progetti in corso

GET-AP!

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Strategie per una cittadinanza globale dell’Agro Pontino

Dokita è presente nel territorio Territorio dell'Agro Pontino dal 2017 con attività e progetti volti alle fasce più vulnerabili della popolazione per favorire la loro l’inclusione sociale e la tutela dei loro diritti.
Dokita in questi anni ha portato avanti progetti a favore di ragazzi disabili favorendo la loro inclusione socio sociale ed ha attivato con uno Sportello Legale per offrire agli immigrati assistenza e tutela legale. Da quest'anno ha deciso di offrire la sua esperienza per contribuire a contrastare i fenomeni di discriminazione, con particolare riferimento alle aree a più alto rischio di esclusione sociale promuovendo una migliore comprensione del fenomeno migratorio e delle connesse opportunità di sviluppo sostenibile locale e transnazionale.

Il territorio dell’Agro Pontino e del Sud Pontino, periferia rurale meridionale della regione Lazio, si caratterizza per un crescente tasso di discriminazione rilevabile in: quasi totale assenza di servizi specifici dedicati alla crescente popolazione migrante; diffusi fenomeni di gestione illegale delle migrazioni; escalation di episodi di razzismo.

La provincia di Latina è la seconda nel Lazio per numero di stranieri residenti (52.642 unità, +46,5% in 5 anni, pari al 9,1% della popolazione). Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi e Formia, dove si localizzerà l’intervento, contano complessivamente il 45% del totale provinciale dei migranti (cfr. ISTAT 2018). Negli ultimi tre anni sono aumentati anche i richiedenti asilo accolti nei CAS (da 500 a 3.500, dati Prefettura di LT) e negli SPRAR (418 ospiti a luglio 2018, www.sprar.it). Nonostante questi numeri, non sono presenti servizi pubblici informativi e di orientamento per gli immigrati e gli stranieri vivono in una condizione di dipendenza, scarsa conoscenza dei propri diritti, difficoltà linguistica e carenza di opportunità di crescita e scambio interculturale.

Sono ampiamente diffusi (ca 30.000 migranti coinvolti) lo sfruttamento lavorativo paraschiavistico e il caporalato (spesso collegati alla criminalità organizzata e alle agromafie) che controlla, attraverso filiere locali e transnazionali, ogni aspetto della vita dei migranti (ingresso, alloggio, trasporti, sanità, documenti), principalmente impiegati nel comparto agricolo e costretti, con la connivenza delle aziende, a lavorare con paghe orarie misere, versarsi i contributi, assumere sostanze dopanti per sopportare la fatica e vivere in ghetti o baraccopoli, senza riposo settimanale, per saldare l’ingente debito (anche 15.000,00€) contratto già pre-partenza con gli intermediari. La gestione illegale del fenomeno migratorio ha riguardato anche l’accoglienza di richiedenti asilo: maltrattamenti e abusi perpetrati in strutture sovraffollate e ai limiti della dignità umana e con gravissime carenze nell’erogazione dei servizi hanno determinato gravi ripercussioni per la vita di centinaia di richiedenti asilo.

Gli episodi di razzismo registrati nella provincia di Latina registrano una escalation (+400% rispetto al 2017, cfr. Cronache di ordinario razzismo) molto preoccupante anche perché perpetrati principalmente da giovani e spesso riconducibili a estremismi politici che stanno riemergendo in un territorio culturalmente ancora molto legato all’epoca fascista che ne ha forgiato la composizione sociale e la prevalente vocazione agricola (v. bonifica pontina). Decisamente insufficienti anche le azioni “preventive” poste in essere dalle scuole del territorio.

Contribuire a contrastare i fenomeni di discriminazione, con particolare riferimento alle aree a più alto rischio di esclusione sociale promuovendo una migliore comprensione del fenomeno migratorio e delle connesse opportunità di sviluppo sostenibile locale e transnazionale, a partire dalle specifiche dinamiche territoriali dell’Agro e Sud Pontino

 

Nello specifico, la strategia di intervento prevede di:

  1. coinvolgere la popolazione dell’Agro e Sud Pontino (ca 270.000 cittadini nelle 5 città coinvolte di Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi e Formia; di cui 94.500 giovani under 35), in particolare i giovani delle scuole superiori di II grado, in percorsi formativi e di sensibilizzazione, aventi lo scopo di comprendere le cause delle migrazioni, i problemi di integrazione, e le opportunità di migliorare lo sviluppo sostenibile (SDG 10.2) locale e dei paesi di origine, anche grazie ad attività di cooperazione. Agire sulle conoscenze e le sensibilità delle generazioni più giovani, anche attraverso sport e cultura, ha lo scopo di renderle partecipative alla creazione di una società globale inclusiva e sostenibile;
  2. potenziare e mettere in rete le OSC e gli enti che operano in favore dell’integrazione e dell’inclusione sociale dei migranti e attivi nel territorio dell’Agro e Sud Pontino con azioni di capacity building e attività di networking al fine di elaborare strategie concertate di sviluppo locale e, laddove possibile, anche transnazionale (con possibilità di esplorare strategie di cooperazione internazionale fra territori anche nella forma della cooperazione decentrata e del co-sviluppo);
  3. rafforzare i servizi locali di informazione (awareness raising), tutela socio-legale, di potenziamento associativo erogati in favore dei migranti nel territorio dell’Agro e Sud Pontino al fine di fornire ai migranti stessi strumenti di empowerment che favoriscano la loro positiva integrazione e inclusione nel tessuto socio-economico prevenendo altresì fenomeni di sfruttamento e vessazioni legate a uno stato di dipendenza e subordinazione, nonché sostenendone le capacità di auto organizzazione e di relazionarsi con le istituzioni, anche al fine di avviare attività di cooperazione internazionale (anche in collegamento con il percorso Summit delle Diaspore finanziato da AICS).
  • Centro Studi Politica Internazionale (CeSPI)

Il Centro svolge attività di ricerca, consulenza, formazione e divulgazione su alcuni temi centrali delle relazioni internazionali. Le sue aree di ricerca sono: la Cooperazione internazionale, finanza per lo sviluppo; la Cooperazione decentrata, cooperazione transfrontaliera, sviluppo territoriale; la Mobilità umana, transnazionalismo, co-sviluppo; L’Europa aperta e  L’Italia nel mondo. Queste tematiche hanno consentito al Centro di individuare per primo in Italia alcune tematiche emergenti che stanno in questi ultimi anni acquistando una rilevanza strategica sia nel nostro paese che in Europa. Il Centro ha condotto studi su:i processi migratori che interessano l’Europa e i processi di integrazione sociale ed economica; i rapporti tra migrazioni e sviluppo nei contesti di origine, di transito e di destinazione e sulle relative politiche; il tema degli strumenti finanziari per valorizzare il risparmio dei migranti; la ricerca sulla finanza per lo sviluppo, sulle interrelazioni dei diversi flussi finanziari internazionali e il loro impatto sui processi di sviluppo dei PVS e  sulla povertà. Il CeSPI ha anche creato un’area di studio specifica all’interno del “Programma Cittadinanza Economica dei Migranti” che coordina le diverse attività in questo campo.

  • Tempi Moderni

Tempi Moderni è un’associazione di promozione sociale, che si occupa di studi, ricerche, formazione e indagini di carattere scientifico su argomenti d’attualità e di interesse accademico. Si occupa anche di promuovere e pubblicare inchieste giornalistiche in grado di tenere insieme approfondimento, rigore metodologico ed espositivo. Promuove saggi e articoli, monografie e collettanee attraverso pubblicazioni, l’organizzazione di eventi specifici come seminari, corsi di alta formazione e master, in collaborazione con università ed enti di formazione e ricerca riconosciuti. Si profila infine come un centro di ricerca moderno capace di sostenere una ricerca libera, indipendente e innovativa sul piano metodologico e comunicativo.

  • Gruppo Umana Solidarietà (GUS)

Il GUS è nato nel 1993 da un gruppo laico di volontari, accomunato dalla voglia di portare aiuti umanitari in soccorso alla popolazione civile durante la guerra dei Balcani. Da allora, la ONG ha operato in diversi paesi del Sud America, in Sri Lanka, Nepal, Iraq, Tunisia, e nelle regioni italiane colpite da violenti terremoti. Gestisce centri di prima accoglienza e progetti SPRAR in sei regioni italiane. Tra queste il Lazio, dove dal 2014 opera in accordo con Prefetture e Comuni nell’ambito della prima accoglienza e dell’inclusione dei migranti, attraverso attività di supporto, di protezione, di tutela della persona e di formazione professionale. Dal 2016 ha avviato un esperimento di agricoltura sociale con il coinvolgimento di migranti e disabili psichici, con risultati molto promettenti e una lenta, costante crescita del lavoro. L’ambizione è quella di incardinare sull’agricoltura un piano di crescita solidale e sostenibile dell’intero corpo sociale.

  • Associazione Progetto Diritti onlus

L’associazione Progetto Diritti onlus, è impegnata da quasi trent’anni nella tutela dei diritti delle fasce sociali più deboli e nel contrasto di ogni forma di discriminazione. L’Associazione  promuove la cultura della solidarietà e della cooperazione tra l’Italia e i Paesi svantaggiati e in via di sviluppo, con particolare attenzione a quelli di origine dei migranti. Progetto Diritti opera sul territorio italiano nelle sedi di Roma, Terracina Ostia, Catania e Licata, e grazie al lavoro di avvocati e operatori socio-legali ogni anno svolge attività di consulenza e assistenza centinaia verso i cittadini stranieri nella risoluzione di problematiche amministrative e giudiziali connesse al soggiorno, ai ricongiungimenti familiari, all’acquisizione della cittadinanza italiana, al riconoscimento della protezione internazionale, e in materia di infortunistica sul lavoro.

  • Caritas Diocesana di Latina-Terracina-Sezze-Priverno

La Confraternita delle Stimmate di Cisterna è ente ecclesiastico gestore dei servizi caritativi della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Fra i servizi erogati vi sono: il Centro di prima accoglienza “Casa Betania”, la mensa Caritas “don Adriano Bragazzi” di Latina, la raccolta e distribuzione di generi alimentari alle famiglie indigenti del territorio, il Centro di ascolto Diocesano Caritas di Latina e una struttura di accoglienza notturna per i senza fissa dimora. Dal 2014, presso il Centro di ascolto della Caritas Diocesana, è stato avviato uno Sportello Legale per stranieri, gestito in collaborazione con l’Associazione Progetto Diritti, che offre consulenza legale nelle discipline del diritto penale, civile, amministrativo e del lavoro e consulenza e assistenza legale nel diritto dell’immigrazione. Dal 2016, la Confraternita è attiva anche con il progetto Presidio di Caritas Italiana nel territorio di Borgo Hermada (a Terracina) con servizi di tutela e orientamento a favore dei migranti vittime di tratta e sfruttamento.

  • Articolo Ventiquattro

Articolo Ventiquattro, è un’organizzazione di volontariato che svolge attività di ascolto e orientamento a tutela e difesa dei diritti delle fasce meno abbienti, presso lo sportello legale di Fondi (LT). Sin dalla sua costituzione ha attivato, all’interno della propria sede corsi di italiano per immigrati. Dall’aprile 2015 è entrata a far parte della rete “Scuole Migranti” e ad ottobre 2015 è stata riconosciuta Centro di preparazione e Sede d’esame CELI-Certificato di Conoscenza della Lingua Italiana dell’Università per Stranieri di Perugia. Collabora con la Caritas Diocesana dell’Arcidiocesi di Gaeta e con la Diocesi di Latina in attività di ascolto e consulenza legale per le persone meno abbienti. Grazie a finanziamenti pubblici e privati, ha collaborato, con altre associazioni attive nel territorio della provincia di Latina, in progetti volti a favorire la tutela e l’orientamento socio-legale dei migranti, delle persone meno abbienti, delle persone con disabilità. Nel 2018 ha organizzato la prima Festa dei Popoli di Terracina-Fondi.

Progetto realizzato con il finaniamnto dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

In partenariato con

Potenziamento del centro Maria Auxiliadora, Tegucigalpa

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 100.880

Totale finanziato:

€ 83.080

 

82%

Potenziamento del centro Maria Auxiliadora, Tegucigalpa, Honduras

Il Centro Maria Auxiliadora, situato nel quartiere Campo cielo, si situa nel contesto urbano periferico della capitale, fortemente caratterizzato dall’emarginazione economica e sociale in cui non sempre sono presenti i servizi pubblici di base, e i residenti presentano una forte vulnerabilità sociale.

L’offerta formativa del Centro Maria Auxiliadora dei Salesiani è orientata a fornire competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro così da ottenere persone formate e pronte per affrontare un’opportunità lavorativa concreta, riducendo così il rischio che vengano impiegate in attività criminali o di sfruttamento lavorativo.

Il presente progetto mira all’innalzamento delle opportunità di inclusione lavorativa in favore di soggetti vulnerabili (ragazze madri, adolescenti e giovani a basso livello educativo) residenti nel quartiere povero di Campo cielo della città di Tegucigalpa. Tale obiettivo sarà raggiunto attraverso il potenziamento delle attività formative offerte presso il Centro Maria Auxiliadora e tramite il supporto all’avvio di una piccola microimpresa cooperativa nel settore della pasticceria e panetteria.

  • Fornitura e posa in opera di materiali edili per l’adeguamento dei laboratori professionali.
  • Equipaggiamento dei laboratori professionali
  • Realizzazione dei corsi di formazione
  • Supporto tecnico per l’avvio di microimpresa cooperativa

600 soggetti vulnerabili (ragazze madri, adolescenti e giovani a basso livello educativo)

INFORMAZIONI PROGETTO

: Donne, minori, Honduras
: In corso
Finanziatore: Conferenza Episcopale Italiana

ACCESSO ALLA GIUSTIZIA PER LE PERSONE PRIVATE DI LIBERTA’ NEI CENTRI DI DETENZIONE IN HONDURAS

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 999.930

Totale finanziato:

€ 899.930

 

90%

Accesso alla giustizia per le persone private di libertá nei centri di detenzione dell’Honduras

Il progetto si sviluppa in tutto il territorio nazionale e soprattutto nei 28 municipi dell’Honduras con presenza dei centri di prevenzione di libertá.

Il progetto mira a migliorare l’acceso alla giustizia delle persone private di libertá attraverso un intervento integrale con l’obiettivo di:

  • Aumentare la conoscenza giuridica delle persone private di libertá e migliorare i processi di accesso alla giustizia e le opportunitá riabilitative.
  • Rafforzare il sistema integrale di giustizia attraverso la coordinazione interinstituzionale tra il settore pubblico e la societá civile.
  • Sviluppare le capacitá dei funzionari del sistema di giustizia con una visione di giustizia riparativa

8000 persone private di libertá e 800 funzionari del sistema di giustizia

INFORMAZIONI PROGETTO

: Carceri, Disabilità e Salute, Honduras
: In corso
Finanziatore: Unione Europea

TESSENDO SOLIDARIETA’

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 1.950.000

Totale finanziato:

€ 1.786.535

88%

Tessendo Solidarietà, Peru'

Nelle regioni dell’altopiano di Puno in Perù e di La Paz in Bolivia, la povertà rurale riguarda mediamente il 53% della popolazione, con punte del 75% nelle comunità più isolate. I problemi individuati e i bisogni affrontati riguardano: l’inefficienza dei sistemi di produzione nelle filiere delle fibre pregiate e dei prodotti di artigianato tessile, la frammentazione organizzativa e la debole associatività rurale di famiglie e comunità allevatrici e di organizzazioni artigiane e la  scarsa articolazione commerciale per l’accesso ai mercati locali, nazionali e internazionali.  Un ulteriore prolema è legato alle politiche pubbliche locali, regionali e nazionali che non promuovono adeguatamente la filiera tessile artigianale. Sebbene il settore costituisca un’attività distintiva e trainante dell’economia dei due paesi, entrambi leader mondiali nella produzione di fibra di alpaca e vigogna, gli investimenti pubblici orientati al sostegno alla produzione di filiera tessile sono molto limitati.

Il progetto intende affrontare il problema degli alti indici di povertà rurale, in particolare femminile, di famiglie, comunità e organizzazioni coinvolte nella filiera delle fibre pregiate e prodotti tessili. Il progetto si orienta a migliorare le condizioni di: famiglie e comunità allevatrici di camelidi sudamericani delle regioni di Puno in Perù e La Paz in Bolivia e di artigiane/i tessili di fibre pregiate. Il progetto prevede un incremento del reddito generato dall’aumento della produttività.

OBIETTIVI

Contribuire alla crescita economica inclusiva e sostenibile, a un’occupazione produttiva ed a un lavoro dignitoso nelle regioni dell’altopiano peruviano e boliviano di frontiera, con particolare attenzione all’equità genere e alla valorizzazione dell’identità culturale.

Potenziamento delle capacità produttive, commerciali e organizzative di famiglie, comunità rurali e organizzazioni che partecipano in maniera associata alle filiere delle fibre pregiate di camelidi sudamericani e dell’artigianato tessile con un approccio basato sull’economia solidale, la sostenibilità ambientale e l’equità di genere.

Beneficiari:

1.236 soci di 38 organizzazioni di famiglie, comunità e organizzazioni allevatrici in Perù;

2.490 soci di 2 organizzazioni di secondo livello di comunità e organizzazioni allevatrici in Bolivia.

612 soci di 47 organizzazioni di artigiane tessili del Perù di primo e secondo livello (85% donne).

2.404 artigiane socie di 8 organizzazioni di primo e secondo livello (90% donne).

6.842 famiglie coinvolte per un totale di 41.000 persone.

Sostieni il progetto

INFORMAZIONI PROGETTO

: Perù
: In corso
Finanziatori: Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo
Il progetto è stato promosso da: ProgettoMondo Mlal

NATUR-ABILITY

Budget

Valore complessivo del progetto:

209.652,80

Totale finanziato:

179.120,00

85%

NATUR-ABILITY

PERCORSI DI INCLUSIONE SOCIALE IN FAVORE DI GIOVANI CON DISABILITÀ NEL TERRITORIO DELL’AGRO PONTINO

Negli ultimi anni, a fronte di un esponenziale aumento dei fenomeni di multi problematicità entro i contesti sociali e famigliari, si è assistito a una progressiva erosione degli investimenti nel sociale. Questo quadro risulta essere particolarmente gravoso per le persone a maggior rischio di emarginazione, come i soggetti con disabilità certificata, in particolar modo intellettiva e disagio psichico. Secondo i dati ISTAT risulta che i 2/3 delle persone con disabilità sono fuori dal mercato del lavoro mentre solo il 3,5% sono occupati e il 0,9% in cerca di occupazione.

D’altra parte la presenza di alunni con disabilità nel sistema nazionale di istruzione è progressivamente aumentata nell’ultimo decennio, attestandosi nell’a.s. 2014/2015 specificatamente nella Regione Lazio intorno al 3,2%. A fronte di un maggior inserimento nel sistema scolastico, il percorso di inserimento nel contesto sociale e lavorativo appare particolarmente complesso per i giovani adulti con disabilità, soprattutto nei casi in cui le condizioni individuali e contestuali difficilmente pongono come possibili obiettivi futuri di occupabilità nel comune mercato del lavoro.”

Tale quadro è ancor più aggravato nel contesto di intervento del progetto Natur-Ability, che insiste su due Distretti Socio Sanitari della Regione Lazio e, più specificamente, il Distretto LT2 di Latina (comprendente i comuni di Latina, Pontinia, Norma, Sermoneta e Sabaudia) che conta un totale di 175.125 abitanti (Fonte Istat, 2016) e il Distretto LT4di Fondi-Terracina (comprendente i comuni di Fondi, Terracina, San Felice Circeo, Monte San Biagio, Lenola, Sperlonga e Campo di Mele) che conta un totale di 110.310 abitanti (ibid.). Le attività, infatti, si svolgeranno, come descritto in seguito, principalmente nei comuni di Terracina (46.039 abitanti) e Sabaudia (20.432 abitanti), ma il coinvolgimento attivo sia della Azienda Sanitaria Locale (vedi manifestazioni di interesse allegate) che degli Istituti Superiori dei due comuni coinvolti in partenariato esterno favoriranno una ricaduta dei benefici e un impatto territoriale molto vasto del progetto.

Il contesto in cui è localizzato l’intervento proposto, si caratterizza per una grave carenza di servizi pubblici e privati dedicati al target in oggetto, confermato anche dagli stessi operatori della Asl di riferimento. Pertanto, il progetto Natur-Ability diventerà un punto di riferimento non solo per le persone che nel Distretto vivono in una condizione di marginalità legata a un disagio psichico e/o fisico e, conseguentemente, per le loro famiglie, ma anche per le Istituzioni stesse del territorio che potranno contare su un servizio innovativo e funzionale a soddisfare un vacuum nei servizi alla persona.

Il progetto Natur-Ability sarà realizzato nell’area rurale dell’Agro Pontino. Un territorio agricolo, che grazie alla fertilità dell’area e al clima mite, ha permesso l’espansione produttiva e la nascita di nuove specie vegetali

Dokita vuole garantire con il progetto Natur-Ability un’attenzione a tutto tondo alla persona disabile vista come integrata in un territorio e in un ambiente naturale che devono essere valorizzati con l’obiettivo di promuovere percorsi di inclusione socio-lavorativa in un’area della regione così ricca dal punto di vista storico-naturalistico e così fortemente caratterizzata da gravi deficit nell’erogazione di servizi basilari alle persone con disabilità.

Il progetto ha come obiettivo

Ridurre il grado di emarginazione sociale delle persone con disabilità nel territorio della Provincia di Latina e di

Promuovere percorsi di inclusione sociale in favore di giovani con disabilità nel territorio dei Distretti Socio Sanitari di Latina e di Fondi-Terracina

I primi due mesi di progetto saremo impegnati nella selezione e presa in carico dei beneficiari in collaborazione con le istituzioni socio-sanitarie dei comuni di Terracina e Sabaudia, in provincia di Latina e con i nostri partner di progetto.

Nei successivi dieci mesi, Natur-Ability entrerà nel vivo con numerose attività formative, seguite da un competente staff di progetto (responsabile, psicologa, psicoterapeuta, educatrice, formatore, tutor, assistenti, …). In particolare:

  • Saranno sviluppati percorsi di terapia occupazionale con attività formative in materia di tecniche agricole e di allevamento a Sabaudia. Lo scopo sarà lo sviluppo e il mantenimento della capacità di agire del disabile, il miglioramento della sua salute e della qualità di vita, facilitandone la partecipazione alla società.
  • Sarà avviato un laboratorio di trasformazione dei prodotti alimentari a Terracina in cui i ragazzi impareranno l’utilizzo di un Banco Multifunzionale di ultima generazione per produrre diversi elaborati (confetture, sott’oli, sott’aceti, conserve, etc.) valorizzando prodotti tipici della tradizione gastronomica del territorio pontino.
  • Saranno realizzati due laboratori di educazione alimentare e cucina.
  • Sarà garantito un servizio continuo di sostegno psicologico e counselling familiare.
  • Verso la conclusione del progetto sarà attivato un servizio di counselling legale e orientamento al lavoro. È importante sottolineare che in ogni attività sarà favorita la relazione e lo scambio interpersonale del disabile con altre persone provenienti da realtà associative e istituti superiori dei comuni coinvolti.
  • Nel corso dell’implementazione del progetto i 15 destinatari saranno coinvolti nella produzione di un docufilm e nella realizzazione di eventi di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza.

Il progetto è rivolto a 15 giovani adulti tra i 18 e i 35 anni con disabilità lieve o medio-grave (es. disagio sociale, lieve ritardo cognitivo, psicosi temporanea, disagi relazionali, disturbo della personalità, ritardo mentale, sindrome di Down, etc.).

LE ASSOCIAZIONI PARTNER

 

 

 

Demetra: associazione di promozione sociale attiva a Terracina per la promozione dell’inclusione socio-lavorativa dei disabili attraverso la valorizzazione delle ricchezze naturali del territorio (https://www.facebook.com/demetraterracina/)

 

 

 

Associazione HAbitaTerra: associazione di Sabaudia impegnata da anni in attività di agricoltura sociale in favore di giovani con disabilità (https://www.facebook.com/Ass.HAbitaTerra/)

 

 

 

Articolo Ventiquattro: organizzazione di volontariato con sede a Fondi impegnata nell’integrazione e nella tutela legale delle fasce sociali meno abbienti (https://www.facebook.com/articoloventiquattro/)

INFORMAZIONI PROGETTO

: Disabilità
: In corso
Finanziatori: Regione Lazio

CORSO DI SARTORIA PER DONNE

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 6.149,00

Valore complessivo del progetto:

€ 4.990,00

82%

Corso di sartoria per donne

Pojuca è un municipio dello stato di Bahia, situato a circa 70 km dalla capitale Salvador de Bahia, con una popolazione totale di 36.000 abitanti. È uno dei municipi dello stato con maggiori disagi sociali tra i quali povertà e alti tassi di criminalità; si riscontrano anche alti livelli di disuguaglianza di genere sia per l’accesso all’istruzione che al mondo del lavoro. A Pojuca una parte cospicua della popolazione vive nelle favelas, in una condizione di forte deprivazione materiale e di mancanza dei più elementari servizi e beni di prima necessità.

In continuità con precedenti progetti realizzati a sostegno dell’Istituto IAMCA, il progetto mira a favorire l’accesso al lavoro di 20 donne in età lavorativa (dai 18 anni in su) di Pojuca, vittime di violenza e/o in situazione di disagio socio-economico. Questo attraverso un corso di formazione sulle tecniche di cucito, packaging e sull’utilizzo di macchinari (macchine da cucire, per stampe tessili e 3d) di tipo professionale al fine di realizzare prodotti ecosostenibili come borse, beautycase, cuscini, giochi per bambini da poter vendere successivamente nel mercato nazionale ed internazionale attraverso il sito web del negozio virtuale di “Donne Artigiane” realizzato nel 2016.

L’obiettivo dell’intervento è quello di valorizzare e incentivare il ruolo e la figura femminile nel contesto artigianale, promuovere l’occupazione e sostenere imprese femminili con azioni tese a combattere la disparità di genere legata a situazioni sociali, economiche e culturali.

Lo scopo è incentivare le donne ad avere una propria attività, assicurando loro l’opportunità di contribuire a sostenere economicamente la famiglia e allo stesso tempo di potere gestire in forma autonoma la propria vita sociale. Il solo fatto di far parte di questo progetto darebbe alle donne, che riacquisterebbero autostima, abilità oratorie e sicurezza di se stesse, importanti benefici a livello psicologico e sociale.

20 donne e ragazze di Pojuca provenienti dalle fasce meno agiate.

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INFORMAZIONI PROGETTO

: Brasile, Donne, Formazione
: In corso
Finanziatore: Caritas Italiana

PONTI: INCLUSIONE SOCIALE ED ECONOMICA, GIOVANI E DONNE, INNOVAZIONE E DIASPORE

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 2.000.000

Totale finanziato:

€ 1.800.000

90%

Progetto ponti: inclusione sociale ed economica, giovani donne, innovazione e diaspore

Storicamente luogo di immigrazione dall’Africa Occidentale, il Senegal è ormai diventato un paese d’emigrazione. Tra i fattori che spingono a migrare, la scarsità di opportunità di impiego dignitoso, i cambiamenti climatici, la desertificazione e il conseguente deterioramento dell’ambiente. Dalle statistiche demografiche si evince che il 70% della popolazione ha meno di 30 anni e nella fascia d’età dai 20 ai 54 anni c’è un evidente deficit di popolazione maschile che migra altrove. Inoltre, un grave problema sociale è quello dei Talibè: minori provenienti da famiglie povere in aree rurali che vengono affidati alle Daara (scuole coraniche) e in cambio di vitto e alloggio sono costretti a mendicare. Infine, la discriminazione di genere nell’attribuzione di incarichi professionali qualificati e la scarsa capacità di assorbimento del mercato del lavoro ostacolano l’impiego femminile.

Le attività previste dal progetto hanno l’obiettivo d’incoraggiare lo sviluppo locale sostenibile per il miglioramento delle competenze e la creazione di opportunità di impiego, soprattutto imprenditoria femminile. Le attività imprenditoriali supportate si propongono di promuovere e dare maggiore slancio a specifici settori economici che rappresentano sia un forte potenziale in termini di aumento del reddito, sia contribuiscono allo sviluppo di attività nuove.

  • Favorire l’acquisizione di competenze e promuovere la micro-imprenditoria e l’impiego dei gruppi più vulnerabili (giovani e donne) per creare nuove opportunità di lavoro e di investimento in settori produttivi ed economici sostenibili e ad alto valore aggiunto.
  • Facilitare il trasferimento di competenze e di capacità professionali e finanziarie delle diaspore nei settori economici identificati.

Beneficiari del progetto

5350 coltivatori, allevatori, operatori in ambito rurale
5000 migranti in transito
240 persone di cui almeno la metà donne formate su servizi alle imprese
140 talibè
40 operatori e operatrici delle organizzazioni
30 giovani formati come operatori

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INFORMAZIONI PROGETTO

: Migranti, Minori, Senegal
: In corso
Finanziatore: Ministero dell’Interno

PROGRAMMA DISABILITA’ CAMERUN

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 80.000

Totale finanziato:

€ 10.000

12.5%

Programma disabilità Camerun

Dokita, presente e operante in Camerun da più di vent’anni, in stretta collaborazione con la Promhandicam-Association, ha dato vita a numerose iniziative a sostegno di bambini disabili per combattere la loro esclusione sociale, promuovendone la partecipazione alla vita socio-economica e culturale della comunità tramite la riabilitazione e la prevenzione socio-sanitaria, l’educazione scolastica e la formazione professionale. La linea strategica degli interventi realizzati è quella di promuovere l’integrazione e la partecipazione di persone disabili, tramite il supporto e potenziamento di strutture già esistenti ed operative nei territori di riferimento.

Adulti e bambini che ricevono servizi fisioterapici
Bambini che ricevono supporto scolastico e didattica speciale
Bambini accolti nei centri residenziali

Centri e servizi

Il Centro “Foyer dell’Espérance. Centre de réhabilitation” di Sangmélima è stato creato nel 1982 inizialmente per assistere le persone colpite dalla poliomielite, attualmente assiste gli orfani, i ragazzi/e maggiormente vulnerabili, e giovani con disabilità motorie e/o lievi ritardi mentali. Il centro offre un servizio residenziale per 30 ragazzi (tra i 5 e i 18 anni, di cui 25 con disabilità).

Dal 1984 Dokita Onlus è presente a Ebolowa con il Centro “Foyer Père Monti” che si occupa di minori con disabilità nelle funzioni della voce, uditive, visive e dell’apparato motorio. I minori ospitati presso il centro hanno un’età compresa fra i 4 e 17 anni. Il centro conta 80 iscritti, 73 con disabilità uditiva (91%) e 7 con disabilità motoria (9%). L’obiettivo di questo progetto è di favorire l’integrazione socio-economica dei minori con disabilità uditiva e motoria, attraverso servizi educativi e riabilitativi specializzati.

Oltre ad essere dotato di un centro audiometrico e di una sala di riabilitazione fisioterapica, Il Foyer Père Monti gestisce una scuola con insegnanti specializzati nell’insegnamento a persone diversamente abili. Il Centro offre inoltre un servizio residenziale per l’intera durata dell’anno scolastico (9 mesi).

L’accoglienza residenziale comprende la colazione e la pulizia personale, l’attività scolastica, il pranzo, l’attività di recupero scolastico, la formazione professionale, la pulizia dei propri abiti e della biancheria personale, l’aiuto alla cura e alla gestione del centro, proporzionalmente all’età. Il fine settimana è dedicato ad attività ricreative (visione di film e cartoni animati, organizzazione di feste e festività, attività teatrali e ludico-sportive), nonché la visita dei parenti. La scuola comprende 4 livelli, dalla scuola materna a al Corso Medio II.

Il centro è impegnato anche in attività di coinvolgimento delle autorità locali e della popolazione locale con attività di sensibilizzazione, al fine di tenere la comunità intera aggiornata sullo svolgimento dei lavori e sulle nuove possibilità di accoglienza del centro. Oltre ai beneficiari diretti che sono i minori accolti nel Centro, il progetto ha come beneficiari indiretti anche le loro famiglie, che vedono aumentate le capacità e le opportunità di integrazione sociale dei loro figli, e le autorità locali e i servizi sociali, che beneficiano del servizio erogato in un contesto di scarse risorse e opportunità sanitarie ed educative.

Il centro “Promhandicam” di Yaoundè gestisce l’unica scuola per bambini ciechi in Camerun che nel corso degli anni è stata trasformata in una scuola integrata per favorire l’integrazione sociale dei bambini ciechi e con disabilità motoria che frequentano la scuola insieme agli altri bambini normodotati. Essa comprende le sei classi del ciclo elementare alla fine del quale si ottiene il diploma di Fine Studi Elementari (CEP). Il Centro attualmente conta un effettivo di 140 alunni di cui 61 con disabilità fisica o psichica, e 79 bambini e giovani che non presentano problemi particolari.
I bambini ciechi studiano col metodo Braille; alla fine del secondo anno si insegna loro a utilizzare la macchina da scrivere/computer, oltre a nozioni di mobilità, di orientamento, e ad utilizzare il bastone bianco. Obiettivo ultimo è quello di preparare i bambini a vivere in modo autonomo nella loro vita quotidiana.

Il Braille è l’alfabeto e metodo di scrittura/lettura usato dalle persone cieche ed ipovedenti. Ufficialmente inaugurato durante la Giornata Mondiale della Vista il del 2003 (il 9 ottobre) il Centro di Produzione è un’estensione della Scuola per Bambini Ciechi. Grazie all’utilizzo di un software di sintesi vocale e uno schermo Braille, anche persone cieche possono lavorare alla produzione dei libri di testo.  Inoltre, con la recente connessione ad Internet senza filo, i trascrittori sono adesso capaci di cercare dei testi su Internet e scaricare parti di un documento o l’intero testo. Con questo metodo il tempo di produzione per scrivere un libro diminuisce. Una volta trascritto il libro viene stampato direttamente in braille grazie a delle stampanti speciali (“stampanti braille”).

INFORMAZIONI PROGETTI

: Camerun, Disabilità, Disabilità e Salute, Minori
: In corso
Finanziatore: Donatori privati

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REALIZZAZIONE CAMERA MORTUARIA DELL’OSPEDALE NGONDO MARIA

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 154.462,23

Totale finanziato:

€ 121.012,23

78%

Realizzazione della camera mortuaria dell'Ospedale Ngondo Maria

La Repubblica Democratica del Congo è un Paese dell’Africa centrale. La  speranza di vita alla nascita è di 58 anni e il tasso di mortalità materna e infantile è molto alto. La zona di intervento è il comune di Makala dove emerge  la necessità di attivare un servizio di conservazione delle salme, in quanto  nella zona non era presente un obitorio.

Dokita Onlus supporta il centro ospedaliero Ngondo Maria realizzando una camera mortuaria (struttura e attrezzature). L’obiettivo è quello di diversificare la propria offerta di servizi e la loro qualità. Dato che in Africa i riti funebri durano diversi giorni, i corpi dei defunti vengono lasciati incustoditi e questo causa problemi di tipo igienico. Dokita Onlus ha deciso di investire sulla costruzione di una camera mortuaria e di un muro di cinta. Il centro ospedaliero non solo assicura la gestione dei decessi avvenuti ma sarà a disposizione di tutta la popolazione residente, che avrà,  la possibilità di usufruire di una struttura per la conservazione delle salme e di spazi idonei alla pulizia e preparazione delle stesse. Dokita Onlus inoltre garantirà la formazione del personale che si occuperà della gestione della camera mortuaria.

circa 3.650 corpi/anno (in media 10 al giorno) –  la popolazione del comune di Makala (330.204 abitanti) di  Funa (1.768.505 abitanti) e di Mont Amba (1.822.130 abitanti)

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INFORMAZIONI PROGETTO

: Congo R.D.
: In corso
Finanziatore: Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

CONTRASTO ALLA MORTALITÀ FETO-INFANTILE POST EBOLA

Contrasto alla mortalità feto infantile post ebola

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 79.580,00

Totale finanziato:

€ 58.780,00

75%

Il virus Ebola che ha colpito l’Africa Occidentale a partire dal 2014 si è rivelata una delle peggiori epidemie degli ultimi vent’anni. In Sierra Leone l’emergenza ebola ha accresciuto la già altissima mortalità feto-infantile e infantile dovuta ai fattori di rischio molto diffusi nell’Africa occidentale e centrale, quali la malaria, la dissenteria, e la polmonite. Nella fase più acuta dell’epidemia circa 2,5 milioni di bambini sotto i 5 anni sono stati esposti al rischio di contagio da Ebola nell’area di maggiore intensità virale (Sierra leone, Guinea e Liberia). Oggi in Sierra Leone, nonostante vi sia una attenuazione del virus, perdura un’alta mortalità infantile pre e post natale (128 neonati morti ogni 1.000), molto spesso dovuta al fatto che le giovani madri sono, senza saperlo, portatrici sane di Ebola. Nell’ambito dell’attuale fase le autorità locali e gli organismi internazionali raccomandano il veloce potenziamento dei presidi di neonatologia sul territorio, in grado di contrastare i fattori di rischio e soprattutto ridurre la mortalità post-parto.

Il progetto ha lo scopo di attivare, in stretta collaborazione con Scuola Infermieri Professionali statale di Makeni, un presidio stabile di neonatologia presso il Dipartimento Materno – Infantile dell’Ospedale Holy Spirit, principale riferimento sanitario della città di Makeni capoluogo del Distretto di Bombali.

  • acquisto della strumentazione necessaria al funzionamento della neonatologia:
    • – una pompa di infusione neonatale,
    • – un apparecchio monitoraggio cardiopolmonare
    • – una incubatrice neonatale;
  • formazione specialistica di 10 infermieri;
  • attività di informazione e sensibilizzazione verso la popolazione locale.

Beneficiari del progetto

150 neonati
150 madri
10 infermieri

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INFORMAZIONI PROGETTO

: Emergenze Umanitarie, Risposta alle Emergenze, Sierra Leone
Stato progetto: in corso
Finanziatore: Tavola Valdese