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Migranti, terremoto e solidarietà: storie di accoglienza reciproca

Nella Fattoria Sociale Montepacini 18 richiedenti asilo lavorano insieme a 16 ragazzi con disabilità intellettiva e motoria. Il terremoto del centro Italia aveva causato gravi danni alla struttura, ma grazie ai fondi di Dokita, la Fattoria Sociale ha potuto proseguire le sue attività.

Sono arrivati in Italia scappando da guerre, carestie e povertà. Hanno chiesto asilo al nostro Paese, ma oggi sono loro ad offrire sostegno ai sedici ragazzi con disabilità intellettiva e motoria delle Fattoria Sociale Montepacini di Fermo. Armati di pala e zappa, diciotto richiedenti asilo dello Sprar e del Cas (centro di accoglienza straoridinaria) del Comune lavorano ogni giorno i 13 ettari di terra, messi a disposizione dalla cooperativa La Talea e dalla onlus La Fattoria Sociale. Una storia di amicizia e accoglienza reciproca: i migranti hanno la possibilità di dare un contributo concreto all’intera comunità e, allo stesso tempo, riscoprono il calore e la gioia di far parte di una piccola famiglia. Michele, Vanessa e gli altri ragazzi ospiti del centro sono riusciti a restituire un senso di appartenenza a chi ha lasciato per sempre la propria patria.

Dopo il terremoto che ha devastato il centro Italia, Dokita si è immediatamente attivata per avviare una raccolta fondi da destinare all’assistenza delle persone con disabilità ospitate nel centro socio-educativo e riabilitativo della Fattoria Sociale Montepacini. Grazie al denaro raccolto, la struttura ha potuto proseguire le sue attività e ad accogliere anche due giovani disabili provenienti da Visso.

“Il progetto ha l’obiettivo di inserire i richiedenti asilo, che hanno dai 18 ai 40 anni, in un percorso formativo sull’agricoltura sociale”, spiega Marco Marchetti, portavoce della Fattoria Sociale. Insieme ai ragazzi con disabilità, i migranti lavorano la terra, potano gli alberi, fanno lavori di manutenzione e si dedicano all’orto. Tra poco torneranno ad occuparsi degli animali che hanno dovuto dare via dopo che il terremoto ha distrutto i loro ricoveri. “I migranti hanno costruito una recinzione per le galline e presto inaugureremo anche uno spazio per accogliere i cavalli e somari”.

Partecipano anche a laboratori musicale,  di cucina e sul cioccolato. “I richiedenti asilo cucinano spesso per noi: i risultati non sempre apprezzati da tutti, ma è momento di condivisione e di convivialità a cui nessuno vuole rinunciare”. Ma non solo. “Abbiamo creato una squadra di calcio, la Soccer Dream Montepacini. Tre ragazzi, provenienti da Gambia, Costa D’Avorio e Niger, sono diventati un punto di riferimento per tutti i nostri calciatori. La loro sensibilità permette ai nostri ragazzi con disabilità di esprimersi al meglio anche sotto il profilo sportivo. Noi non facciamo un campionato speciale per disabili, le squadre che affrontiamo sono formate da normodotati: per questo i nostri successi valgono doppio”.

Risultati del progetto a sostegno della disabilità infantile a Ebolowa

Si è concluso a Dicembre 2016 il progetto di erogazione di servizi socio-educativi per disabili presso il Foyer Père Monti a Ebolowa.

Il Centro, presente in Camerun dal 1984, si occupa di minori con disabilità nelle funzioni della voce, uditive, visive e dell’apparato motorio. I minori ospitati, circa 100, hanno un’età compresa fra i 4 e 17 anni. L’obiettivo del Centro è di favorire l’integrazione socio-economica dei minori con disabilità uditiva e motoria, attraverso servizi educativi e riabilitativi specializzati.

Il Foyer rappresenta ormai un importante punto di riferimento per la popolazione e per le istituzioni locali e le attività portate avanti da Dokita durante il 2016 hanno migliorato e ampliato i servizi già erogati sul territorio e ciò ha conferito ulteriore sostenibilità alla struttura.

 

I principali RISULTATI ottenuti durante l’anno 2015/16 sono stati:

  • Assistenza a 100 minori con disabilità uditiva e motoria con servizi educativi e socio-sanitari.
  • Erogazione di 5 corsi tecnici e professionalizzanti per 100 minori con disabilità auditiva e motoria.

 

Le ATTIVITA’ condotte a sostegno dei 100 minori con disabilità sono state:

  • Istruzione scolastica e formazione nel linguaggio dei segni, garantita da un direttore dell’insegnamento e da 7 insegnanti.
  • Distribuzione di 3 pasti giornalieri, grazie all’assunzione di una cuoca per il centro e all’acquisto di un’auto per il trasporto degli alimenti.
  • Accoglienza residenziale con 100 posti letti, ognuno dei quali dotato di un materasso con rivestimento impermeabile, 2 lenzuola ed una zanzariera.
  • Servizi di rieducazione uditiva e di riabilitazione motoria. Un esperto in audiometria ed un fisioterapista hanno condotto le loro attività per un periodo di 10 mesi (Novembre 2015-Settembre 2016) che stanno continuando anche per l’anno scolastico 2016-17.
  • Realizzazione di corsi di sartoria, avicoltura, muratura, calzoleria e piscicoltura. Tutte le attività sono state svolte con livelli di formazione diversa, in base all’età e alle classe dei bambini. Per la realizzazione dei corso sono stati acquistati: 20 macchine da cucire, cassette per gli attrezzi e grembiuli per ogni bambino (per il corso di sartoria); cassette per gli attrezzi e materiale tecnico per l’allevamento di 400 pulcini (per il corso di avicoltura); cassette per gli attrezzi e sacchi di cemento per la fabbricazione di mattoni in terra, cemento e sabbia (per il corso di muratura); cassette per gli attrezzi e materiale tecnico per la realizzazione di sandali (per il corso di calzoleria); cassette per gli attrezzi, materiale tecnico e 6 vasche per l’allevamento di pesci (per il corso di piscicoltura).

 

Nel 2016 il Ministero degli Affari Sociali ha classificato il Centro in seconda posizione nella massima categoria (categoria A), subito dopo l’Associazione Promhandicam di Yaoundé, sostenuta anch’essa dai frati della CFIC e specializzata per i malvedenti.

Infine, per il delegato regionale degli affari sociali, questo programma contribuisce a raggiungere uno degli obiettivi maggiori del Ministero degli Affari Sociali, cioé quello dell’integrazione socio-economica delle popolazioni socialmente vulnerabili di cui fanno parte i minori disabili.

 

REPORTAGE FOTOGRAFICO DEL PROGETTO

Terremoto Centro Italia & Emergenza Disabili: INIZIA IL PROGETTO

Da Ottobre a Dicembre 2016 Dokita è riuscita a raccogliere l’importo necessario per avviare il progetto a supporto della Fattoria Sociale di Montepacini, Centro Socio Educativo Riabilitativo diurno per giovani/adulti disabili. In questa struttura i ragazzi ospiti vengono seguiti da personale specializzato nel loro percorso di fisioterapia e/o di riabilitazione e hanno la possibilità di vivere e sperimentare esperienze costruttive a contatto con la natura e gli animali (pet therapy, onodidattica, ippoterapia, animali della fattoria) in modo da promuovere l’agricoltura sociale per l’inclusione di minori e giovani adulti disabili.

Dopo il sisma che ha colpito il centro Italia, la Fattoria ha subito ingenti danni strutturali che hanno limitato le attività riabilitative dei ragazzi ospiti. Dokita, in collaborazione con il Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale, ha attivato una raccolta fondi finalizzata:

  • All’acquisto di attrezzature sostitutive per far ripartire le consuete attività riabilitative, in particolare la ristrutturazione del’antico forno a legna e delle stallette degli animali.
  • All’ampliamento dei consueti laboratori riabilitative e ludico-ricreativi per offrire accoglienza alle persone vittime del sisma, in particolare ai bambini e disabili.

I beneficiari della campagna sono:

  • 16 ragazzi con disabilità seguiti quotidianamente dagli operatori della fattoria sociale
  • circa 100 ragazzi con diverse forme di disagio inseriti in attività stagionali
  • circa 30 bambini sfollati nel territorio circostante provenienti dalle zone colpite dal sisma. Per loro saranno realizzate, d’accordo con il Comune di Fermo, attività di accoglienza pomeridiana con attività ludico-ricreative e didattiche.

Nel mese di Febbraio 2017 i primi lavori di ristrutturazione avranno inizio, consentendo nel più breve tempo possibile la ripresa e l’ampliamento delle attività del Centro. Dokita, nei limiti delle proprie possibilità, ha deciso di dare un contributo concreto, seppur circoscritto, a chi sta vivendo dei momenti di difficoltà causati dalla tragedia del sisma. Se vuoi aiutarci, visita la pagina dedicata al progetto.

 

PACCHETTI PER BENE – VIENI A CONOSCERE I NOSTRI VOLONTARI

Per tutto il periodo natalizio, dal 7 al 24 Dicembre,  saremo presenti in più di 50 città italiane e in oltre 100 punti vendita Limoni, La Gardenia e Tigotà, con l’iniziativa “Pacchetti per bene”, per impacchettare i tuoi regali di Natale. All’interno di ogni negozio che ha aderito all’iniziativa, troverai uno o più corner attrezzati per il confezionamento dei tuoi pacchi di Natale.

Con una piccola offerta libera si potrà dare un contributo per garantire ai minori disabili in Camerun, istruzione, supporto nutrizionale e cure mediche.

In Camerun ricevere le giuste cure o andare a scuola non sono diritti primari ma lussi inaccessibili. Qui, il 23% delle persone che hanno dai 2 ai 9 anni vive con almeno un tipo di disabilità insorta, nel 65%, a causa di malattie come polio, malaria, lebbra, morbillo. Mali che, quando non uccidono, lasciano in eredità alle piccole vittime questa pesante condizione.

La tua attività diventerà un aiuto concreto per tanti bambini che avranno la speranza di un futuro migliore! Il tuo gesto d’amore, si rasformerà in cure, assistenza e istruzione per centinaia di bambini disabili in Camerun. Il dono più bello che i nostri bambini possano ricevere!

Scarica la lista dei punti vendita in cui saremo presenti per tutto il periodo Natalizio e vieni a conoscere i nostri volontari!

L’ESPERIENZA DEL TERREMOTO VISSUTA CON UN BAMBINO DISABILE

In questo articolo di Redattore Sociale Gabriella, mamma di Benedetta, una bambina autistica, racconta quanto sia “sconvolgente” l’esperienza del terremoto vissuta da una persona con disabilità.

“Venti secondi di discesa all’inferno, incapace di fare anche solo un passo per avvicinarmi a lei e abbracciarla. Benedetta era terrorizzata e urlava, irrigidita sulla sedia. Volevo prenderla per metterci sotto l’architrave della porta, ma tutto ballava così forte che ogni tentativo è stato inutile”. Inoltre la mamma aggiunge: “scappare è più facile dirlo che farlo con una persona autistica bloccata dalla paura. Non si muove, è sotto choc, il suo peso si triplica, non ha punti di riferimento, sembra non riconoscere ciò che la circonda, ti guarda con gli occhi sbarrati”.

Questa testimonianza ci ricorda che tra gli oltre 25.000 sfollati colpiti dalle scosse di terremoto che nell’ultimo mese hanno ripetutamente fatto tremare il centro Italia, le persone con disabilità sono le più vulnerabili. La loro prima difficoltà risiede nel riuscire a mettersi in salvo, ma successivamente gli ostacoli da superare sono molteplici, tra cui il reperimento di beni di prima necessità, l’accesso agli aiuti e rifugi, la perdita o danneggiamento dei propri dispositivi di assistenza ed infine il peggioramento di patologie causate dal trauma emotivo. La mamma di Benedetta infatti conclude spiegando come “un evento così pauroso rimane nei loro ricordi per mesi, anni, diventando l’ennesima stereotipia verbale che dobbiamo affrontare e che si somma a tutte le altre”.
Durante queste emergenze, inoltre, può aumentare il numero delle persone che sperimentano una nuova disabilità fisica o psicologica, sia di breve che di lungo periodo.

Per questi motivi Dokita ha attivato una raccolta fondi da destinare all’accoglienza e all’assistenza delle persone con disabilità attraverso strutture e professionisti specializzati nelle aree maggiormente colpite dal terremoto. Per sostenere altre persone che hanno vissuto la stessa tragedia di Benedetta e per dare il tuo contributo visita la nostra pagina dedicata all’emergenza terremoto.