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Crisi umanitaria in Congo, quasi un milione gli sfollati

Secondo il rapporto del Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc), nell’ultimo anno nella Repubblica Democratica del Congo il numero di profughi ha superato quello registrato in Siria e in Iraq.

Sono 922mila gli sfollati nell’ultimo anno nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), un numero superiore a quello registrato in Siria e in Iraq. A dirlo è il rapporto del Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc), secondo cui nel 2016 sarebbero 824mila i profughi in Siria e 659mila in Iraq. Si tratta del più alto numero di spostamenti forzati causati da conflitti mai registrato in un solo anno.

Chi scappa per mettersi in salvo dagli scontri in corso tra milizie ribelle e forze di sicurezza governative deve attraversare a piede le foreste, arrivando senza cibo e acqua alla frontiera. Solo nelle ultime settimane sarebbero oltre 11mila le persone che hanno oltrepassato i confini dell’Angola, fuggendo dalle violenze a Kasai, provincia centrale del Congo. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha ottenuto l’apertura delle frontiere da parte dell’Angola e ora sta negoziando con il governo l’apertura di nuovi centri di accoglienza.

Nonostante la difficile situazione, Dokita continua ad operare in Congo sostenendo due case di accoglienza per i minori un istituto scolastico che accompagna i ragazzi dalle scuole elementari fino alla maturità. Dal 1999 è stato avviato un programma di sostegno a distanza rivolto ai bambini di strada, mentre nel 2006 è stato costruito il poliambulatorio Ngondo Maria (a Makala), grazie al progetto di ampliamento co-finanziato da Dokita Trenito Alto Adige e dalla Provincia Autonoma di Trento.

 

Festa della Biodiversità alla Fattoria Montepacini colpita dal terremoto

Domenica 21 maggio si svolgerà alla Fattoria Sociale Montepacini la Festa della Biodiversità. Con l’occasione saranno inaugurati i pollai e il forno distrutti dal terremoto.

Una festa per inaugurare le strutture danneggiate dal terremoto nella Fattoria Sociale Montepacini, in provincia di Fermo. L’iniziativa si svolgerà il 21 maggio durante la Festa della Biodiversità, dove saranno presenti, tra gli altri, il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, Ilaria Signoriello del Forum Nazionale Agricoltura Sociale e Irene Tognella, responsabile Comunicazione e Fundraising di Dokita.

Dopo il sisma che ha colpito le Marche, Dokita, in collaborazione con la Comunità di Capodarco e il Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale, ha attivato una raccolta fondi da destinare all’accoglienza e all’assistenza delle persone con disabilità ospitate nella Fattoria. Domenica  saranno inaugurati i pollai e il forno acquistati da Dokita con il contributo dell’azienda Euro Milano. Grazie al denaro raccolto, la struttura ha potuto proseguire le sue attività e accogliere anche due giovani disabili provenienti da Visso.

La giornata inizierà alle 9.30 con laboratori, workshop e degustazioni. Nella serata, invece, ci sarà una partita di calcio tra la Soccer Dream Montepacini e la Nazionale Italiana Contadini.

La Fattoria Montepacini nasce come Centro Socio Educativo Riabilitativo diurno per giovani/adulti disabili. Successivamente,  ha ampliato le sue attività, aprendo un Centro Estivo che accoglie annualmente, oltre 250 minori. I ragazzi vengono seguiti da personale specializzato nel loro percorso di fisioterapia e/o di riabilitazione a contatto con la natura e gli animali (pet therapy, onodidattica, ippoterapia, animali della fattoria). L’obiettivo è quello di promuovere l’agricoltura sociale e l’inclusione di minori e giovani adulti con disabilità.

Al via il festival Sabir per ricordare la strage di Lampedusa

Dall’11 al 13 maggio si svolgerà a Siracusa la terza edizione del festival Sabir, l’evento nato per ricordare la strage di Lampedusa, in cui nel 2013 persero la vita 368 persone. Tema centrale di questa edizione sarà il lavoro delle associazioni e delle ong che ogni giorno sono impegnati a salvare migranti nel Mediterraneo. Durante la presentazione del festival, promosso da Arci insieme ad Acli e Caritas italiana, con la collaborazione di Asgi, A buon diritto, Carta di Roma e Cgil, gli organizzatori hanno lanciato una “alleanza internazionale della solidarietà e dei diritti” in risposta “all’ignobile campagna mediatica di questi giorni”. Il riferimento è ai presunti legami tra organizzazioni non governative e trafficanti di esseri umani sostenuti dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro e agli attacchi politici subiti dalle ong nelle ultime settimane.

Durante il festival, si svolgeranno anche degli incontri dedicati alla formazione dei giornalisti sui temi che riguardano il fenomeno migratorio. Inoltre, verranno rilanciate la campagna sulla riforma della legge sulla cittadinanza, ancora ferma al Senato, e l’iniziativa “Ero straniero” per l’abolizione della Bossi-Fini.

Perù, iniziati i lavori nella scuola dopo l’alluvione

Dopo le alluvioni che hanno devastato il Perù lo scorso mese, Dokita ha iniziato la ristrutturazione della scuola Procrecer nella valle di Santa Eulalia. La struttura ha subito gravi danni a causa delle forte piogge che ha colpito tutto il Paese, causando 90 morti e distrutto 14mila abitazioni. Sono in corso i lavori di messa in sicurezza dell’edificio costruito in legno. L’obiettivo è quello di rinforzare le aule e prevenire danneggiamenti in previsione di ulteriori piogge.

Dokita da anni è presente in Perù con un programma di sostegno all’infanzia S.O.S. Niños che permette a 250 bambini di avere un supporto allo studio e di usufruire di abiti e cibo gratuiti. Inoltre, ha avviato il progetto di sostegno a distanza per i piccoli della zona.  La nostra cooperante Angela Castañeda Ponce ha visitato le aree colpite e portato immediati aiuti.

Dokita ha avviato anche una raccolta fondi straordinaria per aiutare le famiglie in difficoltà, distribuire scorte alimentari e finire i lavori di potenziamento della scuola di Santa Eulalia.

 

Aggiornamenti alluvioni in Perù

Continuano incessanti le piogge che dal 31 gennaio stanno colpendo il Perù, causando inondazioni e provocando danni di proporzioni colossali.

Aumenta il numero delle persone colpite e delle strutture danneggiate: i dati ufficiali rilasciati da OCHA  (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) il 20 marzo dichiarano che sono oltre 627 mila le persone colpite, tra cui 75 morti e 263 feriti. Fino ad oggi circa 10 mila case sono state distrutte e 12 mila sono inagibili, 85 scuole e 24 ospedali fortemente danneggiati.

L’emergenza, però, non sta riguardando soltanto i forti rovesci che hanno ingrossati i fiumi ma anche l’acqua potabile, difficile da reperire, per sta nascendo il rischio che si propaghino infezioni ed epidemie.

Tra i paesi confinanti con il Perù è partita una corsa alla solidarietà: Cile, Colombia, Ecuador e Paraguay  stanno inviando i primi aiuti umanitari, tra cui cibo, acqua e altri beni di prima necessità (kit alimentari, da bagno, coperte ecc.).

In questa situazione di emergenza, Dokita ha deciso di aumentare il suo impegno nei confronti della popolazione peruviana con una raccolta fondi straordinaria. Rimaniamo costantemente in contatto con la cooperante locale Angela Castañeda Ponce, la quale sta visitando le aree colpite per portare immediati aiuti. Tutti i bambini  e le famiglie sostenute tramite il sostegno a distanza e il progetto  S.O.S. Niños sono in salvo, nonostante sia ancora difficile valutare l’entità dei danni alle strutture. Dokita sta inoltre collaborando con il COIPE (Organizzazione delle ONG italiane in Perù) per coinvolgere tutte le ONG italiane presenti nel paese, coordinare un intervento organico ed avviare un piano di emergenza.

 

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Alluvione Perù

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Alluvioni in Perù, parte la raccolta fondi di Dokita

Dopo le forti alluvioni che hanno colpito il Perù, Dokita ha deciso di avviare una raccolta fondi a sostegno della popolazione.

Oltre 75 morti, 800 città colpite e 100mila sfollati: è il bilancio delle devastanti alluvioni che hanno interessato il Perù in queste settimane. Dokita, presente nella zona di Santa Eulalia e nel distretto di Chosica con il progetto S.O.S. Niños  e con il sostegno a distanza di 52 bambini , ha deciso di avviare una raccolta fondi straordinaria per aiutare la popolazione.

La situazione in Perù.

Le piogge hanno interessato maggiormente la costa settentrionale del Paese. Almeno 600 mila persone hanno subito danni, molte zone sono isolate da giorni e senza acqua corrente. Anche un nostro collaboratore ha perso la casa. La cooperante locale Angela Castañeda Ponce sta cercando di visitare le aree colpite per portare immediati aiuti. Dokita sta inoltre collaborando con il COIPE (Organizzazione delle ONG italiane in Perù) per coordinare un intervento organico ed avviare un piano di emergenza coinvolgendo tutte le ONG italiane presenti nel paese.

La raccolta fondi.

In questa situazione di emergenza,  Dokita aumenta il suo impegno in Perù con una raccolta fondi straordinaria. L’associazione da anni porta avanti un programma di sostegno all’infanzia che mira ad assicurare il diritto all’istruzione e l’accesso ad un’alimentazione sana per i bambini della Valle di Santa Eulalia. Inoltre, promuove il sostegno a distanza dei minori nei villaggi più poveri della zona di Chosica. Dokita è in continuo contatto con i cooperanti che portano avanti i nostri progetti di assistenza e nei prossimi giorni continueremo a fornire aggiornamenti sulla situazione.

 

Approvato il Reddito di Inclusione, la soddisfazione di Dokita

Dokita, da sempre a fianco delle persone più bisognose, esprime soddisfazione per l’approvazione del Piano Nazionale per il contrasto alla povertà.

Finalmente l’Italia ha approvato una legge per il contrasto alla povertà. Questa mattina il Senato ha dato il via libera al cosiddetto Rei, il Reddito di inclusione. Dokita, da sempre a fianco degli ultimi e dei più bisognosi, non può che essere soddisfatta per una legge che mira ad eliminare le disuguaglianze nella nostra società. Il nostro Paese, infatti, era l’unico Stato in Europa a non avere uno strumento universale contro l’indigenza. Un “passo storico”, l’ha definito il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, “che colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito”. Ecco cosa prevede la legge.

Quali sono le novità della legge?

La legge delega approvata al Senato prevede l’introduzione del Reddito di inclusione, il riordino delle  prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto alla povertà,  delle misure a sostegno della genitorialità e per i disabili e gli invalidi.

A chi è rivolto il Reddito di inclusione?

È rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia che hanno non superano un certo livello di reddito e che sono disposti a seguire programmi di inserimento lavorativo. L’obiettivo è quello di fare uscire dalla povertà i 4,6 milioni di persone che in Italia, secondo l’Istat, sono in una condizione di indigenza assoluta. Con il Rei saranno aiutati circa 250-300mila famiglie, fino a 1,5 milioni di persone e 500mila minori. In totale saranno stanziati un miliardo e 150 milioni nel 2017, a cui vanno aggiunti i fondi non spesi lo scorso anno, per un totale di circa 1,6 miliardi.

Cosa prevede il piano di contrasto alla povertà?

Con il Piano nazionale al contrasto alla povertà lo Stato si impegna a prendere in carico il singolo o la famiglia in difficoltà attraverso l’attivazione di servizi sul territorio di residenza, l’inserimento al lavoro e la cura delle eventuali necessità soci-sanitarie. Sono previsti anche accordi con gli enti locali e con le associazioni del Terzo settore per contrastare la povertà.

Quanti soldi riceveranno le persone in difficoltà?

Le persone in condizione di miseria assoluta riceveranno da un minimo di  552 euro al mese a un massimo di 819 euro. Una famiglia di 4 persone potrà avere al mese fino a 1.534 euro. In questa prima fase, però, viste le risorse stanziate, il contributo sarà ridotto intorno a un massimo di 480 euro al mese per nucleo familiare.

Quando entrerà effettivamente in funzione?

Il Governo ha sei mesi di tempo per approvare i decreti attuativi. Tra settembre e l’inizio del 2018 il Rei sarà, dunque,  operativo.

Mani sporche

Il 2016 si apre per Dokita con interessanti novità sul fronte della progettazione in Italia. È già da diversi anni che l’associazione sta ragionando sul tipo di impegno che essa deve assumere nella società in tema di immigrazione e asilo, alla luce della propria mission basata sui valori del volontariato, della cooperazione, della solidarietà, della tolleranza, della pace e del rispetto delle diversità.

Sicuramente, il lavoro di sensibilizzazione e informazione che Dokita svolge attraverso i propri mezzi di comunicazione (in primis, con la rubrica che state leggendo) si inserisce in una visione più ampia per la quale si vuole contribuire a realizzare una società inclusiva e non esclusiva, una società aperta e attenta alle persone più fragili e vulnerabili e non chiusa su se stessa e ignorante rispetto ai drammi umanitari che la circondano e spesso la attraversano, una società certamente attenta al bene comune e alla sicurezza di tutti, nessuno escluso. Vogliamo, però, non limitare il nostro impegno a un approfondimento culturale e a uno stimolo intellettuale, ma vogliamo anche poterci sporcare le mani. Vogliamo provare, come associazione, a seguire le continue esortazioni che ci vengono da Papa Francesco che sin dall’inizio del suo pontificato (ricordiamo la prima visita pastorale sull’isola di Lampedusa nel 2013) non si stanca mai di sottolineare l’importanza di accogliere migranti e rifugiati, di chinarsi su chi è in difficoltà e di sporcarsi le mani, guardando negli occhi di coloro che chiedono giustizia.

Avevamo già dedicato questa rubrica a un approfondimento sul tema dello sfruttamento lavorativo dei migranti nell’Agro Pontino e siamo contenti di comunicarvi che dal mese di gennaio 2016, Dokita è concretamente impegnata nella realizzazione del microprogetto dal titolo IM-Formati. Conoscere per sconfiggere lo sfruttamento lavorativo dei migranti nel territorio della Provincia di Latina finanziato dal Centro Servizi per il Volontariato (CESV-SPES) nell’ambito del bando Socialmente 2. Il progetto ha come sede di realizzazione gli Sportelli Legali Immigrati di Terracina, Latina e Fondi in partenariato con l’Associazione Progetto Diritti, la Caritas Diocesana di Latina, l’Associazione Articolo Ventiquattro di Fondi e la Cooperativa PARSEC di Roma.

Obiettivo generale del progetto è quello di promuovere la tutela dei diritti sociali dei lavoratori stranieri nel territorio della Provincia di Latina. Si ritiene, infatti, che a perpetuare un sistema di sfruttamento dei lavoratori migranti basato su condizioni di irregolarità e su comportamenti discriminatori, siano principalmente: la scarsa consapevolezza dei lavoratori migranti dei propri diritti sociali e delle possibilità di tutela degli stessi, la mancanza di una rete territoriale fra servizi pubblici e privati sul tema dell’immigrazione, nonché la mancanza di conoscenza e la scarsa sensibilizzazione sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo dei migranti da parte sia dei soggetti sociali, pubblici e privati, che della cittadinanza. Il progetto intende quindi intervenire al fine di modificare un sistema di sfruttamento ormai collaudato, agendo sia in favore dei lavoratori stessi con servizi di assistenza e consulenza legale, sia in favore dei soggetti pubblici e privati interessati al fenomeno migratorio, predisponendo una raccolta dati e un’analisi circostanziata dello sfruttamento lavorativo degli stranieri nel territorio, nonché, infine, coinvolgendo la cittadinanza e le autorità locali attraverso momenti pubblici di approfondimento, scambio e dibattito. Il progetto, nello specifico, si articolerà su tre azioni:

  • Consulenza legale gratuita per n. 50 immigrati. Per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori stranieri vittime di sfruttamento, si intende favorire la fruizione di servizi di consulenza legale gratuita, di accompagnamento e di assistenza legale.
  • Raccolta dati e realizzazione di un report. Approfondiremo, attraverso la compilazione di questionari somministrati a ca. 50 immigrati, la conoscenza quali-quantitativa del fenomeno dello sfruttamento lavorativo dei migranti per produrre un report descrittivo del fenomeno e sensibilizzare la cittadinanza.
  • Sensibilizzazione e diffusione risultati. Coinvolgeremo le autorità locali, le associazioni e la cittadinanza in una conferenza finale di approfondimento e dibattito sul tema dello sfruttamento lavorativo dei migranti al fine di creare consapevolezza e contribuire, così, a costruire le condizioni per una maggiore integrazione sociale ed economica dei lavoratori stranieri. Nel corso della conferenza saranno diffusi i dati raccolti nel report descrittivo prodotto.

Concludiamo questa rubrica con una ulteriore riflessione sull’invito a “sporcarsi le mani”. Il Giubileo, come ci ricorda Papa Francesco, ci regala un tempo di grazia, in cui guardare a “quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito a causa dell’indifferenza”, e riscoprire l’attualità delle opere di misericordia così da costruire nuove strade e aprire nuove “porte” di giustizia e di solidarietà, vincendo “la barriera dell’indifferenza”. Dokita si sente in questo chiamata ad agire e intende iniziare a riflettere nel medio periodo su percorsi innovativi e positivi di accoglienza ai migranti richiedenti protezione internazionale nelle realtà territoriali in cui è attiva, mettendo a servizio di questa emergenza nazionale la propria esperienza nell’accoglienza e nel servizio agli ultimi, le proprie competenze tecniche nella progettazione sociale e, non ultimo, i propri valori.