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LA STORIA DI HOPE, BAMBINO “STREGONE”

Hope insieme alla cooperante che gli ha salvato la vita

Da qualche giorno girano sui Social Media delle immagini toccanti, che parlano da sole. Ci raccontano in silenzio una storia straziante, quella del piccolo Hope. La storia di Hope, (dall’inglese “Speranza”), ci arriva dal sud della Nigeria, nello Stato di Akwa Ibom, cittadina di Uyo.

Hope, girovagava da circa 8 mesi nel villaggio, nudo, denutrito, in fin di vita, sopravvivendo come poteva, rovistando fra gli scarti gettati in strada dai passanti. Fortunatamente, il bimbo è stato notato da una cooperante, che non ha esitato nel prenderlo in braccio e a portarlo presso l’ospedale più vicino, dove ha subito ricevuto le cure necessarie per eliminare i vermi che gli stavano mangiando lo stomaco, e un ciclo di trasfusioni per riportare nella norma i parametri vitali.

Di Hope si sa poco o nulla. La sua età, di circa 2 anni, è stata stimata dai medici che lo stanno curando, e il nome gli è stato attribuito dalla stessa cooperante al momento del ritrovamento. “Speranza” come auspicio che possa portare a questo bimbo tutte le gioie che la vita, almeno fino ad oggi, gli ha negato.

La volontaria rende noto che “Ora le sue condizioni sono stabili e continuano a migliorare, infatti, ha ripreso a mangiare e la cura sta avendo i risultati sperati. Oggi è un bambino forte e ci sorride. Non so proprio come descriverlo a parole. Questo è ciò che rende la vita così bella e preziosa, e quindi lascerò che le immagini parlino da sole”.  Due giorni dopo aver chiesto aiuto per le spese mediche di Hope, la cooperante ha ricevuto 1 milione di dollari in donazioni da tutto il mondo.

Hope è stato abbandonato dalla sua famiglia perché considerato “Ndoki”, un bambino stregone.  In alcuni Paesi dell’Africa occidentale, come la Nigeria, Somalia, Sudan e Congo, la credenza nell’esistenza della magia nera è ancora molto forte.  I bambini, dopo esser stati etichettati come stregoni, subiscono delle violenze inimmaginabili ed inaudite. Esorcismi, prigionia, fame forzata, pozioni “magiche”  fino ad arrivare all’abbandono o addirittura all’uccisione degli stessi da parte dei membri della comunità.

In Nigeria si stima che ogni anno siano circa 15mila i bambini abbandonati per questa ragione. In Congo si arriva a 25mila. 

Dokita onlus, in collaborazione con l’associazione locale “OSPEOR”, lavora da oltre venticinque anni per aiutare i bambini di strada nell’area urbana di Kinshasa. Ogni mese si stima  che 650 bambini finiscono in strada, molti con l’accusa di stregoneria. I bambini, una volta tolti dalla strada, vengono accolti ed inseriti in un programma di recupero. Il programma prevede un’assistenza sanitaria, un’assistenza alimentare e la possibilità di ricevereun’istruzione scolastica.  Attualmente il progetto dà sostegno a 148 bambini di strada o orfani bambini/ragazzi (30 interni e 118 esterni). Clicca qui per sapere di più sul progetto.

 

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