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NATUR-ABILITY: UNA NUOVA STAGIONE, MA NON CAMBIAMO PROGRAMMA!

L’avventura di Natur-Ability è nata quasi quattro anni fa. Eravamo a Terracina (per chi non la conoscesse, una città della Riviera d’Ulisse che si affaccia sul Mar Tirreno proprio all’altezza delle isole pontine: Ponza, Ventotene, Palmarola e Zannone). Era l’autunno del 2016, periodo in cui per chi vive nelle città di mare, la carica energetica accumulata nella bella stagione chiede di essere riconvertita e messa in circolo per continuare ad alimentare con la sua linfa vitale anche le giornate più corte e buie. Ci siamo ritrovati così, semplicemente, intorno a un tavolo con un gruppo di amici, amici di amici, amici-parenti: ci siamo raccontati le nostre esperienze lavorative e associative al fianco delle persone con disabilità.

Erano tutte storie belle, di associazionismo, di generosità, di cura dell’altro, di respiro locale, nazionale e internazionale. Non ci conoscevamo già abbastanza, ma si capiva che qualcosa in più del semplice impegno filantropico ci univa e che se avessimo potuto lavorare assieme, probabilmente, saremmo stati in grado di mettere a frutto qualcosa di più grande della somma delle nostre attività.

Non è passato molto che l’occasione giusta ci si è presentata davanti: era un bando della Regione Lazio, finanziato da fondi europei, che si addiceva proprio al caso nostro. Abbiamo risposto con tutte le nostre energie: abbiamo dovuto lavorare molto, incontrarci sempre più frequentemente, fondere e modellare competenze già in campo e sogni da inseguire, incontrare autorità e istituzioni locali per comprendere un territorio complesso per mille aspetti, fra cui proprio quello sociale. Abbiamo cercato di capire come con le nostre limitate forze di enti del Terzo Settore avremmo potuto sopperire alle troppe carenze strutturali registrate nelle nostre zone di intervento della provincia di Latina (in particolare Terracina e Sabaudia).

Il risultato dei nostri sforzi è stato il progetto Natur-Ability: percorsi di inclusione in favore di giovani con disabilità nel territorio dell’Agro Pontino. Abbiamo dovuto aspettare fino al mese di settembre del 2017, ma finalmente la Regione Lazio ci fece sapere che la nostra idea era piaciuta e che nel giro di qualche mese (precisamente nel mese di marzo 2018) avremmo potuto iniziare a lavorare assieme! L’emozione era tanta, così come il lavoro che ci si profilava davanti. Non eravamo più un gruppo di “amici di amici”, ma partner di un progetto che ci avrebbe visto lavorare fianco a fianco per gli anni a venire…infatti, nel 2019 ci fu finanziata anche la seconda annualità del progetto, conclusasi solo lo scorso aprile, in piena emergenza COVID!

I nostri nomi erano Dokita onlus, Demetra, HAbitaTerra, Articolo Ventiquattro, ma i veri protagonisti di questa avventura sono stati Alessia, Antonio, Daniele, Enrico, Eric, Erica, Gabriella, Gianluca, Gianmaria, Jacopo, Karina, Lassana, Luca, Simone… Non sono certo mancati gli imprevisti e le difficoltà, come in ogni avventura che si rispetti, ma l’entusiasmo che abbiamo visto negli occhi dei ragazzi che hanno preso parte al progetto, la coesione del loro gruppo, la gioia con la quale hanno accolto ogni novità loro proposta sono stati il motore di ogni entusiasmante giornata trascorsa con loro così come della più fredda attività di programmazione e gestione del progetto.

Voi lettori, avete potuto seguire i tanti episodi di questa avventura raccontati di volta in volta su questa rivista, sui nostri social, nelle newsletter, sul nostro sito: i laboratori teorico-pratici in materia di tecniche agricole e di allevamento, di trasformazione dei prodotti alimentari, di educazione alimentare e cucina, di cura dell’asino e del suo habitat; e poi gli eventi pubblici di divulgazione del progetto, le attività di coinvolgimento delle scuole superiori e le nostre campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e ai nostri sostenitori culminate nel docufilm intitolato “Natur-Ability: una ricetta per l’inclusione” (https://www.youtube.com/channel/UCCkBdKBCGeRT6wt2dhtq0YA/featured) e nei più recenti video “Il mondo al contrario: includere si può” (https://www.youtube.com/watch?v=QwGeHOKH5P4) e “Le dieci regole da seguire ai tempi del Coronavirus” (https://www.youtube.com/watch?v=k-C9hFicHcY). Dietro a tutto questo, un selezionato team di psicologi, psicoterapeuti, educatori, assistenti sociali, avvocati, videomakers, progettisti, esperti in comunicazione che hanno garantito un continuo lavoro di presa in carico e cura della persona, di counselling psicologico e familiare, di counselling legale e di orientamento al lavoro e di ricaduta territoriale delle azioni.

Cari lettori, non sappiamo se siamo riusciti sempre a trasmettervi l’emozione che guidava il nostro impegno, se siamo stati in grado di farvi arrivare, ovunque voi vi troviate, l’importanza di questo tipo di lavoro per il tipo di territorio nel quale operiamo. Un territorio forse noto per la sua vocazione turistica, ma tremendamente deficitario per quanto riguarda la sua capacità di inclusione dei suoi stessi cittadini e cittadine in condizione di marginalità sociale.

Per due anni, grazie al sostegno economico della Regione dedicato proprio alle aree più marginali del Lazio, siamo stati al fianco non solo dei ragazzi (tutti giovani disoccupati con disabilità certificata di età compresa fra i 18 e i 35 anni di età) che ogni mattina si sono potuti svegliare con un obiettivo da perseguire e con un senso da dare alla loro giornata. Siamo stati al fianco anche di intere famiglie che hanno potuto vedere alleviato il loro carico emotivo legato alla difficoltà di elaborare la discrepanza fra figlio immaginato e figlio reale, a sentimenti di inadeguatezza e frustrazione dovuti alla mancanza di servizi e risorse nonché alla destabilizzazione psicologica dovuta alla riorganizzazione delle proprie abitudini che la presenza di un figlio con disabilità comporta. Non abbiamo voluto lasciarli soli nemmeno in quest’ultima fase di isolamento forzato legato all’emergenza sanitaria e siamo riusciti, grazie alla tecnologia, a entrare nelle case di ciascuno e garantire una nostra presenza e un nostro accompagnamento costante…oltre a tanti, tanti sorrisi!

Un lavoro sinceramente apprezzato anche dalla Regione Lazio, attraverso il suo referente (dott. Fabio Faina) che ci ha monitorato e seguito in ogni fase operativa in questi due anni di finanziamento e che non è voluto mancare nemmeno il giorno del suo compleanno al saluto finale che ci siamo dati tutti via Skype (https://www.youtube.com/watch?v=q9Vj5E_Zocg). Un lavoro stimato e atteso anche dalle autorità locali che hanno sempre preso parte alle nostre iniziative pubbliche.

Ci troviamo ora alla fine di una stagione di questa fantastica avventura, durata due anni, e non intendiamo arrenderci alle difficoltà legate all’assenza di finanziamenti pubblici per poter dare continuità a un sostegno che ci viene richiesto da più fronti, in primis dai ragazzi e dalle loro famiglie. Se un progetto è potuto iniziare quasi per caso sull’onda di una carica energetica positiva, ancor di più ora, carichi delle esplosive energie di vita che questi fantastici ragazzi ci hanno trasmesso in questi due anni non intendiamo sospendere ciò che nel tempo si è sviluppato in un vero e proprio programma: includere si può! Anzi si deve!! Con l’aiuto di tutti, noi ci saremo ancora!

LE PAROLE SCONOSCIUTE

Gli ultimi vent’anni sono stati decisivi per la storia migratoria nel nostro Paese: gli stranieri sono infatti passati da 500mila a 5 milioni. L’Italia è uno dei cinque paesi, insieme alla Germania, Gran Bretagna Francia e Spagna, con la maggiore concentrazione di popolazione straniera: ad oggi quasi il 9% della popolazione residente nel nostro paese è immigrata.

In questi anni l’Italia ha visto anche uno sviluppo della loro partecipazione all’interno della società. Ormai infatti vengono considerati parte del tessuto sociale ed economico italiano e il loro radicamento territoriale e sociale dimostra che l’Italia viene considerato un paese dove costruire un nuovo futuro. La maggior parte della popolazione straniera si è inserita nel tessuto sociale in maniera sempre più strutturale costituendo delle reti migratorie, volte a favorire la loro integrazione sia a livello sociale che lavorativo.
Per quanto riguarda il contesto sociale, spesso si sente parlare di Diaspore, ma non tutti sanno cosa sono e il loro ruolo attivo che hanno nei processi di inserimento e integrazione nella nostra società.

La parola diaspora deriva dal greco e significa dispersione. Nello specifico con il termine diaspora si intende la dispersione, in varie parti del mondo, di un popolo che si trova costretto ad abbandonare il suo paese di origine per motivi politici o religiosi. In Italia attualmente sono presenti oltre 2.100 associazioni di migranti espressioni delle diaspore. Queste associazioni rivestono un ruolo di rappresentanza rispetto alle istituzioni e di intermediazione tra i singoli migranti, la società di accoglienza e le istituzioni. Molte svolgono anche attività di solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo promuovendo le relazioni dell’Italia con i paesi di origine. Inoltre le diverse associazioni hanno un ruolo fondamentale anche nella creazione di momenti di formazione e sensibilizzazione sulle tematiche legate a migrazione e sviluppo all’interno del nostro paese, in modo da far conoscere il loro lavoro e gli strumenti per fare rete anche alla cittadinanza di accoglienza.

Le diaspore hanno la capacità di creare delle relazioni stabili e durature tra il nostro paese e i paesi di origine dei migranti residenti in Italia, hanno la possibilità di creare e garantire dei progetti di sviluppo economico nei paesi in via di sviluppo. Il ruolo di queste associazioni di migranti è ormai riconosciuto a livello internazionale: con la legge 125/2014 (Disciplina sulla Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo) infatti viene riconosciuto un ruolo importante alle associazioni di immigrati nell’attivare processi di cooperazione allo sviluppo sia su un piano politico, partecipando al Consiglio Nazionale, sia a livello operativo promuovendo progetti. Il ruolo delle diaspore è fondamentale: sono ponti culturali e leve di sviluppo economico dei paesi emergenti.

A livello lavorativo, le reti migratorie hanno portato ad una crescita considerevole delle imprese gestite da migranti: nel 2019 queste imprese hanno superato la soglia di 600.000, rappresentando così il 9,9% di tutte le imprese del Paese. (Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019 di ldos e Cna). Le imprese gestite da migranti si distinguono per un forte dinamismo e una elevata flessibilità. Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDIOS, ha affermato che “La capacità degli immigrati di intercettare spazi di inserimento rimasti scoperti o senza leve di ricambio nella gestione autoctona, ha rappresentato stimoli importanti da valorizzare e sviluppare, nell’interesse dell’intera società e del nostro Paese.”

I lavoratori migranti danno all’economia italiana un apporto considerevole: 2,4 milioni di lavoratori regolari stranieri in Italia, ossia il 10,5% del totale dei lavoratori, producono un valore aggiunto pari a 131 miliardi, ben I’ 8,7% del Pii nazionale. (Fondazione Moressa). Quindi le risorse prodotte dai lavoratori regolari stranieri contribuiscono a mantenere l’equilibrio del sistema economico e pensionistico. Sostenere quindi l’imprenditorialità di migranti può offrire vantaggi significativi non solo ai migranti stessi, ma anche alle società di accoglienza e ai Paesi di origine.

Nei Paesi di accoglienza, gli immigrati portano con sé competenze ed esperienze preziose e utili per lo sviluppo economico nei Paesi di origine. Possono investire a livello finanziario nello sviluppo del settore privato dei Paesi d’origine, possono utilizzare le proprie competenze imprenditoriali per spronare l’innovazione e la crescita di settore nei Paesi di origine, e possono sfruttare le proprie reti internazionali per facilitare il commercio su tale scala.

Inoltre per gli stranieri che vivono nel nostro paese, essere inseriti in un contesto lavorativo permette loro di apprendere più velocemente la lingua, le abitudini, le regole del luogo in cui si trovano e allo stesso tempo, il lavoro permette di rafforzare la fiducia in se stessi, in cui costruire un legame con la comunità e il territorio vivono.

Alla luce di questi elementi, senza sottovalutare le difficoltà che i processi di integrazione comportano, possiamo considerare il fatto che il nostro paese in questi anni ha cambiato la visione dell’immigrazione e ha iniziato a considerarla come una opportunità piuttosto che una minaccia per il nostro territorio. Mentre la stampa e la televisione continuano a trasmettere prevalentemente storie di sbarchi e di episodi di esclusione sociale, noi vogliamo far conoscere queste realtà di integrazione e di crescita che si sono sviluppate e che hanno favorito l’incontro tra diverse culture, abbattendo così i muri della paura.

Congo

R.D. CONGO, UNA SITUAZIONE COMPLICATA

L’EMERGENZA NELL’EMERGENZA

In Congo torna l’incubo Ebola. È la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a diffondere la notizia, sottolineando che “Il Coronavirus non è l’unica minaccia”. Il Paese che continua ad essere bloccato, rischia di dover convivere con tre virus letali: Covid-19, Ebola e Morbillo. Ogni ritardo e ogni ostacolo dovuto al Covid aumenta il rischio che anche le altre malattie continuino a diffondersi, uccidendo sempre più persone.

In diversi paesi dell’Africa Subsahariana il Covid-19 ha creato un’emergenza nell’emergenza. Nella Repubblica Democratica del Congo negli ultimi giorni sono state riscontrate un’epidemia di morbillo ed un focolaio di Ebola.

La ricerca di misure preventive per ridurre al minimo la diffusione di Covid-19 è fondamentale per proteggere le comunità e gli operatori sanitari in un Paese in cui il sistema sanitario è molto fragile e la popolazione estremamente vulnerabile. Abbiamo visto tutti come in pochi giorni la pandemia abbia quasi portato alla saturazione il sistema sanitario italiano. Quanto tempo ci vorrebbe per portare al collasso le strutture sanitarie presenti in Congo? Dokita ha avviato un progetto finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che prevede l’invio di dispositivi di protezione individuale e attrezzature mediche nella città di Kinshasa.

Negli ultimi mesi abbiamo vissuto uno dei periodi più difficili, particolari e tristi degli ultimi cento anni. Siamo stati costretti a restare in casa per il bene nostro e per quello comune, abbiamo fatto sacrifici per tenere al sicuro le persone più vulnerabili e fragili, molti di noi hanno visto morire parenti ai quali non è stato possibile porgere l’ultimo saluto. Il bollettino delle 18 era diventato l’appuntamento fisso che ci forniva i numeri della pandemia, mostrandoci la violenza di questo pericoloso virus. È stata dura, pian piano ne stiamo uscendo, ma nel mondo la situazione resta tragica.

In Congo, seguire le regole che noi Italiani abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi mesi non è affatto semplice:

  • “Restare a casa” è un privilegio per ricchi, dato che molti sono costretti ad uscire per assicurarsi i beni primari;
  • il “Distanziamento sociale” in una metropoli come Kinshasa, con più di 17.000.000 di abitanti e una densità di popolazione di quasi 2000 abitanti per km², è pressoché impossibile;
  • “Lavarsi le mani di frequente” in un paese in cui, anche nella capitale, solo il 30% della popolazione ha accesso all’acqua, non è affatto scontato e spesso significa rinunciare a bere.

La Repubblica Democratica del Congo, come la maggior parte degli stati africani, consapevole della scarsissima rete di servizi sanitari e di strumentazioni ospedaliere è subito corsa ai ripari con misure di contenimento decisamente drastiche. Misure che ovviamente hanno aggravato ancora di più la situazione economica e sociale del Paese, già di per sè drammatica. Da metà giugno nella capitale Kinshasa – epicentro della pandemia di coronavirus nel paese – il governo ha iniziato ad allentare le suddette misure. Durante il lockdown potevano spostarsi esclusivamente gli operatori sanitari e solo una piccola parte degli esercizi essenziali ha potuto proseguire la propria attività.

Le scuole, immediatamente interrotte, hanno ripreso solo per le classi che dovevano sostenere gli esami e dovrebbero ripartire tra settembre e ottobre con il nuovo anno scolastico.
Attualmente la situazione Covid-19 nel paese è meno grave del previsto ma, come sappiamo, con il coronavirus non si scherza ed abbassare la guardia potrebbe essere pericolosissimo.

Dai dati riportarti dalla sede Dokita nella Repubblica Democratica del Congo a metà Luglio si contavano oltre 8000 casi e più di 180 decessi.
Dokita, come molti di voi lettori sapranno, è in RDC dai primi anni 90 con vari programmi tra i quali: l’orfanotrofio Pere Monti che si trova a Kinshasa, attraverso il quale contribuiamo al miglioramento delle condizioni di vita e delle opportunità di inserimento socio-culturale di circa 150 minori a rischio nell’area urbana e il Centro ospedaliero Ngondo Maria, una struttura sanitaria materno infantile situata a Makala sempre nel distretto della capitale, che dal 2006 effettua decine di migliaia di prestazioni l’anno tra visite di medicina generale, prenatale e post natale, medicazioni, analisi cliniche, distribuzione di farmaci e degenza per oltre 100 letti.

Nell’ultimo anno all’interno dell’ospedale è stata realizzata anche una camera mortuaria, importantissima per concedere un rito funebre nel rispetto delle tradizioni e delle norme igienico-sanitarie.

Per quanto concerne l’emergenza Covid-19, Dokita Onlus, grazie al finanziamento dei sostenitori, della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e della Congregazione dei figli dell’Immacolata concezione (CFIC) – sta distribuendo mascherine per il personale sanitario e per i pazienti, guanti, occhiali protettivi, schermi per viso, stivali, grembiuli, gel idroalcolico e sapone liquido (litri). Inoltre per i pazienti ricoverati abbiamo fornito attrezzature per ossigenoterapia, termometri a infrarossi, bombole e concentratori di ossigeno.

Stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per frenare, in una zona così fragile, l’avanzata di un virus che sta continuando a minacciare il mondo intero. Tutto questo possiamo continuare a farlo grazie a voi, nella speranza che nel più breve tempo possibile il coronavirus diventi soltanto un brutto ricordo.

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BRASILE: L’EMERGENZA COVID-19 ORA SI È SPOSTATA IN AMERICA LATINA.

IN BRASILE IL VIRUS SI STA DIFFONDENDO CON UNA VELOCITÀ SPAVENTOSA. NEL MESE DI LUGLIO SI SONO REGISTRATI QUASI 2.000.000 DI CASI POSITIVI E PIÙ DI 70.000 MORTI.

Sono ormai più di 70.000* le vittime di Covid-19 in Brasile, uno dei Paesi al mondo più duramente colpiti dalla pandemia. La situazione in Brasile è critica: a metà luglio era il secondo paese al mondo per numero di contagi e morti da Coronavirus. Secondo gli scienziati la situazione potrebbe peggiorare, sia per i pochi test che vengono somministrati alla popolazione, sia per la situazione di estrema povertà che vivono, circa 14 milioni di Brasiliani, nelle favelas.

Dokita è presente da molti anni nella favela Vila Morenitas a Foz do Iguaçu e in questo momento di grande emergenza sanitaria per il paese, sta aiutando la popolazione offrendo supporto alle persone in difficoltà attraverso la distribuzione di beni di prima necessità e dispositivi di protezione individuale.

L’emergenza Covid19 purtroppo non accenna a placarsi. Se in Europa la situazione sta pian piano migliorando, non possiamo dire lo stesso per il resto del mondo, soprattutto in America Latina. Il paese che sta dando maggiore preoccupazione è il Brasile. Il Brasile a metà luglio era il secondo paese al mondo, dietro gli Stati Uniti, per numero di casi positivi accertati: dall’inizio della pandemia sono quasi 2.000.000 i casi positivi con più di 70.000 decessi. Questi sono solo i dati ufficiali, ma secondo osservatori e scienziati i numeri reali sono sicuramente più alti in quanto le principali città stanno diffondendo giornalmente dei bollettini con il numero di contagi, che però spesso non contengono dati aggiornati provenienti dalle favelas, dove, come è noto, anche lo Stato fa fatica a avere il quadro chiaro della situazione.


EMERGENZA FAVELAS

In Brasile ci sono 14 milioni di persone che vivono nelle favelas, quartieri poveri e densamente popolati delle principali città, dove la carenza di servizi igienici e sanitari, dovuti alla mancanza di idonei sistemi idrici e fognari, sono la triste normalità. Per gli abitanti delle favelas rispettare le principali misure preventive raccomandate dall’OMS, come il distanziamento sociale e lavarsi spesso le mani, per evitare il contagio da Covid-19, è pressoché impossibile vista la mancanza di acqua e l’assembramento abitativo. Anche dal punto di vista economico la pandemia sta causando problemi enormi, soprattutto per i lavoratori, per lo più informali, delle favelas. Secondo un’indagine realizzata dall’Istituto Data Favelas, a causa della quarantena un abitante su tre delle favelas avrà nei prossimi mesi difficoltà a comprare prodotti di prima necessità, come i generi alimentari.

L’IMPEGNO DI DOKITA

Molte sono le attività che volontari hanno iniziato a fare nelle favelas delle città. Anche Dokita, attraverso Padre Gioacchino e i ragazzi del CAIA (Centro di Attenzione Integrale all’Adolescente), sta aiutando la popolazione della favela Vila Morenitas, nel quartiere di Porto Meira, con la distribuzione di beni di prima necessità, dispositivi di protezione individuale come mascherine e gel disinfettanti. In questi giorni abbiamo contattato Padre Gioacchino a Foz do Iguacu per sapere come i ragazzi del CAIA stanno vivendo questa situazione di emergenza e con l’occasione gli abbiamo chiesto di parlarci del CAIA e delle sue attività e del contributo di Dokita allo sviluppo del CAIA.

Padre Gioacchino ci parli del Centro di Attenzione Integrale per gli Adolescenti (CAIA) e delle attività svolte dai ragazzi che frequentano il centro.

Il CAIA venne creato nel settembre del 2010 e si rivolgeva inizialmente ai ragazzi di Porto Meira, un quartiere caratterizzato da alti tassi di criminalità e omicidi. I ragazzi che frequentano il nostro centro appartengono a famiglie con reddito pro capite inferiore al salario minimo e la condizione economica è la prima causa che li porta a cercare una fonte di entrate alternative, come contrabbando, traffico di droga e sfruttamento sessuale. Con legami familiari così fragili e la ricerca di migliori condizioni finanziarie, i bambini e, soprattutto, gli adolescenti finiscono spesso per essere attratti dalle attività informali e illecite e questo ostacola il loro percorso di apprendimento, causando tassi di abbandono scolastico molto alti. Il lavoro sviluppato dal CAIA, gestito come uno strumento socio-educativo, consente di migliorare la qualità della vita degli adolescenti, insieme alle loro famiglie e a diffondere nuovi concetti di istruzione, cittadinanza e occupabilità, attraverso percorsi di formazione professionale, inserimento lavorativo, ma anche attività sportive, culturali, sociali e di svago.

Dokita ha contribuito allo sviluppo del CAIA, costruendo tra l’altro l’edificio principale dove si svolgono le attività, e ancora oggi supporta il CAIA e i missionari della CFIC impegnati in Brasile. Ci parli brevemente della sua esperienza con Dokita.

Il CAIA e la stessa Sociedade Civil Nossa Senhora Aparecida (SCNSA), che è l’Ente associativo no profit che gestisce il CAIA, così come la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione (CFIC), hanno sempre apprezzato la storica collaborazione con DOKITA, e il supporto finanziario e metodologico ricevuto è stato fondamentale per la crescita e lo sviluppo di quasi tutti i progetti della CFIC Brasile e della SCNSA. Io, personalmente, ho sempre avuto una relazione estremamente positiva e produttiva, con la Direzione di Dokita e con tutti i suoi collaboratori, a cui va il nostro ringraziamento.

Da poco si è concluso un progetto di Dokita finanziato dalla Caritas Italiana per il potenziamento dei corsi di informatica all’interno del CAIA. Ci parli un po’ delle attività, dei risultati ottenuti.

Il finanziamento di questo progetto ci ha permesso di organizzare e sviluppare dei corsi di informatica in cui è stato possibile fornire a ben 116 giovani studenti, strumenti e percorsi formativi aggiornati per poter utilizzare le possibilità offerte dalla tecnologia come supporto all’istruzione. Offrendo questi corsi di informatica abbiamo potuto introdurre i nostri utenti all’uso del pacchetto Office, dei principali browser e all’uso consapevole dei social network. Inoltre, abbiamo potuto acquistare apparecchiature informatiche per attrezzare una sala informatica che sarà utile anche per altri corsi e per tutti i ragazzi che frequentano il CAIA.

Il Brasile ora sta affrontando la pandemia Covid che ha colpito duramente la popolazione, in particolare quella più povera. Ci racconti la situazione a Foz do Iguaçu e come il CAIA sta sostenendo gli abitanti della favela attraverso aiuti o attività per contenere l’epidemia.

Anche la città di Foz do Iguaçu ha dovuto affrontare il problema della pandemia in modo abbastanza pesante ed ogni settore si è organizzato per affrontare questo grande problema. Noi del CAIA stiamo aiutando la popolazione attraverso la consegna di ceste alimentari con l’obiettivo di alleviare gli impatti causati dall’isolamento sociale, che ha lasciato disoccupate migliaia di persone.

Abbiamo già consegnato oltre 10.000 ceste alimentari e molti dispositivi di protezione individuali. È stato creato anche un servizio WhatsApp attivo 24 ore su 24 per dare consulenze e informazioni utili sul Coronavirus. La nostra presenza è stata ed è ancora attualmente essenziale per tutto il quartiere di Porto Meira.

In questi mesi di emergenza COVID-19 il CAIA ha messo a disposizione il suo personale, i suoi spazi e le sue competenze per essere d’aiuto alla popolazione della favela. La situazione però sta peggiorando e Padre Gioacchino sta chiedendo un aiuto per il suo centro e la popolazione della favela Vila Morenitas poter fronteggiare al meglio questa pandemia.

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GET AP! Continua la formazione docenti sul tema della cittadinanza attiva

Il progetto “Get AP! Strategie per una cittadinanza globale dell’Agro Pontino”, dopo la pausa natalizia, ha ripreso l’attività di formazione con il secondo modulo in materia di Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) rivolta agli insegnanti delle 10 scuole dell’Agro Pontino che hanno aderito al progetto.

Il progetto, finanziato dall’ AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione e Sviluppo) e promosso da Dokita, in partenariato con CeSPI, Tempi Moderni, Progetti Diritti onlus, Gruppo Umana Solidarietà, Caritas di Latina e Articolo Ventiquattro, promuove questo ciclo di tre incontri formativi in ciascuno dei tre ambiti territoriali, per integrare e rafforzare l’offerta formativa rivolta ai docenti in merito alla reintroduzione dell’educazione civica nelle scuole.

Il secondo modulo è iniziato con l’incontro svoltosi il 9 gennaio presso l’ Istituto “Bianchini” di Terracina, continuerà il 16 gennaio a Formia presso l’istituto comprensivo “ Vitruvio Pollione” per poi concludersi a Latina il 21 gennaio al Liceo “A. Manzoni.

Gli incontri, come nel primo modulo, saranno tenuti da formatori ad hoc, esperti e testimoni di settore con esperienza pluriennale e certificata sulle tematiche oggetto della formazione e provenienti da vari enti di livello (Agenzie e Programmi ONU, Università e Centri di Ricerca, Organizzazioni Non Governative) e i contenuti trattati permetteranno di sviluppare una migliore comprensione delle dinamiche locali e globali dello sviluppo sostenibile.

Nello specifico in queste giornate formative, i nostri formatori Dario Conato, Ada Ugo Abara, Susanna Owusu Twumwah e Paola Berbeglia, svilupperanno rispettivamente questi temi:

  • il ruolo della cooperazione internazionale rispetto alle cause dei diversi flussi migratori e il governo dei flussi fondato sullo sviluppo sostenibile;
  • La transnazionalità delle migrazioni e la cooperazione italiana, il ruolo delle diaspore, dei giovani e delle cosiddette seconde generazioni;
  • Approcci, metodi e canali di finanziamento per l’inserimento dell’Educazione alla Cittadinanza Globale nei curricula didattici.

 

Nel mese di marzo ci sarà poi il terzo e ultimo modulo formativo rivolto agli insegnanti che analizzerà più da vicino il nostro territorio, esaminando le opportunità e i limiti del sistema di accoglienza in Italia e gli ostacoli all’integrazione nel territorio dell’Agro Pontino.

Get AP!: tavolo provinciale multi-stakeholders in materia di “migrazione e sviluppo”

Continuano le attività sul territorio dell’ Agro Pontino all’interno del Progetto “Get AP! Strategie per una cittadinanza globale dell’Agro Pontino” finanziato dall’ AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione e Sviluppo) e  promosso da Dokita, in partenariato con CeSPI, Tempi Moderni, Progetti Diritti onlus, Gruppo Umana Solidarietà, Caritas di Latina e Articolo Ventiquattro.

Attraverso il progetto Get AP!, il territorio dell’Agro Pontino sarà oggetto di una ricerca-azione che, coinvolgendo attivamente gli attori locali e gli studenti delle scuole superiori, approfondirà le cause delle migrazioni nel territorio, i problemi di integrazione e le connesse opportunità di sviluppo sostenibile locale e nei paesi di origine.

La prima parte del progetto ha coinvolto principalmente le dieci scuole di secondo grado che hanno deciso di aderire al progetto. Questa fase prevedeva la realizzazione di tre incontri in ciascuna scuola rivolti ai docenti delle scuole superiori di secondo grado per offrire loro approfondimenti tematici riguardo il tema del fenomeno migratorio e sviluppo sostenibile.

Il 4 dicembre a Fondi (LT) presso la Sala Castello di Castello Caetani invece è iniziata la fase di condivisione e co-progettazione rivolta agli attori delle istituzioni locali che si concluderà il 17 dicembre a Latina presso la Curia Vescovile.

Il progetto infatti ha previsto la creazione di un tavolo provinciale multi-stakeholders in materia di “migrazioni e sviluppo” itinerante per dare spazio alle istituzioni dei comuni che hanno aderito al progetto di confrontarsi su determinate tematiche collegate al fenomeno migratorio e intrecciate con lo sviluppo sostenibile a livello locale e transnazionale. Il 5 dicembre il tavolo è stato ospitato a Formia (LT) presso Sala E. Ribaud del Comune, l’11 dicembre a Sabaudia (LT) presso la Biblioteca comunale e il 12 dicembre a Terracina (LT) presso Istituto Tecnico Bianchini.

I comuni, la Prefettura, le Questure, le Scuole, le Associazioni, i Sindacati, e altri attori locali dei cinque comuni sono stati invitati a riflettere sulle tematiche importanti come i giovani e le nuove generazioni, il lavoro e sviluppo del territorio, accoglienza e integrazione e a presentare delle proposte per il Piano Strategico multi-stakeholder dell’Agro e Sud Pontino per lo sviluppo sostenibile che possa contribuire al raggiungimento dell’obiettivo n. 10 dell’Agenda ONU per lo Sviluppo Sostenibile: “ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le nazioni”.

La finalità generale del tavolo multi-stakeholder è quella di produrre un documento programmatico che, messo a disposizione dei vari attori locali per una pianificazione condivisa, possa orientarli per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo n. 10 dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

 

 

Get AP! Percorsi di educazione alla cittadinanza globale

In queste settimane Dokita onlus, in partenariato con CeSPI, Tempi Moderni, Progetto Diritti onlus, Gruppo Umana Solidarietà, Caritas di Latina e Articolo 24, ha avviato il ciclo formativo in materia di Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) per gli studenti delle scuole Superiori di Secondo Grado del territorio della provincia di Latina.

L’attività, che rientra nell’ambito del progetto Get AP! Strategie per una cittadinanza globale dell’Agro Pontino finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha come obiettivo promuovere azioni di sensibilizzazione al fine di favorire momenti di scambio e integrazione tra la cittadinanza nella provincia di Latina, attraverso la realizzazione di tre incontri in materia di “Migrazione e Sviluppo” in ciascuna delle 10 scuole coinvolte.

I primi incontri dedicati agli studenti si sono svolti presso l’Istituto Tecnico e Professionale “San Benedetto” di Latina, l’Istituto “A. Bianchini” di Terracina, l’Istituto “A. Pacinotti” di Fondi e il liceo “A. Manzoni” di Latina.

I nostri formatori, Laura Fantini, Marisa Belluscio, Vincenzo Salvucci, Rocco Pezzillo e Dario lo Scalzo, hanno incontrato gli studenti delle classi terze, quarte e quinte per approfondire con loro i temi riguardanti l’ Agenda 2030 e l’Obiettivo n. 10, gli scenari micro e macro-economici alle radici delle migrazioni internazionali e iniziare a studiare le tecniche video per realizzazione di story-telling.

Le attività con gli studenti, infatti, concorreranno alla realizzazione di una ricerca-azione relativa al fenomeno migratorio nell’ Agro e Sud Pontino e alle opportunità di sviluppo sostenibile locale e nei paesi di origine dei migranti con la produzione di video di story-telling che vedranno il coinvolgimento attivo dei ragazzi e i video finali saranno divulgati nel corso del Festival itinerante “World Agro Pontino” come momento di sensibilizzazione per tutta la cittadinanza.

La formazione rivolta agli studenti cercherà anche di indagare, assieme ai ragazzi, quale futuro vorrebbero per loro stessi, per la loro città, per il loro territorio; quale lavoro, possibilità di vivere in un ambiente sano e bello, con diverse opportunità di crescita, di felicità, di interazione tra di loro e con chi arriva da terre lontane.

Il progetto Get AP!, tra i vari obiettivi, intende sensibilizzare sui temi dello sviluppo sostenibile favorendo una migliore comprensione del fenomeno migratorio a partire dalle specifiche dinamiche territoriali dell’Agro e Sud Pontino.

Raccoliamo: 2° evento del progetto Natur-Ability II

Questa mattina si è svolto Raccoliamo: raccolta solidale delle olive,  il secondo evento di sensibilizzazione alla cittadinanza del progetto Natur-Ability II: nuovi percorsi di inclusione sociale in favore di giovani con disabilità nel territorio dell’Agro Pontino”, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso Pubblico della Regione Lazio – Direzione Regionale Formazione, Ricerca, Innovazione, Scuola Università e Diritto allo Studio denominato “Presa in carico, orientamento e accompagnamento per l’inclusione sociale attiva” a valere sul POR FSE Lazio 2014-2020.

Grazie ai ragazzi di Natur-Ability, agli operatori di HAbitaTerra e Demetra, i ragazzi del liceo Statale “Leonardo da Vinci”, dell’IPS “Alessandro Filosi” e dell’ ITS “Bianchini” di Terracina, sono stati accompagnati nella raccolta delle olive presso la Valle del Benessere in località San Silviano a Terracina.

Per gli studenti delle scuole superiori è stata una giornata insolita, che li ha visti lavorare insieme ai ragazzi del progetto e confrontarsi con una realtà diversa. Sono rimasti piacevolmente colpiti dalla realtà che Dokita insieme ai partner del progetto hanno creato nel territorio dell’ Agro Pontino e sono stati soddisfatti della  nuova esperienza che hanno fatto e delle amicizie che si sono create.

La giornata di oggi ha avuto anche molti spunti di riflessione e di approfondimento su un tematica cosi importante come quella dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, in un territorio, quello dell’Agro Pontino, che si caratterizza per una carenza di servizi pubblici e privati dedicati ai ragazzi con disabilità.

GET AP!: al via il ciclo formativo in materia di Educazione alla Cittadinanza Globale

È iniziato questa settimana il ciclo formativo in materia di Educazione alla Cittadinanza Globale (EGC) che rientra nell’ambito del progetto “Get AP! Strategie per una cittadinanza globale dell’Agro Pontino”, promosso da Dokita con il finanziamento dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, per promuovere interculturalità, scambio e integrazione tra i Comuni di Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi e Formia.

Attraverso il progetto “Get AP!” e grazie al supporto e all’esperienza di importanti partner locali come Cespi, Tempi ModerniProgetto Diritti onlus, Associazione Articolo Ventiquattro, la Caritas della Diocesi di Latina, Gruppo Umana Solidarietà, il territorio dell’Agro Pontino sarà oggetto di una ricerca-azione che, coinvolgendo attivamente gli attori locali e  gli studenti delle scuole superiori, approfondirà le cause delle migrazioni nel territorio, i problemi di integrazione e le connesse opportunità di sviluppo sostenibile locale e nei paesi di origine. Inoltre saranno implementati percorsi didattici ad hoc in 10 scuole superiori di secondo grado per dare maggiori strumenti cognitivi di comprensione delle dinamiche di sviluppo globale.

Ed è proprio dalle scuole che in questi giorni è partita la prima fase del progetto. Get AP! prevede la realizzazione di tre incontri, in ciascuno dei tre ambiti territoriali coinvolti nel progetto, Latina, Sabaudia, Terracina, Fondi e Formia, rivolti ai docenti delle scuole superiori di secondo grado per offrire loro approfondimenti tematici.

Il modello formativo avrà come fulcro il concetto di sviluppo sostenibile e il fenomeno migratorio. I temi trattati permetteranno agli insegnanti di sviluppare strumenti cognitivi utili a una migliore comprensione delle dinamiche locali e globali dello sviluppo sostenibile, con particolare riferimento all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 10: “Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni”.

Gli incontri saranno tenuti da docenti e formatori, nazionali ed internazionali, esperti del mondo della cooperazione e tratteranno i temi dello sviluppo sostenibile, della cooperazione internazionale, dei modelli di integrazione e delle migrazioni internazionali.

Il primi due incontri dedicati ai docenti dell’ambito territoriale di Latina si sono svolti il 15 e il 17 ottobre 2019 presso l’ITS “A. Bianchini” di Terracina e l’IIS “San Benedetto” di Latina. Il progetto è stato accolto con entusiasmo dalle scuole e a questi primi incontri hanno partecipato i docenti delle scuole superiori che hanno deciso di impegnarsi nelle attività di progetto: l’Istituto “A. Bianchini”, il liceo “Leonardo da Vinci”, l’IPS “Filosi”, il liceo “Giulio Cesare” e l’Istituto “Gobetti de Libero”.

Durante queste due giornate, Dario Conato, esperto di migrazione e sviluppo sostenibile e coordinatore d’ area presso il Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI) ha approfondito il tema dello sviluppo sostenibile, dell’Agenda 2030 e dell’Obiettivo n. 10; Vincenzo Salvucci, ricercatore presso l’ l’Università di Copenaghen nell’ambito del progetto “Inclusive Growth in Mozambique-Scaling up Research and Capacity” e consulente tecnico in Mozambico presso Dipartimento di Studi del Ministero dell’Economia a Maputo, ha esposto gli scenari micro e macro-economici che ci sono alle radici delle migrazioni internazionali.

Questi incontri andranno ad integrare e a rafforzare l’offerta formativa rivolta ai docenti prevista per l’a.s. 2019/2020 e sono in linea con la legge approvata che reintroduce l’educazione civica nelle scuole italiane di cui l’Educazione alla Cittadinanza Globale è parte integrante dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Raccoliamo: raccolta solidale delle olive con i ragazzi di Natur-Ability II

Continua l’impegno di Dokita nell’ambito dell’inclusione sociale attraverso il progetto “Natur-Ability II: nuovi percorsi di inclusione sociale in favore di giovani con disabilità nel territorio dell’Agro Pontino”, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso Pubblico della Regione Lazio – Direzione Regionale Formazione, Ricerca, Innovazione, Scuola Università e Diritto allo Studio denominato “Presa in carico, orientamento e accompagnamento per l’inclusione sociale attiva” a valere sul POR FSE Lazio 2014-2020.

Le attività che stanno realizzando quest’anno i 10 ragazzi di Natur-Ability II prevedono percorsi di terapia occupazionale in materia di tecniche agricole e di allevamento e un corso di cura e gestione dell’asino e del suo habitat, oltre a ricevere un continuo supporto psicologico e un servizio di counselling legale.

Come nella precedente edizione del progetto, Dokita in partenariato con Demetra, HAbitaTerra e Articolo Ventiquattro, ha previsto delle attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e, in particolare ai giovani delle scuole superiori del territorio ed è proprio rivolto a loro il secondo evento del progetto.

Nella giornata di martedì 22 ottobre si terrà il secondo evento di Natur-Ability II rivolto alla cittadinanza che vedrà coinvolti i ragazzi del liceo Statale “Leonardo da Vinci”, l’IPS “Alessandro Filosi” e l’ ITS “Bianchini” di Terracina, nella raccolta delle olive presso la Valle del Benessere in località San Silviano a Terracina.

I ragazzi delle scuole condivideranno una mattinata di lavoro agricolo insieme ai ragazzi del Natur-Ability II e sarà un’occasione per vedere da vicino le attività che Dokita sta portando avanti ormai da diversi anni a favore dei ragazzi con disabilità nel territorio dell’Agro Pontino. Sarà una giornata di attività all’aria aperta a contatto con la terra e si suoi frutti per favorire il dialogo e l’inclusione sociale tra i giovani del territorio al di la di ogni pregiudizio.

Giornate come queste in cui gli attori del progetto, gli studenti, i professori e gli esperti del settore s’incontrano tutti insieme, offrono occasioni di riflessione e approfondimento riguardo la tematica dell’inclusione sociale ampliando sensibilità e consapevolezze personali e collettive.