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Un Progetto a favore delle persone con
disabilità nel Camerun

di Pantaleo Rizzo, riv. n. 96 4/5 2011

Da più di venti anni, Dokita si prodiga a favore delle persone con disabilità nel Camerun. A loro favore ha realizzato numerose palestre di riabilitazione fisioterapica, laboratori per la formazione professionale, scuole per la scolarizzazione primaria e secondaria. Da due anni, in stretta collaborazione con una ONG locale, la Promhandicam-Association, realizza un progetto triennale cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano per favorire e promuovere l’integrazione e la partecipazione delle persone con disabilità alla vita socio-economica e culturale della comunità locale.
Per raggiungere questo obiettivo, Dokita agisce in quattro Centri e su quattro fronti. I quattro Centri sono nelle città di: Yaoundé (Centro Promhandicam-Association), di Sangmélima (Centro Foyer dell’Espérance - Centre de réhabilitation), di Ebolowa (Centro Foyer Père Monti – Centre de Réhabilitation des Enfants Handicapés Moteurs et Auditifs), ed, infine, di Kribi (Foyer Arc-en-Ciel).
Per quanto riguarda il fronte delle costruzioni, è stata realizzata una sala di formazione presso il Centro di Yaoundé, una palestra di riabilitazione fisioterapica e un laboratorio di sartoria presso il Centro di Sangmélima, una palestra di riabilitazione fisioterapica con relativa sala d’attesa presso il Centro di Kribi ed, infine, un refettorio con cucina presso il centro di Ebolowa.
Sull tema dell’inserimento dei minori con disabilità in percorsi educativi, si è agito sia sul percorso dell’istruzione scolastica (inserendo l’89,50 % dei bambini previsti nel triennio) che sul percorso della formazione professionale (formando il 48,8 % dei giovani previsti nel triennio), in falegnameria, calzoleria e ortesi, elettrotecnica, sartoria, contabilità e gestione gruppi di auto aiuto.
Per quanto riguarda la riqualificazione degli operatori dei 4 Centri, sono stati realizzati tutti i moduli di formazione della prima annualità per la riqualificazione dei fisioterapisti e degli insegnanti scolari (33% dei moduli previsti nel triennio). Inoltre si è realizzata una formazione e una sensibilizzazione sia per la Riabilitazione a Base Comunitaria (RBC) che per la creazione di 30 gruppi di auto-aiuto di quartiere (simili alle Banche del Tempo italiane promosse dalla legge n. 53 dell’8 marzo 2000), al fine di migliorare l’integrazione socioeconomica e culturale delle persone con disabilità nelle loro comunità.
Per l’assistenza alle persone con disabilità, si è agito sia attraverso il loro inserimento nelle attività dei gruppi di auto-aiuto (è stato inserito  il 10 % delle persone con disabilità previste nel triennio) che attraverso  le cure di riabilitazione fisioterapica (è stato trattato il 40% dei pazienti previsti nel triennio). Ai gruppi di auto-aiuto aderiscono sia persone con che persone senza disabilità. È in questi gruppi che si sviluppa l’integrazione sociale di tipo paritario e l’integrazione economica di tipo reciprocitario. Per l’integrazione socio-economica e culturale è estremamente importante che nei gruppi di auto-aiuto aderiscano sia persone con che persone senza disabilità. Tramite gli strumenti di gestione, aggiornati da persone con disabilità, si riesce a sapere non solo il numero degli aderenti, ma anche il numero di trasferimenti (numero di volte che un aderente ha aiutato gli altri) e perfino il valore della ricchezza prodotta.
Dopo sei mesi di attività, sui 1500 aderenti ai 30 gruppi di auto-aiuto, 360 sono persone con disabilità; sui 3500 trasferimenti, 1500 sono state effettuate da persone con disabilità; sul valore di 15.255 € di ricchezza prodotta, quella prodotta da persone con disabilità (soprattutto da donne) è di 7.200 €.
Dalla comparazione dei dati si vede che  1/4 degli aderenti (le persone con disabilità) effettua 1/3 dei trasferimenti e produce circa la metà della ricchezza totale.
Questi dati sono stati illustrati nel mese di marzo 2011 alla delegata degli affari sociali della regione del Centro del Camerun dalle 30 persone con disabilità che aggiornano gli strumenti di gestione dei gruppi di auto-aiuto.
Dalla discussione, è emerso che se le persone con disabilità accedono a strumenti adatti, possono partecipare come tutti gli altri (e perfino meglio) alla creazione di legami sociali e di ricchezza economica, per il loro bene e per il bene della comunità.
Dokita e Promhandicam-Association continuano a operare all’interno del programma “Décennie des Nations Unies pour les Personnes Handicapées” per la realizzazione di un sistema di servizi integrati in grado di abbattere le forti barriere invalidanti che nei settori dell’istruzione, del lavoro e della cura sanitaria costringono in Camerun le persone con disabilità a una forte dipendenza ed emarginazione.
Pantaleo Rizzo, capoprogetto Dokita Camerun