
La Solidarietà si può fare anche con un gelato.
di Maurizio Odorizzi riv.n. 87/88
Forse, più volte, ci siamo chiesti come noi semplici persone, comuni cittadini, piccoli artigiani avremmo potuto contribuire ed aiutare lo sviluppo dei paesi più poveri.
Come la nostra sensibilità, la nostra attenzione ai temi della mondialità, della povertà nel mondo, potesse essere concreta ed esprimersi attraverso le nostre competenze.Ci siamo chiesti come le nostre esperienze tecniche, gestionali potessero essere di aiuto ai bisognosi, soprattutto quando normalmente i missionari ed i volontari che operano nelle realtà estreme del disagio e della povertà ci sembrano quasi dei “rambo”.A qualcuno di noi è venuta un idea…Sono un piccolo artigiano, è so fare il gelato, e lo so fare molto bene e come tradizione italiana sappiamo tutti che non si ha pari nel mondo, che il nostro prodotto è unico, e che tutti vorrebbero gustare un buon gelato, e che con fatica e dedizione ho vissuto su questa mia attività, ho mantenuto la mia famiglia e ho fatto diventar grandi i miei figli.Mi sono chiesto; “ma se ho potuto tutto questo, potrò aiutare anche una famiglia di bisognosi in chissà quale parte del mondo?”Ho incontrato un frate è gli ho accennato la mia idea; “perchè non costruiamo una gelateria in un paese povero e con gli utili dell’attività non aiutiamo dei poveri”Il frate mi ha messo in contatto con un organizzazione che lavora nei paesi in via di sviluppo, l’ONG Dokita, ci siamo confrontati e si è concretizzata l’idea. Costruiamo un “IMPRESA SOCIALE IN INDIA”. Sarebbe meglio dire, costruiamo una gelateria, in una città popolata, una città indiana con tutti i suoi contrasti di ricchezza e povertà estrema, conduciamola come una vera azienda ed avremo degli utili e con questi soldi manteniamo le attività sociali a favore degli orfani e degli abbandonati.E così è stato. Dokita ha preso in mano l’iniziativa, ha elaborato un progetto che prevede la costituzione dell’impresa sociale, ne ha scelto la forma giuridicamente più appropriata (cosa non facile in India), ha individuato nella città di Bangalore la localizzazione dell’attività e nella CFIC-India la comunità che si dedica agli orfani ed abbandonati e si è partiti. Ho messo a disposizione tutte le mie attrezzature, un po’ datate ma comunque in piena efficienza.Dokita Trentino-Alto Adige ha presentato il progetto alla Provincia Autonoma di Trento che ha voluto co-finanziare l’idea con un contributo di 69.000 euro al fine di garantire lo start-up dell’iniziativa.L’Associazione Italiana Gelatieri ha patrocinato l’iniziativa è ha lanciato nella Provincia di ROMA un iniziativa di raccolta fondi presso gli esercizi associati dell’Associazione Esercenti Caffè, Bar, Pasticcerie di Roma e Provincia.Il proprietario della nota industria di produzione delle materie prime per il gelato, la MEC3, ha voluto fare una missione in prima persona in India per rendersi conto dell’iniziativa, rimanendone positivamente colpito e garantendo il suo appoggio futuro.Ma adesso viene il bello…Voi ben sapete come sia difficile aprire un’attività in Italia, immaginate come lo sia in India. Abbiamo spedito le macchine e le attrezzature (2 macchine mantecatrici, 2 macchine pastorizzatrici, 2 frigoriferi per lo stoccaggio del gelato, 2 frigoriferi espositori, 50 vaschette contenitori in inox, 2 banconi per lavorazioni, varie.) nel mese di agosto e solo oggi siamo riusciti a fatica a sdoganarle…… il problema delle targhette e dei gas ed una normativa europea diversa o meglio il problema di quale funzionario doganale leggesse la normativa e come la interpretasse. Qualche giorno fà mi ha chiamato Dokita Trentino-Alto Adige per dirmi che James Chitteth dall’India aveva confermato lo sdoganamento. Finalmente le attrezzature sono giunti a destinazione. Adesso tocca rimboccare le maniche e lavorare. Ci penserà DOKITA , la CFIC-India, la società Snehasadan-Trust e infine anche io e altri 3 gelatai trentini che si sono offerti come volontari per i corsi di formazione dei nostri giovani futuri colleghi indiani.





