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IM-FORMATI – CONOSCERE PER SCONFIGGERE LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI IMMIGRATI

Progetto finanziato al

100%

CONTESTO

Tra le diverse province del Lazio, la Provincia di Latina si caratterizza come quella con la crescita di stranieri residenti più vistosa. Molto forte è l’impatto che questa presenza determina sul mondo del lavoro e, in particolare, diventa sempre più allarmante la connessione che essa ha con un’emergenza reale e drammatica quale è quella dello sfruttamento lavorativo e del caporalato, spesso gestito dalla criminalità organizzata.  Inoltre, una volta giunti sul territorio e dislocati nelle varie aziende, gli stranieri vengono spesso costretti a lavorare anche dodici ore al giorno, senza percepire stipendio per ripianare il debito contratto con i datori di lavoro o con gli intermediari.

Anche quando gli stranieri riescono a ricevere una retribuzione, si tratta in media di un compenso mai superiore a 3 euro all’ora. Tale situazione, risulta ancor più preoccupante ove sia messa in relazione con il fenomeno degli infortuni sul lavoro, correttamente denunciati o “invisibili”. Inoltre, un elevatissimo numero di infortuni si registra anche a seguito di incidenti stradali in itinere  avvenuti cioè nel tragitto casa-lavoro dal momento che i lavoratori stranieri, in particolar modo quelli impiegati nel settore agricolo, si spostano principalmente in bicicletta nelle ore più buie e in strade ad alta pericolosità.

IL PROGETTO

Con lo scopo di promuovere la tutela dei diritti sociali dei lavoratori stranieri nel territorio della Provincia di Latina e una migliore comprensione del fenomeno migratorio, Dokita, dal mese di gennaio 2016, è concretamente impegnata nella realizzazione del progetto IM-Formati,  finanziato dal Centro Servizi per il Volontariato (CESV-SPES). 

Il progetto interviene agendo sia in favore dei lavoratori stessi con servizi di assistenza e consulenza legale, sia in favore dei soggetti pubblici e privati interessati al fenomeno migratorio. Nello specifico si articola su tre azioni:

  • Consulenza legale gratuita per n. 50 immigrati. Per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori stranieri vittime di sfruttamento, si intende favorire la fruizione di servizi di consulenza legale gratuita, di accompagnamento e di assistenza legale. Tale servizio, per essere efficace, sarà messo in rete con altri servizi sociali territoriali (pubblici e privati) per garantire una maggior tutela dei beneficiari (ca.50) e la possibilità di non essere esclusi dal mercato del lavoro in caso, ad esempio, di denunce nei confronti dei datori;
  • Raccolta dati e realizzazione di un report. Approfondiremo, attraverso la compilazione di questionari somministrati a ca. 50 immigrati, la conoscenza quali-quantitativa del fenomeno dello sfruttamento lavorativo dei migranti per produrre un report descrittivo del fenomeno e sensibilizzare la cittadinanza e gli stakeholder sul tema al fine di creare un dibattito pubblico e trovare soluzioni concertate al problema. Il report sarà diffuso sui canali comunicativi di Dokita e dei partner di progetto;
  • Sensibilizzazione e diffusione risultati. Coinvolgeremo le autorità locali, le associazioni e la cittadinanza in una conferenza finale di approfondimento e dibattito sul tema dello sfruttamento lavorativo dei migranti al fine di creare consapevolezza e contribuire, così, a costruire le condizioni per una maggiore integrazione sociale ed economica dei lavoratori stranieri. Nel corso della conferenza saranno diffusi i dati raccolti nel report descrittivo prodotto

BENEFICIARI: 50 lavoratori immigrati

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INFORMAZIONI CAMPAGNA

: Migranti
: Finanziato
: Consulenza legale, Latina, Lavoratori, Migranti, Stranieri

CAMPAGNE COLLEGATE

Migranti, terremoto e solidarietà: storie di accoglienza reciproca

Nella Fattoria Sociale Montepacini 18 richiedenti asilo lavorano insieme a 16 ragazzi con disabilità intellettiva e motoria. Il terremoto del centro Italia aveva causato gravi danni alla struttura, ma grazie ai fondi di Dokita, la Fattoria Sociale ha potuto proseguire le sue attività.

Sono arrivati in Italia scappando da guerre, carestie e povertà. Hanno chiesto asilo al nostro Paese, ma oggi sono loro ad offrire sostegno ai sedici ragazzi con disabilità intellettiva e motoria delle Fattoria Sociale Montepacini di Fermo. Armati di pala e zappa, diciotto richiedenti asilo dello Sprar e del Cas (centro di accoglienza straoridinaria) del Comune lavorano ogni giorno i 13 ettari di terra, messi a disposizione dalla cooperativa La Talea e dalla onlus La Fattoria Sociale. Una storia di amicizia e accoglienza reciproca: i migranti hanno la possibilità di dare un contributo concreto all’intera comunità e, allo stesso tempo, riscoprono il calore e la gioia di far parte di una piccola famiglia. Michele, Vanessa e gli altri ragazzi ospiti del centro sono riusciti a restituire un senso di appartenenza a chi ha lasciato per sempre la propria patria.

Dopo il terremoto che ha devastato il centro Italia, Dokita si è immediatamente attivata per avviare una raccolta fondi da destinare all’assistenza delle persone con disabilità ospitate nel centro socio-educativo e riabilitativo della Fattoria Sociale Montepacini. Grazie al denaro raccolto, la struttura ha potuto proseguire le sue attività e ad accogliere anche due giovani disabili provenienti da Visso.

“Il progetto ha l’obiettivo di inserire i richiedenti asilo, che hanno dai 18 ai 40 anni, in un percorso formativo sull’agricoltura sociale”, spiega Marco Marchetti, portavoce della Fattoria Sociale. Insieme ai ragazzi con disabilità, i migranti lavorano la terra, potano gli alberi, fanno lavori di manutenzione e si dedicano all’orto. Tra poco torneranno ad occuparsi degli animali che hanno dovuto dare via dopo che il terremoto ha distrutto i loro ricoveri. “I migranti hanno costruito una recinzione per le galline e presto inaugureremo anche uno spazio per accogliere i cavalli e somari”.

Partecipano anche a laboratori musicale,  di cucina e sul cioccolato. “I richiedenti asilo cucinano spesso per noi: i risultati non sempre apprezzati da tutti, ma è momento di condivisione e di convivialità a cui nessuno vuole rinunciare”. Ma non solo. “Abbiamo creato una squadra di calcio, la Soccer Dream Montepacini. Tre ragazzi, provenienti da Gambia, Costa D’Avorio e Niger, sono diventati un punto di riferimento per tutti i nostri calciatori. La loro sensibilità permette ai nostri ragazzi con disabilità di esprimersi al meglio anche sotto il profilo sportivo. Noi non facciamo un campionato speciale per disabili, le squadre che affrontiamo sono formate da normodotati: per questo i nostri successi valgono doppio”.