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DOKITA E LA CFIC INSIEME PER I BAMBINI DELLA NIGERIA

 

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Lagos (Nigeria): la struttura già a disposizione per essere adeguata ad accogliere la scuola materna

Quando parliamo delle “sette sorelle” ci riferiamo ad altrettante multinazionali del petrolio che dominano la scena mondiale dell’energia. In ambito cristiano sono conosciute le “sette chiese” che nel libro biblico dell’ Apocalisse sono destinatarie di lettere audaci che non lasciano spazio a tiepide interpretazioni.

Raccontiamo qui, invece, il caso di sette-chiese-sorelle che il 15 maggio il vescovo Lauro Tisi  proclamerà “unità pastorale”: sono le parrocchie di Cles, Tassullo, Tuenno, Nanno, Pavillo, Rallo e Mechel.

Si tratta di una rivoluzione pastorale che, in tempi di profondi cambiamenti a tutti i livelli, non suscita poi tanto scalpore. Del resto, tre di quei comuni, effettuata la fusione, in questi giorni votano per un unico sindaco. Ogni passaggio, anche sul piano ecclesiale, esige scelte forti che segnano la strada e dei gesti che generano una visione comune. Proprio con l’avvio ufficiale della nuova unità pastorale le sette-chiese-sorelle hanno unito i loro sforzi a favore di una nuova parrocchia di Lagos (Nigeria), città che oggi ha venti milioni di abitanti, ma che saranno il doppio nel 2050. Serve poco sforzo per immaginare i problemi urbanistici, sociali, educativi e sanitari di una metropoli del genere.

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Fratel Ruggero con due ragazze della parrocchia, orfane, con nel cuore il desiderio di un futuro buono per la loro vita

Visitando la  parrocchia pochi mesi fa, ho constatato le sfide che stanno davanti ad una comunità che muove i primi passi in un quartiere periferico, abitato da immigrati provenienti da altre regioni del più popoloso paese africano. Il quale, si sa, attraversa una grave crisi sia per la presenza degli islamisti di Boko Haram che nel nord terrorizzano i villaggi sia per il venir meno, a sud, dei profitti dal principale settore produttivo, il petrolio. Come abbiamo ormai imparato, se l’emigrazione interna non produce gli attesi benefici, il passo verso l’emigrazione in Europa è breve. In una simile situazione si deve fare quanto proclamano in tanti, ma forse fanno in pochi: realizzare sul posto opere capaci di aggregare le persone e generare sviluppo, anche con l’obiettivo di limitare questo crescente esodo. Che per molte ragazze è addirittura una vera e propria tratta. Facendo tesoro della storia pastorale trentina – le parrocchie in tempo di crisi e di emigrazione promossero gli “asili infantili” – abbiamo dato la nostra disponibilità alla parrocchia di Lagos per sostenere l’istituzione di una scuola materna vicino alla chiesa.Col doppio effetto di aiutare i bambini e di affiancare le famiglie in una fase così delicata della loro vita.

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La chiesa parrocchiale dedicata a Nostra Signora della Misericordia a Lagos

Il Consiglio Pastorale, facendosi portavoce dell’intera “Unità pastorale Santo Spirito” (dal nome dell’antico lago lambito dai confini delle parrocchie nonese) ha manifestato la volontà di appoggiare l’iniziativa, primo gesto di carità di una comunità cristiana che vuole così “benedire” il futuro cammino insieme. Nell’anno del Giubileo della Misericordia quest’opera rappresenta una risposta all’invito di papa Francesco a lasciare un segno che rimanga come testimonianza. Anche se non sarà in Val di Non, esso resterà in Nigeria nella parrocchia dedicata proprio a “Nostra Signora Madre di Misericordia” a perenne memoria di una fraternità che non ha confini.

La realizzazione sarà resa possibile da un’azione congiunta con l’organizzazione Dokita, già presente in Nigeria a fianco della Congregazione di Padre Monti che ha la cura pastorale della parrocchia africana, con particolare attenzione per i malati e i ragazzi più bisognosi.

 

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