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C.A.I.A. - centro di Attenzione Integrale all'Adolescente
Un Aiuto integrale per gli adolescenti di Foz do Iguaçu
di Mario Grieco, rivista 74-78, 9.2007
Il CAIA
Dokita su sollecitazione della popolazione delle favelas e delle autorità locali e in collaborazione con la Congregação dos Filhos da Imaculada Conceição (CFIC), e l’Associazione locale Sociedade Civil Nossa Senhora Aparecida (SCNSA) a partire dal 2000, anche grazie al finanziamento dell’Ambasciata Italiana in Brasile, ha costituito il “Centro di Attenzione Integrale all’Adolescente” (CAIA), situato a sud della città di Foz do Iguaçu, nel quartiere Porto Meira, a ridosso della favela Vila Morenitas. Il CAIA offre agli adolescenti un programma di assistenza sociosanitaria integrale, considerando aspetti sociali, economici, culturali, educativi, avendo come obiettivo il loro pieno sviluppo e la riduzione di squilibri individuali e sociali. Attualmente partecipano alle attività circa 200 adolescenti.
La metologia di intervento
Il CAIA cerca di stabilire relazioni di fiducia tra gli adolescenti e l’equipe degli operatori che lavorano al programma, affinché tutti si sentano stimolati a partecipare al progetto. Realizza attività ricreativo-educative (gioco, sport, attività manuali, studio), stimola e orienta gli adolescenti perché partecipino alle attività di gruppo (disegno, musica, danza, teatro, ecc.). Inoltre, educa alla prevenzione, nel campo delle malattie in generale, (ed in particolare la malattie trasmesse sessualmente e l’AIDS), uso di droga e alcol, e stimola ad acquisire comportamenti adeguati e corrispondenti ad un equilibrio biopsico-sociale. A tal fine svolge attività di diagnosi precoce delle malattie, sintomi o segni di devianza. Il Centro, inoltre si propone di aiutare l’adolescente a sviluppare il senso critico nei confronti della realtà sociale e politica, e del proprio ruolo in quanto cittadino e soggetto della propria storia. Promuove incontri con i genitori e/o tutori degli adolescenti. Lungo questo percorso dal 2000 ad oggi sono stati attivati diversi laboratori: informatica, danza, sport, pittura su tessuto, ricamo e Capoeira, teatro, musica,CAIA ecc. che hanno la funzione di impegnare gli adolescenti in attività di loro interesse, insegnando ad apprendere delle tecniche nel rispetto delle C.A.I.A. regole, dei limiti che la vita e la vita di gruppo e sociale richiedono; valorizzando le proprie capacità e acquisendo sicurezza in se stessi. Inoltre viene stimolata la partecipazione a corsi professionalizzanti di coloro che per qualche motivo hanno interrotto gli studi e si trovano senza alcuna possibilità di accedere al mercato del lavoro per mancanza di qualificazione.
I Passi avanti e le difficoltà
I sei anni di attività ininterrotta del CAIA hanno permesso la crescita dell'équipe di lavoro, della direzione dell’Ente esecutore, della comunità locale e anche delle autorità pubbliche. Attualmente il CAIA è l’unico centro sul territorio che si occupa di prevenzione durante la fase dell’adolescenza; è divenuto punto di riferimento delle politiche di difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in un contesto socio-assistenziale dove le politiche sociali sono dirette esclusivamente ai programmi di recupero.La comunità alla quale si dirige il CAIA è sicuramente ad altissimo rischio, ma se, come dimostrato, vi sono degli interventi preventivi, si riduce enormemente l’incidenza della devianza e delle conseguenze personali e sociali che essa comporta. Purtroppo non riusciamo a far fronte completamente alla domanda di professionalizzazione degli adolescenti. Sul territorio non esistono scuole di secondo grado professionali, tranne il magistero, frequentato prevalentemente da ragazze. Per questa ragione, da quattro anni circa, sull’esperienza del CAIA, la SCNSA con il DOKITA ed altre ONG locali e il Tribunale dei Minori, è stato promosso un dialogo costante perché lo Stato (nei suoi diversi livelli di governo) intervenga nella costruzione e nella manutenzione di scuole pubbliche e gratuite finalizzate alla formazione di secondo grado professionale. Il quartiere Porto Meira, dove la SCNSA è il CAIA sono presenti, conta circa quarantaduemila abitanti, dei quali circa settemila sono adolescenti tra i dodici e i diciotto anni. La disponibilità di scuole secondarie nel quartiere risponde appena a 1.150 posti in tre turni, in una scuola secondaria generica, che non offre nessuna competenza specifica, né professionale. Dopo questo corso di tre anni, con un totale massimo di 2.400 ore di lezione, gli adolescenti non hanno maturato nessuna abilità. Per gli oltre seimila adolescenti che non hanno accesso alla scuola secondaria, non resta che la strada, l’illegalità, il mercato nero, l’informalità e la morte, come testimoniano le cronache di tutti giorni (2004: 312 omicidi; 98% con precedenti penali; 80% adolescenti tra 12 e 24 anni). Allo stato attuale il CAIA non è dotato di una sede propria e svolge le proprie attività presso la struttura della “Pré-Escola Mae-Maria”, che essendo occupata la mattina dai bambini che seguono la scuola materna, è libera solo il pomeriggio. Inoltre la scuola materna non è strutturalmente adatta alle esigenze di un centro dedicato agli adolescenti. Ciò ovviamente limita le possibilità di sviluppo del CAIA, sia in termini di attività avviate, sia conseguentemente in termini di preadolescenti ed adolescenti seguiti. Il problema prioritario che si pone è dunque quello di dotarsi di una struttura adatta alle attività formative degli adolescenti (laboratorio di informatica, centro di documentazione, aule attrezzate, ecc.) e autonoma e disponibile mattina e pomeriggio, al fine di soddisfare tutte le aspettative crescenti che provengono dalla comunità e dagli adolescenti in particolare.
Le prospettive
Per rispondere a questa esigenza, il Dokita ha dunque presentato richiesta di co-finaziamento per il CAIA al Ministero degli Affari Esteri. Una volta approvato, il progetto consentirà al CAIA di dotarsi di una struttura adeguata. Ciò consentirà di ampliare il raggio d’azione e consolidare le attività sociali, educative e sanitarie già avviate a favore dei minori e delle loro famiglie residenti nel quartiere. Si prevedono attività di: formazione professionale di ragazzi/e e relativo sostegno per l’avvio al lavoro; doposcuola; tempo libero (sport, musica, arte, ecc.), in un ambiente protetto e lontano dalla strada; sensibilizzazione degli operatori del settore (docenti, operatori sociali, ecc.) e delle famiglie sui temi legati all’integrazione sociale degli adolescenti; coinvolgimento comunitario (ragazzi e famiglie); assistenza domiciliare rivolta alla prevenzione sanitaria e all’assistenza psicologica per i ragazzi e le famiglie, con particolare attenzione ai minori a rischio di sfruttamento sessuale e a quelli coinvolti nel traffico della droga