Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)
home inquire articles sorted by country Albania Disabilità in Albania
There are no translations available.

Disabilità in Albania –Trasformazione di un modello culturale

di Giuseppe Costa (rivista Dokita 79/80)


Dokita con il finanziamento del Dipartimento degli Affari Sociali italiano ha istituito, in collaborazione con i Servizi Sociali albanesi, un Osservatorio permanente sulle disabilità con il compito di svolgere attività di ricerca su tutto il territorio nazionale. L’impegno di Dokita nacque dall’urgente e sentita necessità di raccogliere informazioni e dati attendibili sul fenomeno della disabilità che, in Albania, restava in buona parte nascosto agli occhi delle istituzioni locali e, molto spesso, degli stessi cittadini. Gli aspetti culturali che allora, e in parte ancora oggi, condizionano negativamente lo sviluppo di adeguate politiche di settore possono essere rintracciati in una concezione arcaica del significato di salute e malattia.

Tale concezione, naturalmente, non è una caratteristica specifica della cultura albanese, ma è presente nella storia di molte, se non quasi tutte, le culture del mondo, ed è stata superata solo in alcuni paesi e solo da pochi anni. In particolare secondo questa concezione arcaica esiste una netta separazione fra la salute e la malattia, non vi sono gradi di variabilità fra le persone e non vi sono situazioni specifiche, in altre parole una persona è considerata sana o malata, abile o inabile, e così via.

Questa concezione comporta l’annullamento delle caratteristiche uniche della persona e della vastissima variabilità delle condizioni di salute e delle esigenze adattive dei singoli soggetti ai contesti di vita effettivi. In pratica, la persona nella sua reale complessità e unicità non esiste. Inoltre a questa concezione si accompagna l’idea che le disabilità siano l’espressione diretta di menomazioni fisiche e che gli aspetti socio-culturali, legislativi, psicologici, religiosi, ecc. non siano elementi altrettanto importanti nella valutazione delle concrete opportunità di adattamento della persona al contesto. Quest’atteggiamento nei confronti delle persone con disabilità si è spesso accompagnato a un senso di vergogna che le famiglie provavano nei confronti di un figlio nato “diverso”. Ancora oggi si osserva che nelle zone rurali vi è la terribile pratica di nascondere in casa i bambini con disabilità motorie o con ritardo mentale. Questa pratica, che potremmo chiamare di segregazione domestica, ha effetti gravissimi e spesso irreversibili sullo sviluppo della persona. Allo scopo di innalzare la disponibilità dei servizi di assistenza fisioterapica di secondo e terzo stadio erogati su standard qualitativi internazionali nell’area di Tirana, e di elevare il livello tecnico e teorico dei fisioterapisti in Albania, Dokita, e la Fondazione NSBC anche con il co-finanziamento della Cooperazione Italiana, hanno istituito nel 2005 il Centro di Terapia della Riabilitazione (CTR), con l’obiettivo di realizzare a Tirana un centro dedicato alla riabilitazione che operi con un raggio di azione completo che va dalla formazione dei fisioterapisti, all’erogazione dei servizi di riabilitazione, fino alla sensibilizzazione degli operatori del settore sui temi legati alla riabilitazione. All’interno del CTR è stato avviato il primo corso di laurea in fisioterapia triennale con programmi europei riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione albanese, importante passo avanti per l’introduzione della figura del fisioterapista nell’organizzazione sanitaria albanese. Tale corso viene svolto presso la Facoltà di Medicina dell’Università NSBC. Entro la fine dell’anno sarà poi completata la struttura dedicata alla riabilitazione, dove si stima che a regime saranno erogate circa 10.000 prestazioni all’anno per un totale di circa 1.000 persone assistite.

Le attività sin qui portate avanti sono state concentrate sull’area urbana e la periferia di Tirana, ma, forti dell’esperienza e della credibilità acquisite presso la società civile e le istituzioni albanesi, c’è l’intenzione di estendere le attività anche ad altre aree del Paese. A tal scopo Dokita sta lavorando ad una nuova proposta di progetto da presentare al Ministero degli Affari Esteri. Tale proposta mira ad ampliare maggiormente l’erogazione del servizio di fisioterapia già avviato dal 2000, presso il CTR di Tirana e ad estenderlo presso nuove aree di forte bisogno, che nello specifico saranno quelle a nord ovest fra le prefetture di Shkodër e Lezhë, nella zona detta della Zadrima, la cui popolazione è storicamente molto esposta ai rischi di povertà e sottosviluppo e il cui territorio è caratterizzato da una cronica carenza di servizi di assistenza sanitaria e fisioterapica. Inoltre il progetto svilupperà ulteriormente le attività di collaborazione con l’Osservatorio Nazionale PCL con l’obiettivo di consolidare le attività di collaborazione fra le varie strutture operanti nel settore della disabilità.

Tante cose sono cambiate in questi anni e in generale la nostra percezione, come operatori del Dokita, impegnati ormai da un decennio sulle tematiche della disabilità in Albania, è che senz’altro molto è stato fatto in questo settore negli ultimi 10 anni. Ovviamente tanto c’è ancora da fare, e tutti noi ci auguriamo vivamente che con lo sforzo di tutti gli attori coinvolti a vario titolo sulle tematiche della disabilità, istituzionali e della società civile, albanesi ed internazionali, e con il contributo di tutti i sostenitori di Dokita, si possa continuare a concorrere alle crescita.