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Grazie di cuore a Repubblica.it per l’articolo a sostegno della Campagna TuttiUguali

ROMA – In Camerun oltre il 23% dei bambini di età compresa tra i 2 e i 9 anni ha almeno un tipo di disabilità e il 65% di loro l’ha acquisita a causa di malattie infettive come la polio, la malaria, la lebbra o il morbillo. Per garantire ai bambini disabili del Camerun cure mediche, terapie riabilitative, istruzione e inclusione, Dokita Onlus lancia la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Tutti Uguali”, che si può sostenere dal 6 al 21 gennaio 2019 con un sms o chiamata al numero solidale 45582.

Cento milioni di bambini disabili. Nel mondo, più di 100 milioni di bambini sono disabili e rappresentano uno dei gruppi più emarginati ed esclusi di molte società. Ogni giorno sono costretti a fare i conti con la discriminazione e con la mancanza di politiche e leggi adeguate, che nega loro il diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione e in alcuni casi perfino alla sopravvivenza. La disabilità li rende fragili e vulnerabili, esponendoli quattro volte in più, rispetto ai loro coetanei, al rischio di subire maltrattamenti fisici e psicologici. In particolare, in Camerun, oltre il 23% dei bambini di età compresa tra i 2 e i 9 anni è affetto da almeno un tipo di disabilità causata, per il 65% di loro, da malattie infettive non ancora debellate come la polio, la malaria, la lebbra o il morbillo.

Ma i bambini, sono davvero tutti uguali? In realtà, essere un bambino disabile in Camerun significa, nella maggior parte dei casi, non avere la possibilità di accedere ai servizi medici, non poter frequentare la scuola e non poter ricevere un’adeguata nutrizione. Sono bambini “invisibili”, condannati ad un futuro di emarginazione e abbandono, soprattutto perché spesso sono proprio le famiglie ad allontanarli, sia per mancanza di risorse economiche, sia a causa di retaggi culturali. Eppure nel sud del Camerun ci sono tre posti speciali dove, con cura e dedizione, si lavora tutti i giorni affinché i bambini siano davvero “tutti uguali”, nonostante la disabilità e l’estrema povertà. Sono i Centri gestiti da Dokita Onlus, che da oltre trent’anni è presente in Camerun per garantire cure e inclusione ai bambini disabili, promuovendo la loro piena partecipazione alla vita socio-economica e culturale della comunità, tramite la riabilitazione e la prevenzione socio-sanitaria, l’educazione scolastica e la formazione professionale.

I progetti di Dokita. «La capacità di una società di includere i propri membri più vulnerabili e svantaggiati, come le persone con disabilità – dice Mario Grieco, Direttore di Dokita Onlus –  dà la misura del grado di maturazione e di sviluppo della società stessa. Questo è ancor più vero se riflettiamo sul fatto che la disabilità è innanzitutto un fenomeno relativo, non assoluto, nel senso che una persona può essere considerata disabile a seconda di come la società vive le capacità di un individuo e a seconda delle barriere, fisiche, culturali e mentali, che essa stessa crea o abbatte al fine di rendere la propria comunità più inclusiva e accogliente. Con la campagna Tutti Uguali – dice ancora Grieco – Dokita oltre a sostenere e concretamente dei progetti a favore delle persone più vulnerabili in Camerun, intende anche invitare tutti i cittadini italiani ad una riflessione sui concetti dell’uguaglianza della parità e dell’inclusione sociale che devono essere posti a fondamento del nostro vivere sociale»

I centri creati in Camerun. A Sangmelima, in particolare, c’è il Foyer de l’Esperance, un centro sanitario realizzato nel 1982 da Dokita Onlus, che ogni anno accoglie stabilmente in regime residenziale 50 bambini con disabilità motorie, che altrimenti non avrebbero un luogo dignitoso in cui vivere. Dal 1997 il Foyer è gestito da Suor Laura Figueroa, infermiera missionaria della Congregazione delle Figlie dell’Immacolata Concezione, ed è inoltre dotato di un centro fisioterapico che è diventato il punto di riferimento per le terapie riabilitative di tutta la regione circostante per assistere bambini e adulti con disabilità motoria. A Ebolowa c’è il Foyer Père Monti, realizzato nel 1984 per sostenere e assistere minori con disabilità nelle funzioni della voce, uditive, visive e motorie che, oltre ad essere dotato di un centro audiometrico e di una sala di riabilitazione fisioterapica, gestisce anche una scuola con personale specializzato nell’insegnamento a persone diversamente abili. E infine, a Yaoundè, c’è il Centro Promhandicam, che gestisce l’unica scuola integrata per bambini ciechi in Camerun, ai quale viene insegnato il metodo Braille. Complessivamente queste strutture offrono assistenza a più di 5.000 persone con disabilità ogni anno, tra adulti e bambini.

I laboratori per le protesi. I progetti che Dokita porta avanti in Camerun sono volti ad offrire supporto integrale ai disabili, offrendo loro servizi di assistenza e di cura della persona, ma anche di empowerment, affinché essi possano partecipare attivamente alla vita sociale ed economica della loro comunità. Per raggiungere questo obiettivo, Dokita ha dato vita a due laboratori per la realizzazione di protesi e ortesi, presenti rispettivamente nel Centro Promhandicam di Yaoundè e nel Foyer de l’Esperance di Sangmelima, che sono stati attrezzati con strumentazioni professionali nel 2008 grazie ad un finanziamento della Cooperazione Italiana. Insieme all’attività di potenziamento dei due Centri, è stata inoltre avviata un’attività di formazione per la realizzazione delle protesi stesse. Attualmente, uno dei tecnici impiegati all’interno di uno dei laboratori è Joseph, un giovane affetto da disabilità fisica.

L’impegno della Onlus nel mondo. Dokita Onlus nasce nel 1988 in onore di Fratel Clemente Maino, missionario della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione che, nel 1970, si recò in Camerun per dare assistenza ai malati e diede vita alla prima comunità Concezionista in Africa. Il nome dell’Associazione ha origine proprio dal soprannome che gli fu dato dalla gente del posto, infatti in lingua bulu (dialetto dell’Africa Centrale) Dokita significa “Dottore”. Attualmente Dokita Onlus opera in 14 Paesi (Camerun, Congo R.D., Kenya, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Bolivia, Brasile, Honduras, Perù, India, Filippine, Albania e Italia) e 4 continenti prestando soccorso ogni anno a più di 20mila persone, di cui 7.000 con disabilità, alle quali assicura assistenza sanitaria, istruzione e cibo tramite le proprie strutture fisioterapiche, le scuole speciali e i centri di accoglienza.

Ambulatori, dispensari, sicurezza alimentare. Tra le molte attività portate avanti, strutture sanitarie, dispensari medici, ambulatori e centri ospedalieri per offrire assistenza medica alle persone più povere e/o in particolari condizioni di disagio sociale; strutture di accoglienza per minori orfani e/o abbandonati, ragazzi di strada, minori disabili e/o con esigenze particolari; strutture educative per favorire l’alfabetizzazione dei minori in condizioni di disagio sociale psichico o fisico; progetti volti a favorire il reinserimento sociale dei carcerati, con particolare attenzione alle donne con figli; programmi per la sicurezza alimentare fra i minori. Proprio ai disabili l’organizzazione dedica da sempre un’attenzione particolare in Camerun, ma anche in India, nelle Filippine e in Albania. Nel portare avanti tale obiettivo, Dokita onlus mira altresì a creare una cultura del volontariato, della cooperazione, della solidarietà, della tolleranza, della pace e dell’uguaglianza, nel totale rispetto delle diversità.

Fonte: https://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2019/01/09/news/camerun_tutti_uguali_la_campagna_per_garantire_cure_e_inclusione_a_bambini_disabili-216157637/?fbclid=IwAR0Z7mK0yZPbQAvrdLcJxhvL-o9HMD7kCsrXs6E_ZPbWFYF7Wr-R4xfzidU