Filippine

FILIPPINE. GRANDE PARTECIPAZIONE ALLE GIORNATE DI SIMULAZIONE DEL RISCHIO CATASTROFE AMBIENTALE

 

Dokita opera nelle Filippine dal 1995 a fianco della CFIC, sostenendo il Centro Father Monti Shelter Home, che offre servizi di assistenza sanitaria a favore di minori disabili in difficoltà (orfani o abbandonati). Dal 1999, inoltre, supporta un secondo centro, il Santo Nino Center, situato nell’isola di Cebu.

Nel 2013, a seguito della grave catastrofe causata dall’abbattersi del tifone Hayan, Dokita ha avviato un progetto di emergenza a sostegno della popolazione colpita, concentrandosi in modo particolare sui più vulnerabili. Ha inoltre portato avanti un intervento integrato mirato alla protezione dei rifugiati e alla riduzione del rischio di catastrofi nella comunità di Bagua e Banahao (municipalità di Guiuan). Attraverso la riabilitazione di una scuola, la costruzione di un centro di evacuazione polifunzionale, un corso sulla prevenzione e riduzione del rischio, l’incremento della sicurezza di 200 abitazioni e la produzione e distribuzione di materiale informativo sulla prevenzione del rischio è stata incrementata la resilienza delle infrastrutture e la capacità di risposta della popolazione a fenomeni atmosferici di elevata intensità.

Le Filippine sono un arcipelago che comprende 7.107 isole, suddivise in tre regioni geografiche: Luzon, Visayas e Mindanao e la sua capitale è Manila. Con una popolazione stimata di oltre 100 milioni persone, le Filippine sono il 12º paese più popoloso del mondo. Varie etnie e culture convivono sulle isole delle Filippine, che sono considerate come una nazione di recente industrializzazione. All’inizio del XXI secolo furono avviate riforme economiche che hanno portato il settore terziario a superare l’agricoltura come principale attività economica, e attualmente i servizi rappresentano oltre la metà del PIL del Paese. Tuttavia, le Filippine restano un paese con un alto deficit nel settore delle infrastrutture, istruzione, sviluppo umano ed assistenza sanitaria con un tasso di speranza di vita alla nascita pari a 66.

L’80% della popolazione Filippina è cattolica e la convivenza con la minoranza musulmana (5%) é spesso fonte di tensioni alimentate dallo scontro tra i guerriglieri indipendentisti islamici e le forze del governo. I conflitti, concentrati nelle regioni meridionali di Sulu e di Mindanao, a maggioranza musulmana, provocano da tre decenni fughe in massa e vittime tra la popolazione civile. Mentre le comunità musulmane crescono nella capitale Manila. Continue emigrazioni affliggono la popolazione filippina che dagli anni ’60 fugge dalle aree rurali più povere verso le aree urbane interne e verso i paesi stranieri industrializzati. A Manila i filippini lavorano come manodopera a basso costo nelle fabbriche in cui sono prodotti i beni delle multinazionali occidentali. In Europa, Asia e Stati Uniti sono impiegati nelle collaborazioni domestiche e soffrono l’emarginazione.

Oltre a questi problemi di natura sociale, le Filippine sono un paese considerato ad alto rischio di disastri naturali ed estremamente vulnerabile soprattutto a tifoni e terremoti. Nel 2013 il paese, nel giro di poche settimane, è stato colpito duramente da una duplice catastrofe ambientale: il terremoto dal nome Bohol con magnitudo di 7.2 della scala Richtel del 15 ottobre e soprattutto l’uragano Haiyan del 2 novembre.
Secondo l’Osservatorio di Manila, la combinazione dei due fattori – povertà e tendenza allo spostamento verso la costa della popolazione – fa sì che le Filippine siano tra i dieci paesi al mondo più a rischio di inondazione.
Il tifone Haiyan che ha impattato le Filippine i primissimi giorni del novembre 2013 ha creato morte e devastazione in tutto il paese ma soprattutto nelle isole di Cebu e Samar.

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