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La Valle di Santa Eulalia - Contesto socio-economico

di Giuseppe Costa, riv. n.87/88


I tre progetti sostenuti da Dokita in Perù si svolgono nei distretti di Santa Eulalia, Santa Rosa de Callahuanca, San Pedro de Casta, San Lorenzo de Huacupampa, San Antonio, San Juan de Iris, Asunsion de Hunaza, Santiago de Carampoma e San Pedro de Laraoz, ed in particolare nell’area urbana di Santa Eulalia e nella valle che prende il nome dall’omonimo fiume, coprendo 22 villaggi montani con una popolazione complessiva di circa 16.4702 abitanti. Si tratta di una zona rurale povera, arida, disagiata e assai montagnosa. Santa Eulalia, sede della CFIC e della parrocchia, è una piccola cittadina di circa 10.000 abitanti a circa 50 km da Lima. Essa è punto di partenza per l’ingresso alla Sierra centrale peruviana e per i distretti sopra menzionati. Anche Santa Eulalia, come molte periferie di Lima, presenta sacche di estrema povertà e vulnerabilità. Predomina il lavoro precario e occasionale  degli “ambulantes”, che cercano di sostenersi vendendo beni di prima necessità al lato delle strade principali delle città di Chosica e di Lima. L’attività mineraria, che precedentemente rappresentava una fonte di ricchezza anche nella valle di Santa Eulalia, oggi è limitata per la mancanza di infrastrutture. L’agricoltura, una volta fiorente, risente di una grave crisi per il fallimento della riforma agraria. Veri flagelli sociali si sono rivelati in questi ultimi vent’anni il narcotraffico, il terrorismo di “Sendero Luminoso” e “MRTA”, la corruzione negli enti pubblici e nella giustizia, la disoccupazione specialmente quella giovanile. Il basso reddito mensile, il forte tasso di disoccupazione e un’attività agricola non adeguata stanno determinando l’impossibilità di gran parte della popolazione di accedere a servizi primari, quali ad esempio quelli della sanità e dell’istruzione. Anche se non si hanno dati recenti, ci si può basare sull’ultimo censimento disponibile, che sottolinea come nel distretto di Santa Eulalia si ha un tasso occupazionale della popolazione economicamente attiva di appena il 48,1%, di cui solo il 66,1% rientra nella categoria dei salariati. In questa situazione di generale arretratezza del paese i soggetti più a rischio sono le donne e i minori: sui minori ricadono gli effetti della disgregazione familiare e comunitaria, della mancanza di servizi pubblici in grado di garantire i più elementari bisogni.  Gravissimo è il fenomeno dello sfruttamento lavorativo: secondo recenti dati della Commissione del Lavoro peruviana, almeno 1.9 milioni di bambini e adolescenti sono soggetti a sfruttamento lavorativo per un tempo medio di circa 45 ore settimanali, Nelle comunità montane dei distretti della valle di Santa Eulalia questa situazione è resa più critica a causa della scarsa accessibilità, dovuta alla condizione precaria delle vie di comunicazione e anche alla carenza dei servizi di base.