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BRASILE: L’EMERGENZA COVID-19 ORA SI È SPOSTATA IN AMERICA LATINA.

IN BRASILE IL VIRUS SI STA DIFFONDENDO CON UNA VELOCITÀ SPAVENTOSA. NEL MESE DI LUGLIO SI SONO REGISTRATI QUASI 2.000.000 DI CASI POSITIVI E PIÙ DI 70.000 MORTI.

Sono ormai più di 70.000* le vittime di Covid-19 in Brasile, uno dei Paesi al mondo più duramente colpiti dalla pandemia. La situazione in Brasile è critica: a metà luglio era il secondo paese al mondo per numero di contagi e morti da Coronavirus. Secondo gli scienziati la situazione potrebbe peggiorare, sia per i pochi test che vengono somministrati alla popolazione, sia per la situazione di estrema povertà che vivono, circa 14 milioni di Brasiliani, nelle favelas.

Dokita è presente da molti anni nella favela Vila Morenitas a Foz do Iguaçu e in questo momento di grande emergenza sanitaria per il paese, sta aiutando la popolazione offrendo supporto alle persone in difficoltà attraverso la distribuzione di beni di prima necessità e dispositivi di protezione individuale.

L’emergenza Covid19 purtroppo non accenna a placarsi. Se in Europa la situazione sta pian piano migliorando, non possiamo dire lo stesso per il resto del mondo, soprattutto in America Latina. Il paese che sta dando maggiore preoccupazione è il Brasile. Il Brasile a metà luglio era il secondo paese al mondo, dietro gli Stati Uniti, per numero di casi positivi accertati: dall’inizio della pandemia sono quasi 2.000.000 i casi positivi con più di 70.000 decessi. Questi sono solo i dati ufficiali, ma secondo osservatori e scienziati i numeri reali sono sicuramente più alti in quanto le principali città stanno diffondendo giornalmente dei bollettini con il numero di contagi, che però spesso non contengono dati aggiornati provenienti dalle favelas, dove, come è noto, anche lo Stato fa fatica a avere il quadro chiaro della situazione.


EMERGENZA FAVELAS

In Brasile ci sono 14 milioni di persone che vivono nelle favelas, quartieri poveri e densamente popolati delle principali città, dove la carenza di servizi igienici e sanitari, dovuti alla mancanza di idonei sistemi idrici e fognari, sono la triste normalità. Per gli abitanti delle favelas rispettare le principali misure preventive raccomandate dall’OMS, come il distanziamento sociale e lavarsi spesso le mani, per evitare il contagio da Covid-19, è pressoché impossibile vista la mancanza di acqua e l’assembramento abitativo. Anche dal punto di vista economico la pandemia sta causando problemi enormi, soprattutto per i lavoratori, per lo più informali, delle favelas. Secondo un’indagine realizzata dall’Istituto Data Favelas, a causa della quarantena un abitante su tre delle favelas avrà nei prossimi mesi difficoltà a comprare prodotti di prima necessità, come i generi alimentari.

L’IMPEGNO DI DOKITA

Molte sono le attività che volontari hanno iniziato a fare nelle favelas delle città. Anche Dokita, attraverso Padre Gioacchino e i ragazzi del CAIA (Centro di Attenzione Integrale all’Adolescente), sta aiutando la popolazione della favela Vila Morenitas, nel quartiere di Porto Meira, con la distribuzione di beni di prima necessità, dispositivi di protezione individuale come mascherine e gel disinfettanti. In questi giorni abbiamo contattato Padre Gioacchino a Foz do Iguacu per sapere come i ragazzi del CAIA stanno vivendo questa situazione di emergenza e con l’occasione gli abbiamo chiesto di parlarci del CAIA e delle sue attività e del contributo di Dokita allo sviluppo del CAIA.

Padre Gioacchino ci parli del Centro di Attenzione Integrale per gli Adolescenti (CAIA) e delle attività svolte dai ragazzi che frequentano il centro.

Il CAIA venne creato nel settembre del 2010 e si rivolgeva inizialmente ai ragazzi di Porto Meira, un quartiere caratterizzato da alti tassi di criminalità e omicidi. I ragazzi che frequentano il nostro centro appartengono a famiglie con reddito pro capite inferiore al salario minimo e la condizione economica è la prima causa che li porta a cercare una fonte di entrate alternative, come contrabbando, traffico di droga e sfruttamento sessuale. Con legami familiari così fragili e la ricerca di migliori condizioni finanziarie, i bambini e, soprattutto, gli adolescenti finiscono spesso per essere attratti dalle attività informali e illecite e questo ostacola il loro percorso di apprendimento, causando tassi di abbandono scolastico molto alti. Il lavoro sviluppato dal CAIA, gestito come uno strumento socio-educativo, consente di migliorare la qualità della vita degli adolescenti, insieme alle loro famiglie e a diffondere nuovi concetti di istruzione, cittadinanza e occupabilità, attraverso percorsi di formazione professionale, inserimento lavorativo, ma anche attività sportive, culturali, sociali e di svago.

Dokita ha contribuito allo sviluppo del CAIA, costruendo tra l’altro l’edificio principale dove si svolgono le attività, e ancora oggi supporta il CAIA e i missionari della CFIC impegnati in Brasile. Ci parli brevemente della sua esperienza con Dokita.

Il CAIA e la stessa Sociedade Civil Nossa Senhora Aparecida (SCNSA), che è l’Ente associativo no profit che gestisce il CAIA, così come la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione (CFIC), hanno sempre apprezzato la storica collaborazione con DOKITA, e il supporto finanziario e metodologico ricevuto è stato fondamentale per la crescita e lo sviluppo di quasi tutti i progetti della CFIC Brasile e della SCNSA. Io, personalmente, ho sempre avuto una relazione estremamente positiva e produttiva, con la Direzione di Dokita e con tutti i suoi collaboratori, a cui va il nostro ringraziamento.

Da poco si è concluso un progetto di Dokita finanziato dalla Caritas Italiana per il potenziamento dei corsi di informatica all’interno del CAIA. Ci parli un po’ delle attività, dei risultati ottenuti.

Il finanziamento di questo progetto ci ha permesso di organizzare e sviluppare dei corsi di informatica in cui è stato possibile fornire a ben 116 giovani studenti, strumenti e percorsi formativi aggiornati per poter utilizzare le possibilità offerte dalla tecnologia come supporto all’istruzione. Offrendo questi corsi di informatica abbiamo potuto introdurre i nostri utenti all’uso del pacchetto Office, dei principali browser e all’uso consapevole dei social network. Inoltre, abbiamo potuto acquistare apparecchiature informatiche per attrezzare una sala informatica che sarà utile anche per altri corsi e per tutti i ragazzi che frequentano il CAIA.

Il Brasile ora sta affrontando la pandemia Covid che ha colpito duramente la popolazione, in particolare quella più povera. Ci racconti la situazione a Foz do Iguaçu e come il CAIA sta sostenendo gli abitanti della favela attraverso aiuti o attività per contenere l’epidemia.

Anche la città di Foz do Iguaçu ha dovuto affrontare il problema della pandemia in modo abbastanza pesante ed ogni settore si è organizzato per affrontare questo grande problema. Noi del CAIA stiamo aiutando la popolazione attraverso la consegna di ceste alimentari con l’obiettivo di alleviare gli impatti causati dall’isolamento sociale, che ha lasciato disoccupate migliaia di persone.

Abbiamo già consegnato oltre 10.000 ceste alimentari e molti dispositivi di protezione individuali. È stato creato anche un servizio WhatsApp attivo 24 ore su 24 per dare consulenze e informazioni utili sul Coronavirus. La nostra presenza è stata ed è ancora attualmente essenziale per tutto il quartiere di Porto Meira.

In questi mesi di emergenza COVID-19 il CAIA ha messo a disposizione il suo personale, i suoi spazi e le sue competenze per essere d’aiuto alla popolazione della favela. La situazione però sta peggiorando e Padre Gioacchino sta chiedendo un aiuto per il suo centro e la popolazione della favela Vila Morenitas poter fronteggiare al meglio questa pandemia.

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Honduras, minori e giustizia: la stampa honduregna parla di noi!

Da ormai 7 anni Dokita è attiva in Honduras nell’ambito della giustizia riparativa attraverso numeri progetti in difesa dei diritti umani soprattutto per i detenuti minorili.

L’Honduras infatti è il paese con il più alto tasso di omicidi del mondo, molti dei quali commessi da minori. La situazione degli adolescenti con la giustizia è un fenomeno molto problematico nel paese soprattutto nei grandi centri urbani. In città come Tegucigalpa, San Pedro Sula e La Ceiba la disgregazione familiare, la limitata formazione scolastica e professionale e la difficile situazione economica nel corso degli anni ha spinto molti giovani ad entrare in bande criminali.

È proprio in questo contesto che Dokita ha sviluppato nel 2016 il progetto “Minori e Giustizia” che ha come obiettivo il contrasto della criminalità giovanile attraverso percorsi di pena alternativi per potenziare le opportunità riabilitative per un loro futuro inserimento all’interno della società.

Nella città di San Pedro Sula, all’interno del centro El Carmen sono stati realizzati percorsi di formazione tecnico e professionale di alcune mansioni, come falegname, barbiere, muratore, per facilitare l’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro una volta concluso il loro percorso all’interno del centro. All’interno della struttura i ragazzi svolgono attività di formazione teorica, ma anche pratica. Le giornate sono infatti suddivise in questo modo: alla mattina fanno formazione teorica e studiano informatica, tecniche e strumenti per diventare falegnami, barbieri o muratori e al pomeriggio svolgono le attività pratiche all’interno del laboratorio che hanno scelto.

In questi giorni il direttore del centro, Oscar Danilo Turcios, ha annunciato che il mese prossimo, durante la pausa delle lezioni da parte di Dokita, sarà costruita una panetteria all’interno del centro per dare un’altra possibilità di formazione professionale ai giovani detenuti.  Turcios afferma infatti che è proprio all’interno di questo centro che i ragazzi potranno dimenticare il passato e iniziare una nuova vita attraverso un percorso di rieducazione e reinserimento sociale ed è quindi nostro compito offrire più strumenti possibili.

Giuseppe Solfrini, rappresentate di Dokita in Honduras, afferma che grazie a questo progetto, l’associazione è riuscita a promuovere pene detentive alternative per i minori, migliorando il sistema di detenzione preventiva nel paese e aumentano le opportunità di riabilitazione per i giovani.

Anche Edson Nolasco, procuratore capo della sezione dei Diritti Umani della città, ha espresso un’opinione positiva riguardo questo progetto, in quanto secondo Nolasco è fondamentale garantire i diritti ai detenuti minorili all’interno del centro, in modo che sia più facile per loro l’inserimento nella società una volta finito il loro percorso di riabilitazione.

L’impegno di Dokita su questo tema continuerà anche nei prossimi due anni, attraverso il progetto “Justamente” che darà continuità al lavoro svolto in questi anni. L’approvazione di questo progetto è per l’associazione un importante rinascimento del ruolo e del lavoro svolto fino ad ora nel paese.

 

Continua il lavoro di Dokita in Honduras nel campo della giustizia riparativa.

Dal 2012 Dokita è presente in Honduras affermando la propria presenza e leadership nel campo della giustizia riparativa. I numerosi progetti che si sono susseguiti nel corso di questi anni al fianco delle Istituzioni locali, e realizzati insieme alle organizzazioni della società civile impegnate sul tema della difesa dei diritti umani, hanno segnato un percorso importante che sanciscono il primato di Dokita in questo delicato ambito di intervento.

Dopo diversi interventi diretti in istituti di detenzione maschile e femminile della capitale, dal 2016 Dokita è capofila del progetto Accesso alla giustizia per le persone private di libertà nei centri di detenzione in honduras, realizzato grazie al finanziamento dell’UE nell’ambito del programma EuroJusticia, un progetto che mira a migliorare l’acceso alla giustizia delle persone private di libertá attraverso un intervento integrale con l’obiettivo di:

  • Aumentare la conoscenza giuridica delle persone private di libertá e migliorare i processi di accesso alla giustizia e le opportunitá riabilitative.
  • Rafforzare il sistema integrale di giustizia attraverso la coordinazione interinstituzionale tra il settore pubblico e la societá civile.
  • Sviluppare le capacitá dei funzionari del sistema di giustizia con una visione di giustizia riparativa

L’intervento di Dokita in questo campo non si ferma qui. Infatti, l’approvazione del progetto “JustaMente” da parte dell’Agenzia della Cooperazione Italiana (AICS) conferma e riconosce il valore e il ruolo che dokita svolge ormai da diversi anni nel campo della giustizia in questo delicato paese. Il progetto “JustaMente” si è classificato tra i 50 progetti approvati.

In particolare il progetto si integra con le attività che IILA, il BID[1] e la UE nell’ambito del programma pluriannuale EuroJusticia (2013-2020), stanno portando avanti a sostegno del processo di riforma della giustizia in Centroamerica e nello specifico l’ iniziativa “JustaMente” darà continuità e sarà complementare al programma  che Dokita ha sviluppato nel paese a partire dal 2016. Tale programma si focalizza sulla tematica della giustizia penale per adulti e in maniera residuale anche minorile.

Il progetto Justamente si pone l’obiettivo di dare piena implementazione al Codice Niños, Niñas, Adolescentes (NNA) ed alla riforma del Sistema Especial del Justicia per minorenni.

Il progetto promuoverà la progressiva adozione di un approccio di tipo riparativo intervenendo sia sul piano strategico (riforma delle politiche), che operativo (riforma e implementazione di modelli integrati di attenzione). Essi saranno associati all’utilizzo di indicatori di valutazione basati su un approccio metodologico coerente con i più moderni standard internazionali e paradigmi in materia di riabilitazione di minori in conflitto con la legge. L’intento è quello di definire in forma più efficiente gli obiettivi dei piani educativi e terapeutici e abbattere così gli indici di recidiva.

Il progetto vedrà il coinvolgimento diretto dei più autorevoli soggetti in questo campo sia sul piano delle istituzioni locali, come l’Instituto Nacional para la Atención a Menores Infractores (INAMI), ente rettore del Sistema Especial de Justicia per minorenni, che del mondo delle ONG, come ProgettoMondo Mlal, organizzazione con più di 15 anni di esperienza nella tematica in Africa e America Latina.

Dokita da par suo apporta importanti competenze sul piano del capacity building degli operatori di settore, sviluppata nella gestione di progetti inerenti il miglioramento delle condizioni di accesso alla giustizia per detenuti adulti.

Sul piano metodologico, l’intervento promuove la collaborazione interistituzionale e la responsabilizzazione progressiva degli attori istituzionali. Le forti componente di capacity building e assistenza tecnica, finalizzate al potenziamento delle capacità locali, sono state specificamente studiate quali strumenti per integrare l’exit strategy nell’impianto operativo e non creare pericolose sostituzioni e dipendenze.

Per sapere di più sulle attività di Dokita in Honduras visita la pagina www.dokita.org/honduras/

[1] Banco Interamericano de Desarrollo (BID)

Potenziamento del centro Maria Auxiliadora, Tegucigalpa

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 100.880

Totale finanziato:

€ 83.080

 

82%

Potenziamento del centro Maria Auxiliadora, Tegucigalpa, Honduras

Il Centro Maria Auxiliadora, situato nel quartiere Campo cielo, si situa nel contesto urbano periferico della capitale, fortemente caratterizzato dall’emarginazione economica e sociale in cui non sempre sono presenti i servizi pubblici di base, e i residenti presentano una forte vulnerabilità sociale.

L’offerta formativa del Centro Maria Auxiliadora dei Salesiani è orientata a fornire competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro così da ottenere persone formate e pronte per affrontare un’opportunità lavorativa concreta, riducendo così il rischio che vengano impiegate in attività criminali o di sfruttamento lavorativo.

Il presente progetto mira all’innalzamento delle opportunità di inclusione lavorativa in favore di soggetti vulnerabili (ragazze madri, adolescenti e giovani a basso livello educativo) residenti nel quartiere povero di Campo cielo della città di Tegucigalpa. Tale obiettivo sarà raggiunto attraverso il potenziamento delle attività formative offerte presso il Centro Maria Auxiliadora e tramite il supporto all’avvio di una piccola microimpresa cooperativa nel settore della pasticceria e panetteria.

  • Fornitura e posa in opera di materiali edili per l’adeguamento dei laboratori professionali.
  • Equipaggiamento dei laboratori professionali
  • Realizzazione dei corsi di formazione
  • Supporto tecnico per l’avvio di microimpresa cooperativa

600 soggetti vulnerabili (ragazze madri, adolescenti e giovani a basso livello educativo)

INFORMAZIONI PROGETTO

: Donne, minori, Honduras
: In corso
Finanziatore: Conferenza Episcopale Italiana

ACCESSO ALLA GIUSTIZIA PER LE PERSONE PRIVATE DI LIBERTA’ NEI CENTRI DI DETENZIONE IN HONDURAS

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 999.930

Totale finanziato:

€ 899.930

 

90%

Accesso alla giustizia per le persone private di libertá nei centri di detenzione dell’Honduras

Il progetto si sviluppa in tutto il territorio nazionale e soprattutto nei 28 municipi dell’Honduras con presenza dei centri di prevenzione di libertá.

Il progetto mira a migliorare l’acceso alla giustizia delle persone private di libertá attraverso un intervento integrale con l’obiettivo di:

  • Aumentare la conoscenza giuridica delle persone private di libertá e migliorare i processi di accesso alla giustizia e le opportunitá riabilitative.
  • Rafforzare il sistema integrale di giustizia attraverso la coordinazione interinstituzionale tra il settore pubblico e la societá civile.
  • Sviluppare le capacitá dei funzionari del sistema di giustizia con una visione di giustizia riparativa

8000 persone private di libertá e 800 funzionari del sistema di giustizia

INFORMAZIONI PROGETTO

: Carceri, Disabilità e Salute, Honduras
: In corso
Finanziatore: Unione Europea

CORSO DI SARTORIA PER DONNE

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 6.149,00

Valore complessivo del progetto:

€ 4.990,00

82%

Corso di sartoria per donne

Pojuca è un municipio dello stato di Bahia, situato a circa 70 km dalla capitale Salvador de Bahia, con una popolazione totale di 36.000 abitanti. È uno dei municipi dello stato con maggiori disagi sociali tra i quali povertà e alti tassi di criminalità; si riscontrano anche alti livelli di disuguaglianza di genere sia per l’accesso all’istruzione che al mondo del lavoro. A Pojuca una parte cospicua della popolazione vive nelle favelas, in una condizione di forte deprivazione materiale e di mancanza dei più elementari servizi e beni di prima necessità.

In continuità con precedenti progetti realizzati a sostegno dell’Istituto IAMCA, il progetto mira a favorire l’accesso al lavoro di 20 donne in età lavorativa (dai 18 anni in su) di Pojuca, vittime di violenza e/o in situazione di disagio socio-economico. Questo attraverso un corso di formazione sulle tecniche di cucito, packaging e sull’utilizzo di macchinari (macchine da cucire, per stampe tessili e 3d) di tipo professionale al fine di realizzare prodotti ecosostenibili come borse, beautycase, cuscini, giochi per bambini da poter vendere successivamente nel mercato nazionale ed internazionale attraverso il sito web del negozio virtuale di “Donne Artigiane” realizzato nel 2016.

L’obiettivo dell’intervento è quello di valorizzare e incentivare il ruolo e la figura femminile nel contesto artigianale, promuovere l’occupazione e sostenere imprese femminili con azioni tese a combattere la disparità di genere legata a situazioni sociali, economiche e culturali.

Lo scopo è incentivare le donne ad avere una propria attività, assicurando loro l’opportunità di contribuire a sostenere economicamente la famiglia e allo stesso tempo di potere gestire in forma autonoma la propria vita sociale. Il solo fatto di far parte di questo progetto darebbe alle donne, che riacquisterebbero autostima, abilità oratorie e sicurezza di se stesse, importanti benefici a livello psicologico e sociale.

20 donne e ragazze di Pojuca provenienti dalle fasce meno agiate.

Sostieni il progetto

[wp_setefi_payment_form purpose=”CENTRO DI ATTENZIONE INTEGRALE PER GLI ADOLESCENTI (CAIA)” my_donor_provenienza=”9″]

INFORMAZIONI PROGETTO

: Brasile, Donne, Formazione
: In corso
Finanziatore: Caritas Italiana

MIGLIORAMENTO CONDIZIONI IGIENICO-SANITARIE DEL PENITENZIARIO NAZIONALE

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 103.500

Totale finanziato:

103.500

 

100%

Miglioramento delle condizioni igienico sanitarie del penitenziario nazionale

La situazione dei detenuti nel più grande carcere maschile del Paese, il Penitenziario Nazionale Marco Aurelio Soto, situato nella localita’ di Tamara in Tegucigalpa, era al limite dei diritti umani per quanto riguardava la loro sicurezza, l’igiene, la salute, l’alimentazione, i diritti civili e legali. Oltre all’umiliazione di dover vivere in una continua situazione di sovraffollamento che, la maggior parte delle volte, sfociava in violenze reciproche per l’accaparramento dello spazio o in infezioni contagiose fra la popolazione. Le malattie piu’ diffuse sono tutt’ora: cancro (2%), diabete (14%), problemi cardiaci (15%), epilettici (15%), psiquiatrici (26%), tubercolosi (15%), HIV e siero positivi (12%) e altre malattie minori. Il carcere fu costruito negli anni 90 per ospitare al massimo 1500 persone, mentre attualmente ne sta’ ospitando oltre 3100 e le proiezioni sulla violenza e delincuenza in Honduras, non sono assolutamente in diminuzione.

Proprio per questa tragica situazione, Dokita ha deciso di  migliorare le condizioni del centro di salute del carcere. Il centro di salute si trovava in una situazione drammatica non essendo né in possesso degli strumenti medici di base per poter assistere gli oltre 3000 interni dell’istituto, né di una autovettura per trasportare all’ospedale nazionale i casi d’emergenza. Inoltre, le condizioni infrastrutturali e igienico-sanitarie erano disastrose.

Tutti gli spazi del Centro, come le sale di visita, la stanza di malattie infettive, i bagni e i dormitori,  erano caratterizzai da pareti insalubri, pavimenti rotti con evidenti buchi dove la polvere del cemento scoperto conviveva con i malati in visita.

 

Il progetto, reso possibile grazie ad un finanziamento della Fondazione Prosolidar, prevede:

  • La ristrutturare delle stanze con pavimenti e pareti in ceramica e materiali di copertura speciali per ospedali in modo da aumentare l’igiene generale dell’edificio e ridurre i casi di infezione.
  • L’acquisto di un’autovettura per il trasporto dei casi d’emergenza all’ospedale nazionale della capitale.
  • La fornitura di strumenti o set di piccola chirurgia, e la fornitura di un computer, in modo che i 2 dottori e i 6 infermieri presenti nell’ambulatorio, potessero compiere il loro ruolo di operatori a tutti gli effetti.
  • La costruzione di un salone multifunzionale dedicato alla riabilitazione dei detenuti. Questo salone, equipaggiato con tutti gli strumenti specifici, è attualmente utilizzato dagli psicologi e dagli assistenti sociali per svolgere le loro attività di riabilitazione di gruppo. In questio modo si è superata la tradizionale strategia di terapia individuale, che attualmente non ha alcun effetto e impatto sui detenuti, dovuto alle scarse risorse umane del centro, (solo 2 psicologi e 3 assistenti sociali per oltre 3100 interni) per innescare un nuovo sistema di approccio di riabilitazione di gruppo (terapia di gruppo, autoefficacia, autocontrollo, responsabilita’ collettiva, moduli di condotta e rispetto, ecc).

3100 detenuti

INFORMAZIONI PROGETTO

: Carceri, Disabilità e Salute, Honduras
: Concluso
Finanziatore: Fondazione Prosolidar

SUPPORTO ALIMENTARE, PERÙ

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 12.000

Totale finanziato:

€ 1.000

10%

Supporto alimentare, Peru'

In Perù Dokita è presente in una realtà molto particolare: la valle di Santa Eulalia, che si estende per circa 50 km e comprende una ventina di villaggi sparsi tra le montagne circostanti che raggiungono i 4500 metri di altitudine. I ventidue villaggi della valle non sono dotati tutti di strutture scolastiche e, spesso, alcuni di essi condividono una scuola che di regola si trova fuori dal centro abitato in un punto strategico. Alla difficile accessibilità per via delle lunghe distanze si somma il problema linguistico. Infatti, la popolazione della valle è di origine india e tutt’ora usa il dialetto guaranì per comunicare.

Dokita da anni porta avanti un programma di sostegno all’infanzia che comprende diversi progetti finalizzati ad assicurare il diritto all’istruzione e l’accesso ad un’alimentazione sana per i bambini della Valle di Santa Eulalia.  I bambini assistiti ricevono un sostegno integrale che include:

  • La distribuzione di materiale scolastico;
  • Azioni di sostegno allo studio e recupero scolastico;
  • Messa a disposizione di abiti e cibo.

L’ultimo punto costituisce un elemento indispensabile del programma. Infatti, il supporto nutrizionale è fondamentale per promuovere lo studio fra i bambini e favorire la frequenza scolastica. Non solo, la distribuzione dei pasti fa sì che i bambini siano maggiormente motivati a frequentare la scuola così come gli stessi genitori sono stimolati a non ritirare i bambini da scuola.

250 bambini tra i 5 e i 10 anni.

Sostieni il progetto

[wp_setefi_payment_form purpose=”SOS NIÑOS, AIUTIAMO I BAMBINI DEL PERÙ A CRESCERE SANI” my_donor_provenienza=”1″]

INFORMAZIONI PROGETTO

: Minori, Perù
: In corso
Finanziatori: Donatori Privati

CENTRO DI ATTENZIONE INTEGRALE PER GLI ADOLESCENTI (CAIA)

Budget

Valore complessivo del progetto:

  1.415.313,45

Totale finanziato:

  1.415.313,45

100%

Centro di attenzione integrale per gli adolescenti (CAIA)

Dokita è presente dal 1991 nella città di Foz do Iguacu con diverse attività socio-sanitarie, rivolte ai minori e alle loro famiglie. In particolare, un progetto co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano e indirizzato al reintegro sociale di ragazzi provenienti dalla favela Morenitas (a ridosso del quartiere Porto Meira), ha portato alla realizzazione di un centro di formazione professionale, denominato Centro di Attenzione Integrale all’Adolescente (CAIA). Il Centro ospita 800 ragazzi e sostiene una scuola materna e un grande poliambulatorio al servizio della popolazione della favela.
Un secondo progetto è stato realizzato nel 1992, con la costruzione e l’attivazione del Poliambulatorio SCNSA, che svolge attività di diagnostica di base, arrivando a erogare fino a 250 prestazioni al giorno. Nell’ambito delle attività del Poliambulatorio vanno segnalati: un corso di formazione professionale per 40 infermieri, iniziative di formazione del personale sanitario, promozione di progetti, rivolti in particolare alle donne, riguardo l’educazione alla salute, l’informazione nutrizionale, la pianificazione familiare, nonché la prevenzione dell’abbandono e della devianza minorile.
Infine, nel 1993 Dokita e la SCNSA hanno dato vita a una scuola materna, la Pré-Escola Mae-Maria, che attualmente segue circa 200 bambini.
Dal 2002 al 2004, grazie al finanziamento dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), si è svolto un programma biennale di attenzione integrata, rivolto a bambini e adolescenti in situazione di sfruttamento sessuale alla frontiera tra Paraguay e Brasile.

Il progetto mira al potenziamento del “Centro de Atençăo Integrata ao Adolescente” in sigla CAIA (in italiano: Centro di Attenzione Integrale all’Adolescente), situato a sud della città di Foz do Iguaçu, nel quartiere Porto Meira, a ridosso della favela Vila Morenitas (vedi foto in copertina che ritrae la zona dell’intervento adiacente alla favela).

Contribuirà ad ampliarne il raggio d’azione e consolidarne le attività sociali, educative e sanitarie già avviate a favore dei minori e delle loro famiglie residenti nel quartiere di Porto Meira.

Si caratterizza come un intervento integrato e intersettoriale che mira a rafforzare e promuovere in forma coordinata iniziative e servizi educativi, sociali e sanitari a favore di persone in età evolutiva provenienti da strati sociali con ridotte risorse e opportunità.

Il progetto, inoltre, mira a promuovere e/o rafforzare una rete di collaborazione tra diversi soggetti istituzionali e non, presenti sul territorio e coinvolti sulle tematiche dei diritti dell’infanzia e adolescenza, mettendo a confronto diverse esperienze di lavoro.

800 ragazzi

INFORMAZIONI PROGETTO

: Brasile, Educazione, Minori, Minori in difficoltà
: Concluso
Finanziatore: MAE – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

MINORI E GIUSTIZIA

Budget

Valore complessivo del progetto:

€ 60.000

€ 87.875 

Totale finanziato:

€ 55.000

€ 87.875

91.7%

Minori e Giustizia - Fase 2

La situazione degli adolescenti in conflitto con la giustizia è un fenomeno problematico in un tutte le regione del centroamerica, specialmente nella zona denominata “triangolo del nord” che comprende Guatemala, Honduras e El Salvador. Esistono più di 900 bande attive ogni giorno in centroamerica, con una stima di 70.000 membri, la maggioranza dei quali si trova in Honduras (36.000 membri), Guatemala (14.000 memebri) e El Salvador (10.500 memebri).

L’Honduras è il paese con il più alto tasso di omicidi pro capite del mondo, molti dei quali perpertrati da minori: nonostante non sia in corso una vera guerra, si verifica una morte violenta ogni 74 minuti. Questo dato riflette la situazione precaria che vivono molti bambini e adolescienti in Honduras. Molte indagini parlano di più di ventimila bambini di strada, dediti alla droga, alla prostituzione e a mendicare per mangiare, troppo spesso non tutelati da quegli organi che dovrebbero prendersi cura del loro benessere.

La violenza in Honduras nasce da una forte disuguaglianza economica e sociale: disgregrazione familiare, limitato acesso alle opportunità educative e professionali nelle aree marginali , limitata formazione professionale, debolezza della presenza dello Stato e repressione violenta da parte delle autorità, disuguaglianza nella redistribuzione della ricchezza.

La problematica dei gruppi criminali giovanili in Honduras è maggiormente complessa nei grandi centri urbani, come Tegucigalpa, San Pedro Sula y La Ceiba, dove le bande sono in fase di espansione soprattutto nei quartieri più poveri. La difficile situazione economica e sociale dei quartieri periferici, spinge molti giovani ad entrare a far parte di bande criminali, vedendola come unica prospettiva di sopravvivenza, sia economica che sociale.

Il progetto prevede rafforzare il sistema nazionale di giustizia penale minorile e la tutela dei diritti dei minori in privazione di libertá, con l’obiettivo di migliorare i processi di riabilitazione e di rinserzione sociale.

In particolare, il progetto vuole migliorare le capacitá istitucionali e del personale del sistema di giustizia nella implementazione e nella diffusione delle misure alternative e di programmi di riabilitazione e reinserzione socio-produttivi.

– 500 minori inseriti nel sistema di giustizia minorile

– 35 rappresentanti del giustizia minorile

– 20 minori dei centri di prevenzione minorile inseriti in processi di formazione professionale

Minori e Giustizia

La situazione degli adolescenti in conflitto con la giustizia è un fenomeno problematico in un tutte le regione del centroamerica, specialmente nella zona denominata “triangolo del nord” che comprende Guatemala, Honduras e El Salvador. Esistono più di 900 bande attive ogni giorno in centroamerica, con una stima di 70.000 membri, la maggioranza dei quali si trova in Honduras (36.000 membri), Guatemala (14.000 memebri) e El Salvador (10.500 memebri).

L’Honduras è il paese con il più alto tasso di omicidi pro capite del mondo, molti dei quali perpertrati da minori: nonostante non sia in corso una vera guerra, si verifica una morte violenta ogni 74 minuti. Questo dato riflette la situazione precaria che vivono molti bambini e adolescienti in Honduras. Molte indagini parlano di più di ventimila bambini di strada, dediti alla droga, alla prostituzione e a mendicare per mangiare, troppo spesso non tutelati da quegli organi che dovrebbero prendersi cura del loro benessere.

La violenza in Honduras nasce da una forte disuguaglianza economica e sociale: disgregrazione familiare, limitato acesso alle opportunità educative e professionali nelle aree marginali , limitata formazione professionale, debolezza della presenza dello Stato e repressione violenta da parte delle autorità, disuguaglianza nella redistribuzione della ricchezza.

La problematica dei gruppi criminali giovanili in Honduras è maggiormente complessa nei grandi centri urbani, come Tegucigalpa, San Pedro Sula y La Ceiba, dove le bande sono in fase di espansione soprattutto nei quartieri più poveri. La difficile situazione economica e sociale dei quartieri periferici, spinge molti giovani ad entrare a far parte di bande criminali, vedendola come unica prospettiva di sopravvivenza, sia economica che sociale.

Il progetto “Minori Giustizia” ha come obiettivo principale il contrasto della criminalità giovanile e la tutela dei diritti degli adolescenti in Honduras.

Il progetto vuole promuovere  percorsi di pena alternativi al carcere per minori in conflitto con la legge, migliorare il sistema della detenzione preventiva e incrementare le opportunità di riabilitazione dei giovani per un loro corretto reinserimento all’interno della società.

Il progetto riflette la necessità di un cambiamento radicale dell’approccio alla lotta e prevenzione della violenza in ambito giovanile. Si vuole, sopratutto per i minori responsabili dei delitti socialmente meno pericolosi, spostare il focus dalle misure detentive e dai concetti di punizione e isolamento, a quelli di giustizia riabilitativa e di reintegrazione.

In questo ambito in collaborazione con  RE.TE ONG, verrà realizzata una mappatura ricognitiva delle istituzioni e strutture che lavorano nel settore della prevenzione in Honduras, in modo da favorire l’affidamento dei minori in conflitto con la legge a programmi di reinserimento sociale sul territorio.

Inoltre, verrà promossa la formazione tecnica e professionale dei  giovani in disagio socio economico di alcune delle zone più vulnerabili del Paese per facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro e ridurne la vulnerabilità sociale ed economica nonché il rischio che possano essere reclutati dalle gang criminali giovanili, molto diffuse in Honduras.

Beneficiari

Sistema di giustizia
Sistema Penitenziario Nazionale
Persone private della libertà
Gruppi vulnerabili

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INFORMAZIONI PROGETTO

: Carceri, Honduras, Minori, Minori in difficoltà
: In corso
Finanziatore: Fondazione Prosolidar