Migranti

GET-AP!

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Strategie per una cittadinanza globale dell’Agro Pontino

Dokita è presente nel territorio Territorio dell'Agro Pontino dal 2017 con attività e progetti volti alle fasce più vulnerabili della popolazione per favorire la loro l’inclusione sociale e la tutela dei loro diritti.
Dokita in questi anni ha portato avanti progetti a favore di ragazzi disabili favorendo la loro inclusione socio sociale ed ha attivato con uno Sportello Legale per offrire agli immigrati assistenza e tutela legale. Da quest'anno ha deciso di offrire la sua esperienza per contribuire a contrastare i fenomeni di discriminazione, con particolare riferimento alle aree a più alto rischio di esclusione sociale promuovendo una migliore comprensione del fenomeno migratorio e delle connesse opportunità di sviluppo sostenibile locale e transnazionale.

Il territorio dell’Agro Pontino e del Sud Pontino, periferia rurale meridionale della regione Lazio, si caratterizza per un crescente tasso di discriminazione rilevabile in: quasi totale assenza di servizi specifici dedicati alla crescente popolazione migrante; diffusi fenomeni di gestione illegale delle migrazioni; escalation di episodi di razzismo.

La provincia di Latina è la seconda nel Lazio per numero di stranieri residenti (52.642 unità, +46,5% in 5 anni, pari al 9,1% della popolazione). Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi e Formia, dove si localizzerà l’intervento, contano complessivamente il 45% del totale provinciale dei migranti (cfr. ISTAT 2018). Negli ultimi tre anni sono aumentati anche i richiedenti asilo accolti nei CAS (da 500 a 3.500, dati Prefettura di LT) e negli SPRAR (418 ospiti a luglio 2018, www.sprar.it). Nonostante questi numeri, non sono presenti servizi pubblici informativi e di orientamento per gli immigrati e gli stranieri vivono in una condizione di dipendenza, scarsa conoscenza dei propri diritti, difficoltà linguistica e carenza di opportunità di crescita e scambio interculturale.

Sono ampiamente diffusi (ca 30.000 migranti coinvolti) lo sfruttamento lavorativo paraschiavistico e il caporalato (spesso collegati alla criminalità organizzata e alle agromafie) che controlla, attraverso filiere locali e transnazionali, ogni aspetto della vita dei migranti (ingresso, alloggio, trasporti, sanità, documenti), principalmente impiegati nel comparto agricolo e costretti, con la connivenza delle aziende, a lavorare con paghe orarie misere, versarsi i contributi, assumere sostanze dopanti per sopportare la fatica e vivere in ghetti o baraccopoli, senza riposo settimanale, per saldare l’ingente debito (anche 15.000,00€) contratto già pre-partenza con gli intermediari. La gestione illegale del fenomeno migratorio ha riguardato anche l’accoglienza di richiedenti asilo: maltrattamenti e abusi perpetrati in strutture sovraffollate e ai limiti della dignità umana e con gravissime carenze nell’erogazione dei servizi hanno determinato gravi ripercussioni per la vita di centinaia di richiedenti asilo.

Gli episodi di razzismo registrati nella provincia di Latina registrano una escalation (+400% rispetto al 2017, cfr. Cronache di ordinario razzismo) molto preoccupante anche perché perpetrati principalmente da giovani e spesso riconducibili a estremismi politici che stanno riemergendo in un territorio culturalmente ancora molto legato all’epoca fascista che ne ha forgiato la composizione sociale e la prevalente vocazione agricola (v. bonifica pontina). Decisamente insufficienti anche le azioni “preventive” poste in essere dalle scuole del territorio.

Contribuire a contrastare i fenomeni di discriminazione, con particolare riferimento alle aree a più alto rischio di esclusione sociale promuovendo una migliore comprensione del fenomeno migratorio e delle connesse opportunità di sviluppo sostenibile locale e transnazionale, a partire dalle specifiche dinamiche territoriali dell’Agro e Sud Pontino

 

Nello specifico, la strategia di intervento prevede di:

  1. coinvolgere la popolazione dell’Agro e Sud Pontino (ca 270.000 cittadini nelle 5 città coinvolte di Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi e Formia; di cui 94.500 giovani under 35), in particolare i giovani delle scuole superiori di II grado, in percorsi formativi e di sensibilizzazione, aventi lo scopo di comprendere le cause delle migrazioni, i problemi di integrazione, e le opportunità di migliorare lo sviluppo sostenibile (SDG 10.2) locale e dei paesi di origine, anche grazie ad attività di cooperazione. Agire sulle conoscenze e le sensibilità delle generazioni più giovani, anche attraverso sport e cultura, ha lo scopo di renderle partecipative alla creazione di una società globale inclusiva e sostenibile;
  2. potenziare e mettere in rete le OSC e gli enti che operano in favore dell’integrazione e dell’inclusione sociale dei migranti e attivi nel territorio dell’Agro e Sud Pontino con azioni di capacity building e attività di networking al fine di elaborare strategie concertate di sviluppo locale e, laddove possibile, anche transnazionale (con possibilità di esplorare strategie di cooperazione internazionale fra territori anche nella forma della cooperazione decentrata e del co-sviluppo);
  3. rafforzare i servizi locali di informazione (awareness raising), tutela socio-legale, di potenziamento associativo erogati in favore dei migranti nel territorio dell’Agro e Sud Pontino al fine di fornire ai migranti stessi strumenti di empowerment che favoriscano la loro positiva integrazione e inclusione nel tessuto socio-economico prevenendo altresì fenomeni di sfruttamento e vessazioni legate a uno stato di dipendenza e subordinazione, nonché sostenendone le capacità di auto organizzazione e di relazionarsi con le istituzioni, anche al fine di avviare attività di cooperazione internazionale (anche in collegamento con il percorso Summit delle Diaspore finanziato da AICS).
  • Centro Studi Politica Internazionale (CeSPI)

Il Centro svolge attività di ricerca, consulenza, formazione e divulgazione su alcuni temi centrali delle relazioni internazionali. Le sue aree di ricerca sono: la Cooperazione internazionale, finanza per lo sviluppo; la Cooperazione decentrata, cooperazione transfrontaliera, sviluppo territoriale; la Mobilità umana, transnazionalismo, co-sviluppo; L’Europa aperta e  L’Italia nel mondo. Queste tematiche hanno consentito al Centro di individuare per primo in Italia alcune tematiche emergenti che stanno in questi ultimi anni acquistando una rilevanza strategica sia nel nostro paese che in Europa. Il Centro ha condotto studi su:i processi migratori che interessano l’Europa e i processi di integrazione sociale ed economica; i rapporti tra migrazioni e sviluppo nei contesti di origine, di transito e di destinazione e sulle relative politiche; il tema degli strumenti finanziari per valorizzare il risparmio dei migranti; la ricerca sulla finanza per lo sviluppo, sulle interrelazioni dei diversi flussi finanziari internazionali e il loro impatto sui processi di sviluppo dei PVS e  sulla povertà. Il CeSPI ha anche creato un’area di studio specifica all’interno del “Programma Cittadinanza Economica dei Migranti” che coordina le diverse attività in questo campo.

  • Tempi Moderni

Tempi Moderni è un’associazione di promozione sociale, che si occupa di studi, ricerche, formazione e indagini di carattere scientifico su argomenti d’attualità e di interesse accademico. Si occupa anche di promuovere e pubblicare inchieste giornalistiche in grado di tenere insieme approfondimento, rigore metodologico ed espositivo. Promuove saggi e articoli, monografie e collettanee attraverso pubblicazioni, l’organizzazione di eventi specifici come seminari, corsi di alta formazione e master, in collaborazione con università ed enti di formazione e ricerca riconosciuti. Si profila infine come un centro di ricerca moderno capace di sostenere una ricerca libera, indipendente e innovativa sul piano metodologico e comunicativo.

  • Gruppo Umana Solidarietà (GUS)

Il GUS è nato nel 1993 da un gruppo laico di volontari, accomunato dalla voglia di portare aiuti umanitari in soccorso alla popolazione civile durante la guerra dei Balcani. Da allora, la ONG ha operato in diversi paesi del Sud America, in Sri Lanka, Nepal, Iraq, Tunisia, e nelle regioni italiane colpite da violenti terremoti. Gestisce centri di prima accoglienza e progetti SPRAR in sei regioni italiane. Tra queste il Lazio, dove dal 2014 opera in accordo con Prefetture e Comuni nell’ambito della prima accoglienza e dell’inclusione dei migranti, attraverso attività di supporto, di protezione, di tutela della persona e di formazione professionale. Dal 2016 ha avviato un esperimento di agricoltura sociale con il coinvolgimento di migranti e disabili psichici, con risultati molto promettenti e una lenta, costante crescita del lavoro. L’ambizione è quella di incardinare sull’agricoltura un piano di crescita solidale e sostenibile dell’intero corpo sociale.

  • Associazione Progetto Diritti onlus

L’associazione Progetto Diritti onlus, è impegnata da quasi trent’anni nella tutela dei diritti delle fasce sociali più deboli e nel contrasto di ogni forma di discriminazione. L’Associazione  promuove la cultura della solidarietà e della cooperazione tra l’Italia e i Paesi svantaggiati e in via di sviluppo, con particolare attenzione a quelli di origine dei migranti. Progetto Diritti opera sul territorio italiano nelle sedi di Roma, Terracina Ostia, Catania e Licata, e grazie al lavoro di avvocati e operatori socio-legali ogni anno svolge attività di consulenza e assistenza centinaia verso i cittadini stranieri nella risoluzione di problematiche amministrative e giudiziali connesse al soggiorno, ai ricongiungimenti familiari, all’acquisizione della cittadinanza italiana, al riconoscimento della protezione internazionale, e in materia di infortunistica sul lavoro.

  • Caritas Diocesana di Latina-Terracina-Sezze-Priverno

La Confraternita delle Stimmate di Cisterna è ente ecclesiastico gestore dei servizi caritativi della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Fra i servizi erogati vi sono: il Centro di prima accoglienza “Casa Betania”, la mensa Caritas “don Adriano Bragazzi” di Latina, la raccolta e distribuzione di generi alimentari alle famiglie indigenti del territorio, il Centro di ascolto Diocesano Caritas di Latina e una struttura di accoglienza notturna per i senza fissa dimora. Dal 2014, presso il Centro di ascolto della Caritas Diocesana, è stato avviato uno Sportello Legale per stranieri, gestito in collaborazione con l’Associazione Progetto Diritti, che offre consulenza legale nelle discipline del diritto penale, civile, amministrativo e del lavoro e consulenza e assistenza legale nel diritto dell’immigrazione. Dal 2016, la Confraternita è attiva anche con il progetto Presidio di Caritas Italiana nel territorio di Borgo Hermada (a Terracina) con servizi di tutela e orientamento a favore dei migranti vittime di tratta e sfruttamento.

  • Articolo Ventiquattro

Articolo Ventiquattro, è un’organizzazione di volontariato che svolge attività di ascolto e orientamento a tutela e difesa dei diritti delle fasce meno abbienti, presso lo sportello legale di Fondi (LT). Sin dalla sua costituzione ha attivato, all’interno della propria sede corsi di italiano per immigrati. Dall’aprile 2015 è entrata a far parte della rete “Scuole Migranti” e ad ottobre 2015 è stata riconosciuta Centro di preparazione e Sede d’esame CELI-Certificato di Conoscenza della Lingua Italiana dell’Università per Stranieri di Perugia. Collabora con la Caritas Diocesana dell’Arcidiocesi di Gaeta e con la Diocesi di Latina in attività di ascolto e consulenza legale per le persone meno abbienti. Grazie a finanziamenti pubblici e privati, ha collaborato, con altre associazioni attive nel territorio della provincia di Latina, in progetti volti a favorire la tutela e l’orientamento socio-legale dei migranti, delle persone meno abbienti, delle persone con disabilità. Nel 2018 ha organizzato la prima Festa dei Popoli di Terracina-Fondi.

Progetto realizzato con il finaniamnto dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

In partenariato con

Dokita in Italia: avviato il progetto “Get AP! Strategie per una cittadinanza globale dell’Agro Pontino”

Continua l’impegno, di Dokita in Italia, nello specifico nel territorio dell’Agro Pontino a favore delle fasce più svantaggiate della popolazione, attraverso il progetto “Get Ap! Strategie per una cittadinanza globale dell’ Agro Pontino”, promosso dall’ AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo all’interno del “Bando per la selezione di iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale proposte da organizzazioni della società civile e soggetti senza finalità di lucro-dotazione finanziaria 2018”.

Dokita, insieme ad altre associazioni presenti sul territorio come CeSPI, Tempi Moderni, Gruppo Umana Solidarietà (GUS), Associazione Progetto Diritti Onlus e Caritas Diocesana di Latina-Terracina-Sezze-Priverno e Articolo Ventiquattro, ha deciso di partecipare a questo bando presentato il progetto Get Ap! per contribuire a contrastare il forte aumento dei fenomeni di discriminazione nel territorio.

Il territorio dell’Agro Pontino e del Sud Pontino, periferia rurale meridionale della regione Lazio, difatti si caratterizza per un crescente tasso di discriminazione rilevabile nella quasi totale assenza di servizi specifici dedicati alla crescente popolazione migrante; nei diffusi fenomeni di gestione illegale delle migrazioni e nella escalation di episodi di razzismo. La provincia di Latina è la seconda nel Lazio per numero di stranieri residenti (52.642 unità pari al 9,1% della popolazione) e negli ultimi tre anni il numero dei richiedenti asilo è aumentato.  Nonostante la situazione nel territorio non sono presenti servizi pubblici informativi e di orientamento per gli immigrati, anzi si sta diffondendo lo sfruttamento lavorativo e il caporalato, la gestione illegale del fenomeno migratorio per quanto riguarda l’accoglienza, i maltrattamenti e abusi, e il dato più allarmante è l’aumento degli episodi di razzismo (+400% rispetto al 2017, cfr. Cronache di ordinario razzismo) commessi dai giovani.

Dokita è presente in questo territorio dal 2017 con attività e progetti volti alle fasce più vulnerabili della popolazione per favorire la loro l’inclusione sociale e la tutela dei loro diritti. Nello specifico Dokita sta portato avanti progetti a favore di ragazzi disabili favorendo così la loro inclusione socio sociale; da anni inoltre è attivo uno Sportello Legale che offre agli immigrati assistenza e tutela legale e dei corsi di formazione per facilitare la loro inclusione alla vita socio economica del territorio.

Secondo Dokita i modi per contrastare questo fenomeno, promuovere le opportunità di partecipazione alla vita sociale e favorire un cambiamento culturale è, da una parte, aumentare le occasioni di approfondimento e scambio interculturale partendo soprattutto dalle scuole per dare maggiori strumenti di comprensione delle dinamiche di sviluppo globale, dall’altra consolidare, mettere in rete le organizzazioni egli enti della società e rafforzare i servizi per promuovere strategie di sviluppo del territorio e iniziative di cooperazione.

Attraverso questo progetto Dokita e le altre associazioni partner hanno previsto di:

  • coinvolgere i giovani delle scuole superiori di II grado di Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi e Formia, in percorsi di formativi e di sensibilizzazione;
  • Rafforzare i servizi locali di informazione, di tutela socio legale e di potenziamento associativo in favore dei migranti

L’obiettivo di queste attività è quello di sensibilizzare la cittadinanza sul tema della migrazione, agire sulla sensibilità delle nuove generazioni attraverso diverse attività, come sport e cultura per creare una società inclusiva e sostenibile; e favorire l’integrazione e l’inclusione nel tessuto socio economico dei migranti prevenendo così i fenomeni di sfruttamento

Progetto PONTI. Una vetrina per condividere i risultati e le esperienze

Da due anni Dokita è partner del progetto Ponti, promosso dalla ONG ARCS in Senegal per sostenere i piccoli produttori nella lotta contro la desertificazione, lo spopolamento e per differenziare le attività produttive.

Storicamente luogo di immigrazione dall’Africa Occidentale, il Senegal è ormai diventato un paese d’emigrazione. Tra i fattori che spingono a migrare, la scarsità di opportunità di impiego dignitoso, i cambiamenti climatici, la desertificazione e il conseguente deterioramento dell’ambiente. Dalle statistiche demografiche si evince che il 70% della popolazione ha meno di 30 anni e nella fascia d’età dai 20 ai 54 anni c’è un evidente deficit di popolazione maschile che migra altrove. Inoltre, un grave problema sociale è quello dei Talibè: minori provenienti da famiglie povere in aree rurali che vengono affidati alle Daara (scuole coraniche) e in cambio di vitto e alloggio sono costretti a mendicare. Infine, la discriminazione di genere nell’attribuzione di incarichi professionali qualificati e la scarsa capacità di assorbimento del mercato del lavoro ostacolano l’impiego femminile.

Questi giorni conclusivi del progetto sono ricchi di occasioni festa e di condivisione in cui, insieme ai partner di progetto, ai produttori, e alle tante organizzazioni della società civile attive sul territorio e alle autorità locali (Comuni, Camere dei Mestieri, ANPEJ) coinvolte nel percorso, abbiamo voluto creare una vetrina per portare a conoscenza delle comunità i risultati concreti del lavoro svolto insieme.

È stata un’occasione di scambio per capire insieme da dove ripartire, interrogandoci sui diversi ruoli degli attori coinvolti nella promozione di dinamiche di sviluppo locale.

IM-FORMATI – CONOSCERE PER SCONFIGGERE LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI IMMIGRATI

Progetto finanziato al

100%

CONTESTO

Tra le diverse province del Lazio, la Provincia di Latina si caratterizza come quella con la crescita di stranieri residenti più vistosa. Molto forte è l’impatto che questa presenza determina sul mondo del lavoro e, in particolare, diventa sempre più allarmante la connessione che essa ha con un’emergenza reale e drammatica quale è quella dello sfruttamento lavorativo e del caporalato, spesso gestito dalla criminalità organizzata.  Inoltre, una volta giunti sul territorio e dislocati nelle varie aziende, gli stranieri vengono spesso costretti a lavorare anche dodici ore al giorno, senza percepire stipendio per ripianare il debito contratto con i datori di lavoro o con gli intermediari.

Anche quando gli stranieri riescono a ricevere una retribuzione, si tratta in media di un compenso mai superiore a 3 euro all’ora. Tale situazione, risulta ancor più preoccupante ove sia messa in relazione con il fenomeno degli infortuni sul lavoro, correttamente denunciati o “invisibili”. Inoltre, un elevatissimo numero di infortuni si registra anche a seguito di incidenti stradali in itinere  avvenuti cioè nel tragitto casa-lavoro dal momento che i lavoratori stranieri, in particolar modo quelli impiegati nel settore agricolo, si spostano principalmente in bicicletta nelle ore più buie e in strade ad alta pericolosità.

IL PROGETTO

Con lo scopo di promuovere la tutela dei diritti sociali dei lavoratori stranieri nel territorio della Provincia di Latina e una migliore comprensione del fenomeno migratorio, Dokita, dal mese di gennaio 2016, è concretamente impegnata nella realizzazione del progetto IM-Formati,  finanziato dal Centro Servizi per il Volontariato (CESV-SPES). 

Il progetto interviene agendo sia in favore dei lavoratori stessi con servizi di assistenza e consulenza legale, sia in favore dei soggetti pubblici e privati interessati al fenomeno migratorio. Nello specifico si articola su tre azioni:

  • Consulenza legale gratuita per n. 50 immigrati. Per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori stranieri vittime di sfruttamento, si intende favorire la fruizione di servizi di consulenza legale gratuita, di accompagnamento e di assistenza legale. Tale servizio, per essere efficace, sarà messo in rete con altri servizi sociali territoriali (pubblici e privati) per garantire una maggior tutela dei beneficiari (ca.50) e la possibilità di non essere esclusi dal mercato del lavoro in caso, ad esempio, di denunce nei confronti dei datori;
  • Raccolta dati e realizzazione di un report. Approfondiremo, attraverso la compilazione di questionari somministrati a ca. 50 immigrati, la conoscenza quali-quantitativa del fenomeno dello sfruttamento lavorativo dei migranti per produrre un report descrittivo del fenomeno e sensibilizzare la cittadinanza e gli stakeholder sul tema al fine di creare un dibattito pubblico e trovare soluzioni concertate al problema. Il report sarà diffuso sui canali comunicativi di Dokita e dei partner di progetto;
  • Sensibilizzazione e diffusione risultati. Coinvolgeremo le autorità locali, le associazioni e la cittadinanza in una conferenza finale di approfondimento e dibattito sul tema dello sfruttamento lavorativo dei migranti al fine di creare consapevolezza e contribuire, così, a costruire le condizioni per una maggiore integrazione sociale ed economica dei lavoratori stranieri. Nel corso della conferenza saranno diffusi i dati raccolti nel report descrittivo prodotto

BENEFICIARI: 50 lavoratori immigrati

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INFORMAZIONI CAMPAGNA

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: Consulenza legale, Latina, Lavoratori, Migranti, Stranieri

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