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Dall'India con Amore
di Shaji Ullattil e Michele Metz (riv. n 81, 6.2008)
Bangalore-Città dei Contrasti
Una leggenda narra che tanti secoli fa un re della stirpe Hoysala si perse durante una battuta di caccia in una foresta. Stanco e affamato finalmente trovò un piccolo villaggio dove gli furono offerti fagioli bolliti e un posto per dormire. Il re in cambio, per dimostrare la sua gratitudine, diede al paesotto il nome Bandala Kaalooru (posto dei fagioli bolliti) e cominciò a contribuire alla sua crescita. Da quei tempi remoti questo villaggio (sotto il dominio britannico anglicizzata Bangalore) ha fatto indubbiamente una bella carriera. Ci sono poche città che oggi esprimono così bene il “way of life” dell’India moderna come l’ex villaggio dei fagioli bolliti che oggigiorno conta dai 6 ai 7 milioni di abitanti. Centro industriale dal 1947 (con l’indipendenza dell’India) la città è diventata una delle Silicon Valley dell’informatica indiana e dà lavoro al ca. 30% dei dipendenti che in India lavorano nel settore della “Information Tecnology” (IT). Bangalore è al secondo posto in India per indice di alfabetizzazione, al primo per tasso di sviluppo economico e tecnologico e vanta un politecnico dove gli esami di accesso sono più selettivi di quelli di Harvard e Stanford in America. Ma Bangaluru, come si chiama di nuovo oggi, è anche luogo di contrasti, sbalzi e disuguaglianze enormi. Città che vive come tutta l’India in diversi secoli contemporaneamente, un crocevia tra passato e presente dove vacche magre e Mercedes si contendono le superstrade a 4 corsie. Bangalore è anche città di baraccopoli, di povertà assoluta dove si perdono ogni anno 45 mila bambini e bambine dai 3 ai 18 anni, che scappano dalla miseria e dalla violenza smarrendosi nel grande agglomerato urbano. Bambini lasciati a se stessi. Scuole e ospedali pubblici esistono ma sono pochi e funzionano male. Case di accoglienza per bambini di strada sono rare a Bangalore e quasi esclusivamente private, in maggioranza gestite da istituzioni religiose.
La Casa “Snehasadan”
La Casa d’accoglienza “Snehasadhan” gestita dal 1996 dalla Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione è una di queste strutture che si prendono cura dei minori in difficoltà. Inizialmente ospitava 10 bambini (tutti maschi) che con il tempo sono diventati venticinque. I minori hanno un età compresa tra i 5 e i 15 anni, sono orfani o provengono da famiglie con grande disagio sociale (dove i genitori per causa di malattia, separazioni ecc. non sono in grado di prendersi cura dei propri figli). I bambini vivono all’interno della struttura e frequentano la scuola elementare o la scuola media. Queste due scuole sono private e la retta scolastica è a carico di “Snehasadan”. Le scuole pubbliche oltre a non garantire una adeguata istruzione sono troppo distanti dall’istituto. Anche per le cure mediche ci si avvale di strutture private per motivi simili. Oltre all’istruzione e al recupero psicopedagogico si dà molto spazio al sensibilizzare le istituzioni e la popolazione rispetto ai problemi legati alla devianza minorile. Una volta concluso il ciclo scolastico si tenta di reinserire i bambini nelle proprie famiglie o affidarli ai parenti. A chi non può essere accolto in una famiglia viene data la possibilità di apprendere un mestiere. Si è dimostrato molto importante nella crescita e nella vita quotidiana dei bambini un gruppo di volontari che dedica loro molto tempo e che condivide con gli assistiti i momenti più importanti, come le feste locali, i compleanni ecc. cercando di trasmettere il calore di una vita familiare. A volte ci sono anche medici, infermieri e assistenti sociali che si offrono come volontari. Il personale della struttura è formato da un Direttore, attualmente Padre Roy Puthuvala, che viene affiancato da un fratello religioso e una cuoca. Finora la struttura viene finanziata dalla Congregazione e da qualche Sostenitore a Distanza. Per via della situazione drammatica dei minori abbandonati si è deciso di ampliare la struttura e si sta costruendo un’altra ala per poter raddoppiare il numero dei bambini assistiti. Per poter far fronte alla spesa abbiamo avviato un progetto di Sostegno a Distanza per i bambini. Ci sono centinaia di bambini che girano per le strade di Bangalore cercando un «Snehasadhan». Con un piccolo contributo li puoi aiutare anche tu.