SENEGAL

Dokita in Senegal

Dokita opera in Senegal dal 2013 con progetti volti a favorire una migrazione consapevole. Ha collaborato con l’associazione Doxandem nel settore migrazione e sviluppo e, partner delle associazioni italiane Progetto Diritti e Roma-Dakar e di Doxandem, ha beneficiato di fondi europei per il progetto “Migrazione Consapevole e Sicura fra Italia e Senegal”.

Grazie a questo progetto sono state sviluppate attività di alta formazione sulla legislazione italiana in materia di immigrazione e asilo. Inoltre è stato avviato uno sportello informativo e di assistenza per migranti con il GuichetduTravailleurEmigré a Dakar finalizzato all’accoglienza e reinserimento lavorativo e sociale dei lavoratori senegalesi di ritorno dall’Italia o dall’Europa, offrendo anche attività di formazione e sensibilizzazione attraverso il linguaggio cinematografico.

Ha collaborato con l’associazione TakkuLigey e CinémaNumériqueAmbulant nel settore cultura, con l’AssociationInitiatives Pour Le Developpement et l’EntrAideLocale (IDEAL) di Dakar nel settore ambiente e con la CogregationdesFilliesdu Saint Coeur de Marie per la realizzazione di attività di sostegno a distanza nella città di Mbour.

Infine, a partire dal 2016, Dokita porta avanti attività di supporto nutrizionale alla scuola primaria Foua2, nel comune di Ngueniene, implementato nel 2017 con un nuovo progetto volto alla costruzione di una biblioteca all’interno della stessa struttura.

 

Beneficiari : Principali finanziatori :
  • 500 migranti informati e accolti
  • 240 alunni della scuola Foua2
  • Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione
  • Caritas Italia
  • Sostenitori privati

La Repubblica del Senegal è situata nella parte nordoccidentale del continente africano. Ha una popolazione di circa 14,5 milioni di persone, la maggioranza delle quali (c.a. 56.5 %) vive nelle campagne. Secondo quanto riportato dall’UNDP nell’ultimo Rapporto sullo Sviluppo Umano, il Senegal si posiziona al 170° posto su 188 Stati fra i   Paesi a basso sviluppo umano, e si trova ben al di sotto della media della regione Africa sub-sahariana.

L’istruzione in Senegal

In Senegal il tasso di scolarizzazione è molto basso: gli adulti scolarizzati (con età uguale o superiore ai 15 anni) sono solo il 52,1 % della popolazione. I tassi d’iscrizione sono: 15,4% per la scuola materna, 83,6% per la primaria e 41 % per la secondaria. il tasso di abbandono della scuola primaria è pari al 38,6 %, e il numero di alunni per insegnante è pari a 31,6 (la media OCSE è di 1 ogni 15).

Tale situazione, piuttosto scoraggiante, è anche riflesso di scelte politiche. Infatti, la quota di spesa pubblica destinata al settore dell’istruzione è molto bassa, ammontando al 5,6 % del PIL del Paese. (UNDP Rapporto sullo Sviluppo Umano 2015).

Nelle regioni rurali del Senegal la qualità dei servizi ed i valori precedentemente riportati sono inevitabilmente peggiori rispetto alla media nazionale; infatti i magri finanziamenti statali per l’educazione si concentrano prevalentemente nei grandi centri urbani. Nelle zone rurali l’accesso all’istruzione dipende in larga parte dalla buona volontà degli insegnanti, i quali operano in condizioni particolarmente difficili sia dal punto di vista infrastrutturale che da quello socio-culturale. Si devono infatti scontrare con le famiglie, spesso recalcitranti a privarsi del contributo offerto dalle bambine nelle faccende domestiche e di quello dei bambini nell’agricoltura e nella pastorizia.

Migrazioni

In Senegal, storicamente interessato da importanti flussi migratori, i dati ufficiali contano per il 2015, 585.392 emigranti (pari al 3,73% della popolazione, fonte OIM), ma le stime parlano di circa 3 milioni di cittadini all’estero (la diaspora è definita la “quindicesima regione del Senegal”), di cui circa la metà risiedono in Africa, fra il 30 e il 40% in Europa, il 10% in America. In Italia si contano 94.030 senegalesi (72% maschi) regolarmente residenti: il Senegal rappresenta il 16° paese di origine, quarto Paese del continente africano e primo della regione sub-sahariana per presenze (dati Istat 2015).

Questi flussi (stime 2013 ANSD) hanno origine principalmente dalla regione di Dakar (27%; di cui 25% donne), ma anche da Thiès (7%; 18% donne), Diourbel (10%; 5% donne), Kaolack (5,3%; 15% donne) e dalla Casamance (13%; 39% donne). Fra le principali cause di emigrazione, oltre a quella economica, vi sono cambiamenti climatici e ambientali (desertificazione e problemi pluviometrici), alti tassi di urbanizzazione (42,4%) e la grave disoccupazione giovanile.

Le rimesse in patria (1.524 milioni di euro pari all’11% del PIL; 216 milioni di euro dall’Italia nel 2013), hanno contribuito all’aumento del 60% delle entrate domestiche, di cui il 50% è utilizzato per beni di consumo e meno del 5% per investimenti produttivi (fonte OIM), con gravi perdite di risorse per il Paese, considerando anche che sono i giovani più istruiti a emigrare. Gli ultimi anni, inoltre, registrano un incremento dei ritorni, stimati al 46% del totale degli emigrati.

PROGETTI IN CORSO

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