin dall’inizio del suo pontificato (ricordiamo la prima visita pastorale sull’isola di Lampedusa nel 2013) non si stanca mai di sottolineare l’importanza di accogliere migranti e rifugiati, di chinarsi su chi è in difficoltà e di sporcarsi le mani, guardando negli occhi di coloro che chiedono giustizia.

Avevamo già dedicato questa rubrica a un approfondimento sul tema dello sfruttamento lavorativo dei migranti nell’Agro Pontino e siamo contenti di comunicarvi che dal mese di gennaio 2016, Dokita è concretamente impegnata nella realizzazione del microprogetto dal titolo IM-Formati. Conoscere per sconfiggere lo sfruttamento lavorativo dei migranti nel territorio della Provincia di Latina finanziato dal Centro Servizi per il Volontariato (CESV-SPES) nell’ambito del bando Socialmente 2. Il progetto ha come sede di realizzazione gli Sportelli Legali Immigrati di Terracina, Latina e Fondi in partenariato con l’Associazione Progetto Diritti, la Caritas Diocesana di Latina, l’Associazione Articolo Ventiquattro di Fondi e la Cooperativa PARSEC di Roma.

Obiettivo generale del progetto è quello di promuovere la tutela dei diritti sociali dei lavoratori stranieri nel territorio della Provincia di Latina. Si ritiene, infatti, che a perpetuare un sistema di sfruttamento dei lavoratori migranti basato su condizioni di irregolarità e su comportamenti discriminatori, siano principalmente: la scarsa consapevolezza dei lavoratori migranti dei propri diritti sociali e delle possibilità di tutela degli stessi, la mancanza di una rete territoriale fra servizi pubblici e privati sul tema dell’immigrazione, nonché la mancanza di conoscenza e la scarsa sensibilizzazione sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo dei migranti da parte sia dei soggetti sociali, pubblici e privati, che della cittadinanza. Il progetto intende quindi intervenire al fine di modificare un sistema di sfruttamento ormai collaudato, agendo sia in favore dei lavoratori stessi con servizi di assistenza e consulenza legale, sia in favore dei soggetti pubblici e privati interessati al fenomeno migratorio, predisponendo una raccolta dati e un’analisi circostanziata dello sfruttamento lavorativo degli stranieri nel territorio, nonché, infine, coinvolgendo la cittadinanza e le autorità locali attraverso momenti pubblici di approfondimento, scambio e dibattito. Il progetto, nello specifico, si articolerà su tre azioni:

  • Consulenza legale gratuita per n. 50 immigrati. Per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori stranieri vittime di sfruttamento, si intende favorire la fruizione di servizi di consulenza legale gratuita, di accompagnamento e di assistenza legale.
  • Raccolta dati e realizzazione di un report. Approfondiremo, attraverso la compilazione di questionari somministrati a ca. 50 immigrati, la conoscenza quali-quantitativa del fenomeno dello sfruttamento lavorativo dei migranti per produrre un report descrittivo del fenomeno e sensibilizzare la cittadinanza.
  • Sensibilizzazione e diffusione risultati. Coinvolgeremo le autorità locali, le associazioni e la cittadinanza in una conferenza finale di approfondimento e dibattito sul tema dello sfruttamento lavorativo dei migranti al fine di creare consapevolezza e contribuire, così, a costruire le condizioni per una maggiore integrazione sociale ed economica dei lavoratori stranieri. Nel corso della conferenza saranno diffusi i dati raccolti nel report descrittivo prodotto.

Concludiamo questa rubrica con una ulteriore riflessione sull’invito a “sporcarsi le mani”. Il Giubileo, come ci ricorda Papa Francesco, ci regala un tempo di grazia, in cui guardare a “quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito a causa dell’indifferenza”, e riscoprire l’attualità delle opere di misericordia così da costruire nuove strade e aprire nuove “porte” di giustizia e di solidarietà, vincendo “la barriera dell’indifferenza”. Dokita si sente in questo chiamata ad agire e intende iniziare a riflettere nel medio periodo su percorsi innovativi e positivi di accoglienza ai migranti richiedenti protezione internazionale nelle realtà territoriali in cui è attiva, mettendo a servizio di questa emergenza nazionale la propria esperienza nell’accoglienza e nel servizio agli ultimi, le proprie competenze tecniche nella progettazione sociale e, non ultimo, i propri valori.