
Una forchetta per l'Africa
di Elena Solcio, rivista n. 85/86
Diego Zeni è scultore del ferro vecchio, un artista della civiltà contadina, che recupera oggetti vecchi e inutilizzati (chiodi, zappe, vanghe, falcetti, rastrelli, tenaglie, martelli, ...) e restituisce loro vita e dignità. Tutto ciò che è materiale di recupero, scarti di officina, attrezzi agricoli in disuso vengono assemblati dalle abili mani di Diego Zeni, e trasformati in vere opere d’arte. Da un po’ di tempo, ha posto la sua attenzione sugli attrezzi agricoli e in particolare sulle vecchie zappe. Diego è nato e vive ad Isera (TN) e da trent’anni crea le sue opere (chi fosse interessato può vedere le sue creazioni artistiche sul sito www.maxpico.it/diegozeni )Ma Diego è anche altro: un attivo sostenitore delle attività della nostra associazione, un socio e amico industrioso e dinamico che si sente particolarmente legato al nome Dokita, perché il Dokita, Fratel Clemente Maino, era suo zio.
Tutti gli introiti che riesce ad ottenere dalla vendita delle sue opere vengono offerti in beneficenza. Diego oltre che realizzare opere in ferro, si è inventato una sorta di “arte da asporto”, che può realizzare in diretta durante la sua partecipazione a sagre e manifestazioni. Il suo slogan è “Una forchetta per l’Africa” perché piega e lavora con le sue mani grandi e forti, le forchette finchè non diventano oggetti “Pironart” (in dialetto trentino “piron” è la forchetta). Le trasforma in ciondoli, bracciali, portachiavi ed altri oggetti unici. Il ricavato della vendita va ai progetti di padre Francesco Cavalieri in Congo e ad altri progetto di Dokita in Africa. Bisogna ammirarlo all’opera! Possiede una specie di calamita che attira passanti e curiosi e il posto in cui è seduto a lavorare è sempre circondato di gente. Mentre lavora, chiacchiera in continuazione, quasi un monologo dove spiega il suo modo di creare. Perché Diego non è geloso dei suoi segreti: addirittura si reca nelle scuole cercando di interessare i ragazzi sia al mondo della creatività, facendo vedere loro come si può realizzare qualcosa di bello anche con materiali umili, che al mondo del volontariato, portando in diretta la sua esperienza di vita. E allora un grazie a Diego e alla sua “Pironart”!






