
Gelateria in India Le ultime notizie da Bangalore.
di Daniel Garofalo riv.n. 94/95, nov. 2010
L’idea di questo progetto nasce circa tre anni fa quando il proprietario di una pizzeria/gelateria di Cles (TN) chiude la parte della gelateria e regala tutte le macchine per produrre gelato e le vetrine per la sua esposizione a fr. Ruggero, un suo amico.
Fr. Ruggero propone a P. James, responsabile della CFIC India, di aprire una gelateria a Bangalore nel sud del Paese e dopo attente valutazioni il progetto parte. Lo scopo di questa attività è quello di produrre dei redditi da utilizzare per la gestione di un orfanotrofio che ospita oggi 30 ragazzi dai 6 ai 15 anni; qui con due euro al giorno si può garantire loro, educazione scolastica, vitto, alloggio ed assistenza sanitaria. La cosa bella del progetto è proprio quella di mettere delle strutture sociali in condizioni di autofinanziarsi senza dipendere solo ed esclusivamente da offerte e aiuti di vario genere. Insomma invece che dargli il pesce li aiutiamo ad imparare a pescare.
Per quello che mi riguarda erano anni che pensavo al fatto di aiutare qualcuno e fare un’esperienza di volontariato, ne sentivo veramente il bisogno e appena sono venuto a conoscenza di questo progetto che riguardava il mio ambito lavorativo ho deciso di mettermi a disposizione. Sono arrivato a Bangalore il 19 ottobre e ho trovato una situazione in fase di stallo, diciamo cosi.
Con mia grande sorpresa ho trovato un laboratorio tenuto veramente bene, pulito e nonostante tutto funzionale. Dopo aver fatto il gelato, per la prima volta mi sono accorto che il mantecatore (macchina per fare il gelato) funzionava troppo lentamente e allora con l’aiuto via internet dall’ Italia del mio amico Mauro, tecnico del settore, sono riuscito con qualche difficoltà a renderla veramente efficiente. Ora il laboratorio è in grado di garantire la piccola produzione di gelato necessaria per l’attuale punto vendita in tempi ragionevoli. Fino ad ora il progetto non ha portato grossi risultati, nel senso che a conti fatti il bilancio è in pari.
Detto questo, sono convinto che questo progetto abbia delle potenzialità enormi ed è per questo che mi sono adoperato per trovare soluzioni per rilanciarlo.
Inizialmente non sono state fatte delle scelte ottimali sulla location e sull’allestimento del punto vendita, questo è il problema fondamentale che ha portato al rallentamento del progetto. Ora è stata individuata una zona di grande passaggio di gente per l’apertura di un nuovo punto vendita, in collaborazione con dei ragazzi che vogliono aprire una pasticceria di un certo livello, cosa che dovrebbe garantire a mio avviso un discreto successo. Per questo punto vendita è stato necessario ordinare una vetrina per l’esposizione del gelato che dovrebbe arrivare in una quindicina di giorni e permettere poi l’apertura. Nel frattempo è stato costruito un nuovo edificio dove abbiamo spostato il laboratorio e in un locale adiacente verrà aperto il giorno sabato 27 un secondo punto vendita solo d’asporto.
Questo punto vendita non è in una zona eccellente ma è situato accanto a una scuola che ospiterà a breve 350-400 ragazze e nei dintorni stanno edificando in maniera importante, cosa che a breve-medio termine potrebbe portare dei risultati, considerando anche il fatto che qui non c’è da pagare nessun tipo di affitto e che la vetrina per l’esposizione del gelato è stata regalata dall’Italia, è un po’ datata ma per questo negozio può andare bene.
Si era pensato di chiudere il vecchio punto vendita, ma nel frattempo i ragazzi con cui condivideremo la location del nuovo negozio hanno dimostrato interesse nel rinnovarlo offrendoci di lasciare li la vetrina del gelato. In pratica loro provvedono alla ristrutturazione e poi noi paghiamo una parte dell’affitto e delle spese di gestione. Questo ci consente di continuare e aumentare la vendita di gelato in un locale migliore e con delle spese inferiori.
Per garantire la produzione di gelato per i tre punti vendita è stato necessario ordinare un nuovo mantecatore che arriverà tra circa 5 settimane. Quest’ultimo, a mio avviso, è fondamentale, sia per la quantità di gelato che si spera di dover produrre, sia perché, in caso di rottura dell’attuale macchinario, si bloccherebbe la produzione e questo porterebbe all’inevitabile chiusura dei punti vendita.
Nonostante le difficoltà incontrate la situazione sembra si sia conclusa in modo positivo.
Bisogna sicuramente ringraziare oltre a Dokita e tutte le persone che hanno collaborato, anche la ditta MEC3 e la Provincia di Trento che stanno contribuendo in maniera decisivo alla realizzazione di questo progetto.
Il progetto è stato affidato ad Anson, un ragazzo giovane ma con molte idee, uscito di recente da una scuola di marketing, cui auguriamo di mettere in pratica molti dei suoi progetti ,con grande soddisfazione per lui , e di tutti coloro che con lui collaborano con entusiasmo.
In laboratorio abbiamo Anish, altrettanto giovane, a cui ho cercato di trasmettere, nel breve periodo trascorso, tutta la passione e l’amore che ho per questo mestiere; anche se ovviamente in 5 settimane non si fanno i miracoli.
Per quanto riguarda i bambini, cosa dire, è bellissimo stare con loro.Sono seguiti con attenzione, viene garantita loro una casa, un letto, educazione e assistenza medica (tutte cose scontate da noi, ma qui un lusso per molti) e anche un percorso formativo che li porterà all’inserimento nel mondo del lavoro, salvandoli da un futuro incerto. Per quanto mi riguarda, ho il terrore del momento in cui me ne andrò di qui. Mi sono affezionato moltissimo a loro, mi regalano emozioni forti. Già iniziano a chiedermi quando penso di tornare in Italia, sperano che io rimanga, mi chiedono di portarli con me. Tutto ciò basta a capire quanto ogni minuto sia speso bene, nonostante le difficoltà derivanti dalla lingua, tempi e modi di pensare diversi e la lontananza delle persone care mi accorgo che tutto è più che ripagato.
Certo che se fosse facile lo farebbero tutti, perciò mi rendo conto di fare qualche cosa di importante per gli altri ma soprattutto per me. Come ripeto all’infinito questo mestiere mi piace perché il gelato regala un sorriso, in questo casa ne regala almeno trenta e col successo del progetto potrebbero diventare sempre più!












