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Congo: mettere al mondo un figlio non deve più essere una condanna

Nel quartiere di Makala, alla periferia di Kinshasa, ogni nascita continua a essere una sfida contro il tempo, la povertà e la mancanza di cure adeguate. È qui che l’Ospedale Ngondo Maria, sostenuto da Dokita, rappresenta per migliaia di donne l’unica possibilità di partorire in sicurezza.

Ogni anno il reparto maternità accoglie tra le 2.500 e le 3.000 donne provenienti da contesti di estrema vulnerabilità. Molte di loro percorrono lunghi tragitti per raggiungere l’ospedale, spesso dopo giorni di travaglio o quando le complicazioni sono già gravi. In Congo, infatti, partorire in casa senza assistenza medica è ancora una realtà molto diffusa, soprattutto nelle aree più povere e prive di servizi sanitari adeguati.

Tra le tante storie che arrivano all’ospedale c’è quella di Grace, una giovane mamma di appena vent’anni. Dopo una gravidanza difficile, ha partorito in casa, come accade a molte donne della sua comunità. Ma qualcosa è andato storto: un’emorragia improvvisa, l’assenza di strumenti medici, nessuno in grado di intervenire. Grace non ce l’ha fatta. Ha lasciato una bambina che oggi cresce senza la sua mamma e una famiglia segnata dal dolore.

Ora la paura è tornata nella stessa casa. Danielle, la sorella di Grace, è alla fine della gravidanza e presto dovrà partorire. Il ricordo di quanto accaduto è ancora vivo e il timore che la storia possa ripetersi accompagna ogni giorno della sua attesa.

È per donne come Danielle che il lavoro dell’Ospedale Ngondo Maria è fondamentale. Nato nel 2006 nel comune di Makala, uno dei quartieri più poveri e popolosi della capitale Kinshasa, il centro è diventato negli anni un punto di riferimento sanitario essenziale per tutta la comunità.

Grazie al sostegno di Dokita e dei missionari della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, la struttura ha ampliato progressivamente i propri servizi: visite prenatali e postnatali, assistenza ai parti, servizi nutrizionali per bambini denutriti, trasfusioni di sangue, cure per malattie infettive e interventi chirurgici di emergenza.

Negli anni l’ospedale è stato potenziato con nuovi reparti, incubatrici, sale operatorie e servizi specialistici. Tuttavia le necessità restano enormi. Oggi il reparto maternità continua a lavorare in condizioni difficili e necessita di strumenti indispensabili per affrontare le emergenze ostetriche: letti da parto, aspiratori neonatali, saturimetri, kit per il parto, strumenti per la sterilizzazione e attrezzature salvavita.

In un Paese segnato da anni di instabilità, conflitti e povertà diffusa, sono soprattutto le donne e i bambini a pagare il prezzo più alto. Secondo le testimonianze raccolte da Dokita, molte morti materne potrebbero essere evitate con cure basilari, controlli durante la gravidanza e la presenza di personale sanitario qualificato al momento del parto.

Per questo il sostegno all’Ospedale Ngondo Maria significa molto più che acquistare attrezzature mediche: significa offrire una possibilità concreta di vita a migliaia di mamme e neonati.

Ogni nascita salvata è una famiglia che continua a sperare. Ogni parto sicuro è una comunità che guarda al futuro con maggiore fiducia. E ogni gesto di solidarietà può fare la differenza tra la vita e la morte.

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