L'ICF in Albania
di Giuseppe Costa, rivista Dokita n. 96 2011
Verifica linguistica e traduzione della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute ICF in Albania
Nell’ambito delle attività di lotta all’emarginazione ed esclusione sociale e di sostegno alle persone svantaggiate affette da problemi di salute, Dokita, da diversi anni, promuovere in Albania l’uso della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute ICF. Tale Classificazione, pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a seguito della sperimentazione ICDH - Beta 2 nel 2001 è oggi, come detto tante volte, conditio sine qua non per la programmazione di azioni di ricerca e di intervento sulle disabilità che sia in linea con gli standard tecnici dei paesi più sviluppati. L’introduzione dell’ICF è portata avanti da Dokita tramite la formazione specialistica e l’applicazione delle checklist ICF per l’uso clinico e per la ricerca. Tappa molto importante di questo processo è la traduzione dell’ICF in lingua albanese che Dokita sta realizzando in forma ufficiale in collaborazione con il WHO Country Office di Tirana. Chiaramente, come tutti i conoscitori della Classificazione ICF sapranno, l’aspetto linguistico è di centrale importanza rispetto al ruolo di definizione ontologica svolto dalla Classificazione. Ad aprile di quest’anno Dokita ha avviato una ricerca sperimentale coinvolgendo diverse strutture socio-sanitarie, presenti sul territorio albanese, sia pubbliche sia private. La ricerca prevede appunto la somministrazione di checklist ICF e in particolare le ICF checklist Clinician Form per adulti e per bambini, un Questionario Utente auto compilato e una Scheda fatta ad hoc per l’annotazione di aspetti prettamente linguistici che emergono durante la somministrazione delle checklist e finalizzate a integrare poi la traduzione ufficiale in albanese. Dokita ha infatti realizzato una prima traduzione, fatta da professionisti del settore, che sarà poi rivista e discussa dai professionisti che hanno partecipato alla ricerca e alla luce delle annotazione prese. Chiaramente questo processo sarà svolto in forma ufficiale solo nel quadro di una rinnovata intesa con l’OMS. Scopo della ricerca sarà anche testare l’utilizzo delle checklist in contesti reali di cura e di ricerca, e fornire, inoltre, nuovi dati sulla “situazione”, in merito ai trattamenti erogati, alle caratteristiche e alle problematiche dell’utenza ecc... A seconda dei servizi erogati e del tipo di personale specializzato presente nella struttura che parteciperà alla ricerca saranno redatte alcune componenti ICF e potranno essere escluse altre. Le componenti ICF, cioè “Funzioni e Struttura del Corpo, Attività, Partecipazione, Fattori ambientali e Fattori personali” dovranno essere classificate e codificate da personale adeguato o da un’équipe multidisciplinare. L’ICF può infatti essere utilizzato da tutti gli operatori sanitari, sociali o educativi, quali il medico, lo psicologo, il fisioterapista, il terapista occupazionale, l’infermiere, l’assistente sociale, l’insegnante, l’educatore, ecc. purché rispettino i propri campi di conoscenza. Alcune strutture coinvolte nella ricerca sono il Centro di Riabilitazione e Medicina Sportiva (CRMS), realizzato da Dokita presso le strutture del Complesso Ospedaliero Universitario “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana, il Centro Fisioterapico Primavera della Comunità di Capodarco, il Centro Fisioterapico del Policlinico di Lezha e, per la componente di ricerca L’Osservatorio Nazionale per le Persone con Capacità Limitate dei Servizi Sociali Statali albanesi.
Giuseppe Costa, capoprogetto Dokita Albania







