Mi chiamo Anjali, vivo con mio figlio Ravi in un piccolo villaggio vicino a Nuzvid. La nostra vita non è mai stata facile. Dopo la morte di mio marito, ho cresciuto Ravi da sola, facendo lavori saltuari nei campi o come domestica, sempre con la paura di non riuscire a dargli nemmeno da mangiare.
Ravi ha sempre avuto un desiderio: andare a scuola. Ma non potevamo permettercelo. Non avevamo soldi per i libri, né per la divisa, né per il trasporto. Ogni volta che passavamo davanti alla scuola, lui guardava gli altri bambini con gli occhi pieni di sogni.
Poi è arrivata una notizia che ha cambiato tutto.
Grazie a una generosa donazione arrivata dall’Italia, attraverso Dokita, la scuola di Nuzvid ha potuto accogliere tanti bambini come Ravi. Hanno comprato banchi nuovi, materiale scolastico, quaderni, penne, zaini, e anche le divise.
Da quel momento, Ravi ha potuto iniziare a frequentare la scuola regolarmente.
Ogni mattina si sveglia presto, si mette la sua divisa con orgoglio e corre in classe. Quando torna a casa, mi racconta quello che ha imparato: l’inglese, la matematica, le scienze… Ha imparato anche a leggere da solo le storie!
I suoi occhi ora brillano di speranza.
Non so come ringraziare abbastanza chi ha reso tutto questo possibile. Una persona lontana, che non ci conosce, ha creduto in noi. Ha creduto che anche un bambino povero, in un villaggio sperduto dell’India, meritasse una possibilità.
Grazie. Dal profondo del cuore.
Grazie perché oggi mio figlio può studiare, può crescere, può sognare un futuro diverso.
Grazie perché, anche se viviamo in povertà, ci sentiamo amati e non dimenticati.
Che Dio benedica questa persona e tutti coloro che sostengono Dokita.
Continuate a portare speranza.
Perché dove chiama la Vita, voi ci siete davvero.
Con gratitudine,
Anjali