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FILIPPINE. GRANDE PARTECIPAZIONE ALLE GIORNATE DI SIMULAZIONE DEL RISCHIO CATASTROFE AMBIENTALE

 

Il 16 e il 17 aprile rispettivamente a Banahao e a Bagua, nel  municipio di Guiuan, nelle Filippine, si sono svolte due giornate di simulazione del rischio di catastrofe ambientale,a  conclusione del corso di formazione teorico-pratico specifico sulla prevenzione e riduzione del rischio.

Alla simulazione hanno partecipato tutti i membri delle comunità, dai bambini agli anziani, in un clima sereno e gioioso, senza però dimenticare l’importanza di assimilare delle regole ben precise da poter successivamente mettere in pratica nei momenti di emergenza. Tra i tanti, alla simulazione, hanno partecipato Alfonso Cilento, Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Dokita e Davide Bonechi, responsabile dei progetti di Cooperazione di Dokita nelle Filippine.  

Le attività svolte fanno parte del Progetto che Dokita sta portando avanti, anche grazie al contributo della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, allo scopo di contribuire alla riduzione della vulnerabilità in caso di disastri naturali delle comunità di Bagua e Banahao.

Per tale ragione, si stanno coinvolgendo tutti gli abitanti delle due comunità in corsi di formazione e giornate di simulazione, al fine di preparare la popolazione a rispondere con prontezza a future catastrofi ambientali. Inoltre, il Progetto si sta occupando anche dell’aumento della resilienza delle infrastrutture. A tale scopo sarà riabilitata una scuola a Bagua, resa inagibile dal passaggio del Tifone Hayan e si sta portando a termine lacostruzione di un Centro polifunzionale a Banahao che fungerà da scuola e da centro di evacuazione, nelle situazioni di emergenza.

Sono ormai più di due anni che Dokita è impegnata in prima linea nelle Filippine, per offrire un sostegno integrale alla popolazione locale, già colpita dal tifone Hayian nel novembre del 2013, garantendo cure, cibo, accoglienza, e strumenti per rilanciare le attività produttive locali. Clicca qui per sapere di più sul progetto.

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CONTINUA L’IMPEGNO VERSO L’ACCOGLIENZA DI MIGRANTI E RIFUGIATI

Dokita ha compiuto un altro passo nel suo impegno verso l’accoglienza di migranti e rifugiati. Dopo l’entrata della nostra associazione nella Rete Scuolemigranti, Dokita ha firmato un protocollo di collaborazione con il Centro Provinciale di Istruzione per Adulti di Formia, competente anche sul territorio di Terracina.

Un’ulteriore opportunità per gli stranieri che partecipano ai nostri corsi gratuiti di italiano, che al termine del corso potranno ricevere un’attestazione del livello di conoscenza della lingua italiana riconosciuta dal Ministero dell’Interno e necessaria per l’ottenimento del permesso di soggiorno di lungo periodo (“carta di soggiorno”).

Inoltre, il 20 aprile Dokita ha partecipato ad un incontro sul tema “Scuole aperte al territorio. Pratiche di inclusione di studenti e genitori stranieri”, in cui è emersa la necessità di creare un coordinamento forte tra scuole, associazioni di volontariato ed enti pubblici che porti alla creazione di un sistema di pratiche condivise e scambio in grado diaffrontare con efficacia i principali problemi delle seconde generazioni migranti:l’ostacolo linguistico e la socialità dei bambini fuori e dentro la scuola.

Accogliere chi vive in uno stato di necessità e dolore è un dono e noi vogliamo custodirlo al meglio, offrendo il massimo della qualità e della competenza nei servizi che eroghiamo.

DOKITA E LA CFIC INSIEME PER I BAMBINI DELLA NIGERIA

 

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Lagos (Nigeria): la struttura già a disposizione per essere adeguata ad accogliere la scuola materna

Quando parliamo delle “sette sorelle” ci riferiamo ad altrettante multinazionali del petrolio che dominano la scena mondiale dell’energia. In ambito cristiano sono conosciute le “sette chiese” che nel libro biblico dell’ Apocalisse sono destinatarie di lettere audaci che non lasciano spazio a tiepide interpretazioni.

Raccontiamo qui, invece, il caso di sette-chiese-sorelle che il 15 maggio il vescovo Lauro Tisi  proclamerà “unità pastorale”: sono le parrocchie di Cles, Tassullo, Tuenno, Nanno, Pavillo, Rallo e Mechel.

Si tratta di una rivoluzione pastorale che, in tempi di profondi cambiamenti a tutti i livelli, non suscita poi tanto scalpore. Del resto, tre di quei comuni, effettuata la fusione, in questi giorni votano per un unico sindaco. Ogni passaggio, anche sul piano ecclesiale, esige scelte forti che segnano la strada e dei gesti che generano una visione comune. Proprio con l’avvio ufficiale della nuova unità pastorale le sette-chiese-sorelle hanno unito i loro sforzi a favore di una nuova parrocchia di Lagos (Nigeria), città che oggi ha venti milioni di abitanti, ma che saranno il doppio nel 2050. Serve poco sforzo per immaginare i problemi urbanistici, sociali, educativi e sanitari di una metropoli del genere.

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Fratel Ruggero con due ragazze della parrocchia, orfane, con nel cuore il desiderio di un futuro buono per la loro vita

Visitando la  parrocchia pochi mesi fa, ho constatato le sfide che stanno davanti ad una comunità che muove i primi passi in un quartiere periferico, abitato da immigrati provenienti da altre regioni del più popoloso paese africano. Il quale, si sa, attraversa una grave crisi sia per la presenza degli islamisti di Boko Haram che nel nord terrorizzano i villaggi sia per il venir meno, a sud, dei profitti dal principale settore produttivo, il petrolio. Come abbiamo ormai imparato, se l’emigrazione interna non produce gli attesi benefici, il passo verso l’emigrazione in Europa è breve. In una simile situazione si deve fare quanto proclamano in tanti, ma forse fanno in pochi: realizzare sul posto opere capaci di aggregare le persone e generare sviluppo, anche con l’obiettivo di limitare questo crescente esodo. Che per molte ragazze è addirittura una vera e propria tratta. Facendo tesoro della storia pastorale trentina – le parrocchie in tempo di crisi e di emigrazione promossero gli “asili infantili” – abbiamo dato la nostra disponibilità alla parrocchia di Lagos per sostenere l’istituzione di una scuola materna vicino alla chiesa.Col doppio effetto di aiutare i bambini e di affiancare le famiglie in una fase così delicata della loro vita.

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La chiesa parrocchiale dedicata a Nostra Signora della Misericordia a Lagos

Il Consiglio Pastorale, facendosi portavoce dell’intera “Unità pastorale Santo Spirito” (dal nome dell’antico lago lambito dai confini delle parrocchie nonese) ha manifestato la volontà di appoggiare l’iniziativa, primo gesto di carità di una comunità cristiana che vuole così “benedire” il futuro cammino insieme. Nell’anno del Giubileo della Misericordia quest’opera rappresenta una risposta all’invito di papa Francesco a lasciare un segno che rimanga come testimonianza. Anche se non sarà in Val di Non, esso resterà in Nigeria nella parrocchia dedicata proprio a “Nostra Signora Madre di Misericordia” a perenne memoria di una fraternità che non ha confini.

La realizzazione sarà resa possibile da un’azione congiunta con l’organizzazione Dokita, già presente in Nigeria a fianco della Congregazione di Padre Monti che ha la cura pastorale della parrocchia africana, con particolare attenzione per i malati e i ragazzi più bisognosi.